INTERVISTA CON NICO FORTAREZZA
Nico Fortarezza è il chitarrista di Enrico Ruggeri nome dell’ambiente musicale italiano che è praticamente impossibile e si affaccia per la prima volta sul mercato discografico con un cd dal titolo contraddittorio e cioè "felicemente instabile" che muove i suoi all’interno di un rock che sembra fatto apposta per un airplay radiofonico ci facciamo spiegare un po’ di al riguardo dal protagonista stesso.
Bene Ciao Nico intanto permettimi di farti i miei complimenti per questo interessante lavoro?
Ciao Stefano grazie mille
Cosa ti ha portato ad incidere il tuo cd da solista?
Dovevo assolutamente riuscire a pubblicare il mio primo lavoro da solista...Avevo inciso due Album come cantante in due band diverse come stile e genere..nei Cordatesa (Funcky Rock) e nei Time Machine (Prog Metal).Ma avevo inciso come turnista..non veramente come parte della Band...Cosi'erano 10 anni che ci provavo..
ma niente..porte in faccia e addirittura spesso non ricevevo neanche una risposta...e x questo che sono molto riconoscente ad Enrico Ruggeri che mi ha dato la possibilita' di farlo

Vuoi spiegarci qual è il significato di un titolo apparentemente contraddittorio come "Felicemente Instabile"?
Ognuno di noi ha una propria personalita'che x natura e'diversa dalle altre persone che ti circondano..persone con le quali relazioni..nel lavoro come nell'amicizia o in amore..Ma la societa'in cui viviamo che ci sta portando alla globalizzazione delle menti e'sempre pronta a puntare il dito sulle persone che sono fedeli a se stesse che in qualche modo conservano la genuinita' dei gesti.. dei sentimenti dei valori radicati nel piu'profondo dell'anima che xforza di cose ti portano a relazionare col mondo esterno con i tuoi colori..con le tue sfumature...con i tuoi chiaro scuro..Se noi due dovessimo dipingere un quadro ed usassimo lo stesso soggetto, la stessa tecnica,gli stessi colori, l'approccio al chiaro scuro nella stessa forma...mi vuoi dire che tipo di comunicazione stiamo facendo?...diciamo le stesse cose allo stesso modo..nn c'e' nessuno scambio reale.. sembriamo degli automi...e' una relazione a senso unico...ecco che l'instabilita' mentale viene qui considerata come originalita' mentale che xo'gli altri vedono come instabilita'xche' non la capiscono assuefatti ormai dalla globalizzazione dei sentimenti ..cosi' in modo ironico(ma non troppo eh eh..) cerco uno scambio d instabilita'mentale x non restare solo tra la gente che si spegne nella mente nei pensieri dei Signor dei Dottori...non solo...io sono orgoglioso di essere diverso...sono Felicemente instabile
Ascoltando con interesse il tuo cd ho potuto notare come la voce sia molto simile a quella di Maurzio Vandelli del quale tra l’altro riprendi "Tutta mia La città" quanto questo fatto è voluto e quanto invece questo fa parte del modo di cantare?
Non credo che io e Maurizio abbiamo la stessa voce o modo di cantare..e' vero xo' che essendo stato uno dei suoi musicisti ho cercato di assimilare ed imparare da lui il piu' possibile.E' un mostro sacro della Beat Generation italiana...ho cercato di sentire come sente lui la musica..come la vive..Quando ero in Tour con lui a noi della Band ci raccontava di Battisti e del suo genio..cosi'ho vissuto, assorbito, suonato ed interpretato quella grande musica che e' tutt'ora inimitabile..ogni concerto era davvero un'emozione... Ecco che la produzione Anyway ha pensato di farmi cantare Tutta mia la citta'come omaggio all'artista Vandelli chiedendomi di interpretarla nei limiti del possibile fedele all'originale...

Tu hai cominciato a fare il musicista come cantante lirico se non mi sbaglio, e solo dopo hai intrapreso una strada diversa quanto di quell’esperienza diciamo così seria ti ha influenzato e cosa ti ha dato a livello d’insegnamento ?
La musica lirica e' la musica che x eccellenza tutti noi italiani abbiamo nel nostro DNA...ho voluto studiare canto lirico x impare la vera tecnica del canto.. che e' una sola...e questo lo dico xche' quando sento le nuove tendenze d'insegnamento di canto che spesso arrivano dall'america...mi viene da ridere..anzi..mi faccio delle "grasse" risate...Una volta imparata la tecnica del "bel canto"ho lavorato su me stesso x adattarla a tutti i tipi di musica che volevo affrontare..La tecnica mi ha dato sicurezza e ho cercato sempre di metterla al servizio dell'espressivita'.. della comunicativita'..anzi molto spesso mi capita addirittura di strapazzarla..dipende da quello che devo cantare e dalle emozioni che sto raccontando.Cmq l'esperienza lirica e della classica in generale cerco di portarla nella mia musica anche quando arrangio gli archi come in "Sara ascolta"
Hai avuto la fortuna di farti produrre da un artista come Enrico Ruggeri che tipo di approccio c’è durante la registrazione ?
Enrico e' di poche parole..vigila..ti lascia fare fino a quando non ritiene opportuno intervenire..e quando lo fa..lo fa sempre rispettando la mia sensibilia' artistica..Se una cosa gli piace si fa..altrimenti mi dice "falla diversamente che puoi fare di meglio.."

Quali sono le cose che hai ascoltato ultimamente ti influenzare da ciò che ascolti oppure sei un musicista scevro da ogni influenza altrui?
Quando scrivo" mi tiro fuori" dal mondo esterno...scavo nel mio piu'profondo e cerco solamente li qualcosa da tirare fuori..quel qualcosa che poi diventa una canzone
Quello che mi ha colpito del tuo cd è che malgrado sia tutti gli effetti un disco di musica rock è stato pensato e realizzato come fosse un lavoro pensato orchestralmente parlando,sei d’accordo?
Si nulla e' stato lasciato al caso....Sembra che ci sia un filo invisibile che unisce una canzone all'altra anche se sono piuttosto diverse tra loro..Poi ho di fondo una forma mentale che mi porta a pensare all'Opera..il modo di scrivere che ho e'ad immagini..si..musica, parole e personaggi prendono forma nelle canzoni e queste sembrano come se fossero dei piccoli cortometraggi di 3 o 4 minuti..oppure la scena madre piu' significativa di una rappresentazione teatrale...Ecco che in qualche modo tutto questo puo' trasparire nel CD.Poi il mio piu'grande sogno e'quello di scrivere un Opera Rock..ma x questo c'e' tempo..
Chiaramente pur suonando diversi strumenti nel tuo cd principalmente ti si può considerare un chitarrista,qual è la tua opinione riguardo quei chitarristi cosiddetti guitar Hero che fanno della velocità il punto primario della loro esecuzione mi riferisco a gente come Malmsteen Joe Satriani Ritchie Kotzen Tony McAlpine etc.etc.,?
Si...forse col piano me la cavo meglio..non so..Cmq devo dirti che io non sono un "vero" chitarrista...sono uno che si "arrangia" con la chitarra e anche con il piano...magari si arrangia piuttosto bene...ma piu' che nella tecnica tra l'altro completamente autodidatta ,me la cavo nelle idee, nei riff.. nel suono stesso dello strumento..che secondo me e' fondamentale.C'e' addirittura "qualcuno"senza fare nomi e cognomi il mio amico Tony Corizia che mi suggerisce anche di suonare il basso in alcune delle mie canzoni.Ecco lui e' un bassista virtuoso ed eccentrico al pari dei nomi da te citati anche se li parliamo di chitarristi.Ma anche lui cerca di non rimanere vittima delle proprie capacita' di esecuzione alla velocita' supersonica. Tony sta x pubblicare un Album strumentale x basso dove io collaboro in alcuni brani come strumentista arrangiatore compositore e produttore ed in questo lavoro gli ho sempre suggerito di "cantare" con il suo strumento..e mi sembra che ci sia riuscito benissimo..Tornando alla nostra domanda io sono rimasto a Clapton e Gilmour Jimmy Page e magari The Edge...oppure x restare in italia il nostro Luigi Schiavone..tutto il resto va bene se dosato nei limiti del "gusto musicale"..quello vero xo'..i virtuosismi strumentali a se'stessi come nel canto non servono a nulla xche'poi si rischia di non fare piu' musica ma del Circo

Quali sono i prossimi appuntamenti farai dei concerti o che altro ?
Sto preparando il nuovo singolo che uscira' x meta'maggio.Dal 25 Aprile saro' in Tour x tutta l'estate con Enrico Ruggeri come "Special guest".Ah...dimenticavo... faro' un concerto all'Universita' Sapienza di Roma in maggio..data ancora da precisare
Bene siamo giunti al termine del nostro spazio vuoi aggiungere dell’altro
?
Si...che io non credo alla gente che dice che si e' avvicinata alla musica xche' si sentiva ispirata...Io mi sono avvicinato alla musica come pretesto x abbordare le ragazze....ma alle medie c'era un altro mio compagno che suonava la chitarra ed era piu' alto e piu' bello di me...io al tempo ero grassoccio...e anche un po' sfigato...cosi' lui si faceva le ragazze ed io mi rintanavo in saletta a suonare e cantare x diventare un giorno bravo e avere la ragazza piu' bella della scuola.
Ci si vede on the road.Ciao