Nikolò Kotzev


Stefano: Ciao Nikolò! Prima di tutto, complimenti per la tua gentilezza. Questo è qualcosa di raro in molti artisti oggi. Complimenti anche per il tuo ultimo disco “Guilty As Sin”
Ciao Stefano. Benvenuto – fa sempre piacere parlare con un giornalista. Cerco di trascorrere del tempo con i media e i fans – è importante per il mio lavoro.

S: Mi puoi spiegare per piacere qual’è il significato che si nasconde dietro il monicker ‘Brazen Abbot’?
La parola ‘brazen’ ha due significati. Il primo, significa “fatto di ottone” e in slang significa “cattivo, senza vergogna, sfrontato”. Quando combini questi significati con la parola “abate”, hai una strana combinazione e una strana associazione. Il che mi piace. Penso che sia un nome figo.

S: Il fatto che tu spesso inviti molti guests musicians nei tuoi album mi fa pensare che forse ( ma potrei sbagliarmi) non preferisci suonare in un gruppo regolare. E’ giusto?
L’avere una band richiede responsabilità e questo non era appropriato per il mio modo di suonare. Comunque, mi piace suonare dal vivo, perciò non vedo l’ora di fare un tour nel prossimo futuro.




S: Qual’è la differenza principale tra il progetto “Nostradamus” e i Brazen Abbot?
Nostradamus è un lavoro con un tema di base, mentre di solito gli album con i Brazen Abbot non lo sono. Ovviamente il fatto di avere a disposizione un’orchestra sinfonica per Nostradamus è stato un fattore importante per il suono e per lo stile dell’intero lavoro. Con i Brazen Abbot ho un obiettivo diverso – creare buona musica rock nella forma più semplice.

S: Tu vieni da un bel paese, la Bulguria, che, purtroppo, non è famoso per la musica rock. Al momento tu vivi in Finlandia. Come mai questo paese, considerato che molti musicisti mirano all’America per realizzarsi con la musica rock? Pensi che il futuro dell’hard rock, come io credo, sia in Europa?
Beh, in realtà nulla di tutto ciò è stato programmato. Ho suonato e fatto tour con una band bulgara durante gli anni Ottanta. Abbiamo suonato molto in Scandinavia, così lì ho incontrato una ragazza in Finlandia e da allora sono rimasto lì. Non ne so molto dell’America, perciò non posso commentare il futuro della musica rock. Penso che ci siano molti buoni musicisti dappertutto. Il rock non è legato a certi paesi o a certi continenti. L’industria musicale è il più grande nemico della musica rock. L’industria vuole creare nuovi volti, nuovi stili, nuove star e farci sopra un bel po’ di soldi.

S: L’opera “Nostradamus” ha avuto molto successo. Vedremo una parte seconda?
Non ho mai programmato una seconda parte. Penso che Nostradamus vada bene così com’è. Comunque, ho iniziato a pensare alla prossima opera rock, ma è troppo presto per rivelare i dettagli.




S: Non credi che il mercato musicale possa esplodere considerando che oggigiorno le etichette discografiche producono molti concept album e opere rock?
No…non ne escono molti, non credi?15 – 20 progetti? Paragonati al numero di dischi rap, hip hop o R&B che escono. Comunque, la gente che ama quel tipo di musica li comprerà lo stesso, perciò non credo che ci siano grossi pericoli.

S: Sul nuovo album dei Brazen Abbot c’è la sezione ritmica degli Europe. Ho un’ultima notizia che riguarda la riunione di questo gruppo meraviglioso. Che ne pensi di questa reunion?
Penso che sia magnifico. Se lo meritano davvero. Sono tutti dei bravi ragazzi, così speriamo che abbiano di nuovo successo!

S: Per quanto riguarda i cantanti che hai scelto per “Guilty As Sin” (J.L.Turner, G. Edman, J. Lande – considero Lande un vero clone di David Coverdale), ho notato una profonda passione per i Deep Purple nel loro modo di cantare.
Beh, non proprio. Ovviamente un cantante cerca sempre di rendere giustizia alle canzoni e di adattarsi a quello che la canzone richiede. Tutti i cantanti con cui lavoro sono degli ottimi interpreti. Il motivo di quello che senti sul disco deriva dal fatto che lo stile di musica è molto Seventies.

S: Hai viaggiato per il mondo come musicista e continui ancora a farlo. Chi è, secondo te, il popolo più ricettivo per quanto riguarda l’hard rock e l’heavy metal?
Ci sono tantissimi fans per il mondo, ma al momento penso che l’Europa sia il mercato più forte per la musica rock.

S: Ascolti della musica nuova o delle nuove uscite in campo hard rock o tu appartieni al “musicista vecchio stampo” che preferisce i suoni degli anni Settanta?
Mi piace qualcosa che viene fatto oggi nella musica, ma molti dei gruppi attuali non sono dei buoni musicisti, il che mi irrita a volte.

S: Pensi di venire a suonare in Italia?
Spero di si!!

S: Tu hai suonato con Robin Gibb, niente meno che dei Bee Gees. Di che è l’idea, incredibile per me, di questa collaborazione? Come ti sei sentito a suonare con una star così?
Abbiamo lo stesso manager. Robin aveva bisogno di un chitarrista per un gruppo acustico e il mio manager mi ha chiamato chiedendomelo. E’ veramente bello lavorare con una leggenda vivente.

Ok. Siamo alla fine, purtroppo. Noi dello staff di Tempi Duri e i fans italiani ti augurano il meglio. Vuoi dire qualcos’altro?
Grazie, cari saluti e speriamo di vedervi in tour!!

Stefano Bonelli





Bruno: Ciao Nikolò! Sono Bruno di Tempi Duri. Poiché sono un chitarrista, mi piacerebbe sapere da te qualcosa sul mondo della chitarra. Bene, cominciamo! Chi ha influenzato principalmente il tuo modo di suonare?
L’hard rock dei Seventies, I Deep Purple, mi piace il blues, il jazz-rock..In realtà è abbastanza complicato-Mi piacciono un sacco di stili musicali.

B:Pensi che i tuoi studi classici abbiano influenzato molto il tuo modo di comporre?
Sicuramente. Il fatto di aver studiato musica mi permette di non andare alla ricerca di quello che voglio sapere, ma di farlo punto e basta, perché so già come suonerà. Mischiare le influenze classiche con il rock è una vecchia idea – è più o meno uno stile oggi.

Questa è una domanda che ho fatto anche ai Power of Omens. Che cosa è cambiato nella vostra vita e nella vostra musica dopo l’11 Settembre?
Noi viviamo appena fuori New York. Conoscevamo delle persone che sono morte l’11 Settembre. E’ stato molto triste. Uno spettacolo d’orrore dal vivo. Ma...noi non abbiamo permesso a questi figli di puttana di terroristi di impedirci di suonare. Invece di volare, abbiamo guidato per 900 miglia verso il primo concerto la settimana seguente all’attacco, e i nostri fans l’hanno profondamente apprezzato. Le nostre vite sono cambiate molto dopo l’11 Settembre. C’è molta più sicurezza dappertutto, e noi abbiamo perso una bella quantità di libertà a causa di quello che è successo, specialmente quelli di noi che viaggiano molto, come facciamo noi. Ma la vita deve andare avanti…e quelli di noi che amano la libertà e il Rock’n’Roll vinceranno. Non riesco a immaginare Osama Bin Laden battere i piedi al suono di ‘Slow Ride’!




In quanto batterista del gruppo, come si è evoluto il suono della batteria dagli anni Settanta ad oggi?
Negli anni Settanta usavo una batteria Ludwig, ma negli anni 90 sono passato alla DW. Il suono della mia batteria è rimasto coerente negli anni, ma se tu parli del suono ‘attuale’ della batteria, in quanto la batteria è uno strumento acustico,, il suo suono cambierà in base alla stanza o all’ambiente in cui stai suonando. E, naturalmente, in base anche ai microfoni che usi e dove li piazzi.. Mi piace il suono di batteria che avevo negli anni 70 e mi piace il suono che ho adesso.

B: Chi sono, secondo te, i chitarristi che oggi riescono a esprimere qualcosa di nuovo o qualcosa di interessante?
E’ davvero difficile dirlo. Ci sono tanto bravi musicisti in giro. Credo che il bravo chitarrista sia un purista – si collega ad un semplice impianto e suona, invece di sperare che una montagna di attrezzatura gli permetta di suonare (Grande Nikolò! Ci volevano queste parole!NdR). Comunque, la cosa più importante è il sentimento. Se ce l’hai, sei a metà conquista.

B: I tuoi solos mi ricordano Y. J. Malmsteen. In particolare, lo sweep picking e le scale di musica classica. Allo stesso tempo, sento anche le influenze della scuola americana. Sei d’accordo?
Non ho mai cercato di categorizzare il mio stile – Cerco sempre di suonare le cose appropriate. Ovviamente canzoni diverse richiedono approcci diversi ed io cerco sempre di adattarmi. Cerco semplicemente di suonare al meglio….;-)

B: Devo dire che mi piace il tuo modo di mischiare le scale classiche con le armonie rock. Quanto sono importanti la tecnica e il feeling nella chitarra?
Sono importanti tutti e due, ma la qualità più importante è il gusto. Un modo di suonare elegante è sempre preferibile alla velocità. Se riesci a combinare tutte e tre, sei uno fortunato…




B: Non pensi che molti chitarristi preferiscono sviluppare la tecnica piuttosto che andare nel profondo del proprio feeling, usando colori ed espressioni diversi? Penso che molti chitarristi contemporanei si somiglino l’un l’altro. Sei d’accordo?
Si, sono d’accordo. Tuttavia, oggi si vedono anche chitarristi giovani che non si lasciano impressionare dalla velocità ma che cercano di suonare in maniera autentica allo stile che suonano. E’ naturale – ce ne sono tanti in giro che suonano velocemente senza cuore, perciò l’unico modo per essere diversi e speciali è suonare con feeling ed eleganza (Ancora grande, Nikolò! Regole elementari ma spesso dimenticate..NdR).

B: Ok, siamo alla fine. Un’ultima domanda! Io sono un grande fan di Sua Maestà Ritchie Blackmore! Che ne pensi di lui?
Un grande compositore. Lui è stato il chitarrista che ha svolto il ruolo più grande nella mia crescita come chitarrista.

B: Ok, grazie molte. Spero di non averti annoiato molto! Speriamo di vederti in tour in Italia. Ciao!
Grazie a tutti!

Bruno Cavicchini