Intervista a Pier Gonella (Odyssea e Labyrinth), a cura di Alessandro "Metal Alex" Bonfà.
Eccoci ad intervistare Pier Gonnella, chitarrista e leader dei nostrani Odyssea e da più di un anno anche nelle fila dei Labyrinth, una delle power band più famose ed acclamate di Italia, una di quelle che hanno aperto la strada, nella seconda metà degli anni '90 alla così detta nuova ondata di metal italiano, che ormai conta numerosissimi gruppi.
Tornando agli Odyssea, parliamo del loro album di debutto intitolato "Tears In Flood" da poco recensito nelle pagine virtuali di questo sito.
- Ciao Pier, prima di tutto devo farti i doverosi complimenti per un lavoro che per essere un disco di debutto mi è sembrato estremamente convincente e molto godibile anche a distanza di tempo, cioè dopo svariati ascolti; ci vuoi parlare un pò della nascita di questo album, che da quello che ho potuto capire ha avuto una genesi abbastanza lunga ?
Odyssea è nato nel lontano 1999. Avevo scritto molti pezzi con l'intenzione di formare una band. Bussai a tante porte tra case discografiche, musicisti, studi di registrazione etc.
Iniziò un lungo calvario che si concluse attorno al 2000, quando incontrai Carlo Faraci, l'attuale cantante.Con lui ci fu piena intesa sotto ogni aspetto, e decidemmo di produrre l'intero master del disco. Successivamente entrarono a far parte degli Odyssea il batterista Chris Parisi e il bassista Oscar Morchio. Durante il mixaggio dell'album venne fuori l'audizione per i Labyrinth e il successivo ingresso nella band, così Odyssea è diventato un side project.
- Presentaci brevemente i membri attuali del gruppo?
Carlo Faraci ha sempre cantato generi diversi dal metal ed è stato cantante professionista per vari anni.. Ha grandi competenze anche come tecnico del suono, per questo mi sono occupato della produzione del disco insieme a lui. Chris Parisi (drums) è un grande amico da parecchio tempo, ha registrato la batteria nel disco Athlantis e in molte altre collaborazioni musicali. Oscar Morchio (bass) suona da molti anni assieme a Chris nel gruppo trash Zorn. Con lui e Chris abbiamo messo su un tributo a Joe Satriani e altre situazioni musicali. Questo perché c'è piena intesa sotto l'aspetto personale, oltrechè musicale.
- Una curiosità chi ha curato la copertina dell'album?
Il disegno della copertina è di un grande disegnatore americano, John Pitre. Ho faticato per averlo, ma ora ne sono molto fiero. Libretto e grafica sono stati curati da Wild Steel e dalla Scarlet.
- Hai dei pezzi nuovi e se è così ci sarà un prossimo lavoro?
Si, pezzi in cantiere ce ne sono tanti e il seguito di Tears in Floods è già in programma. Per quanto riguarda i tempi non ti so dire ancora nulla; dipende un po' dai miei impegni coi Labyrinth, un po' dagli impegni degli altri ragazzi della band. Questo album è stato per tutti una grande esperienza per cui per il prossimo voglio cercare di organizzarmi bene e con calma.
- Una domanda un pò invadente: come farai in seguito a coniugare le due attività negli Odyssea e contemporaneamente nei Labyrinth, me lo chiedo soprattutto a livello delle composizioni? Mi spiego meglio: facendo bene o male lo steso genere musicale, nella creazione di nuovi brani sarà difficile scegliere a quale delle due band destinare i tuoi pezzi migliori. Faccio questa domanda a Te, ma è un quesito che mi chiedo ogni volta che un artista che seguo suona in più progetti che propongono comunque stili di musica molto simili.
Non è assolutamente invadente. In pratica proprio nel periodo in cui mixavo Odyssea venne fuori l'audizione per i Labyrinth, e il successivo ingresso nella band. Fu un momento in cui pensai di abbandonare Odyssea, perchè ora che suono nei Labyrinth non mi manca proprio nulla che mi spinga a formare altri gruppi o progetti metal: abbiamo scritto tutti assieme il materiale del nuovo disco e mi sono trovato in una grande famiglia ,dove c'è piena intesa sotto l'aspetto musicale ed umano. Poi pensando a tutta la fatica per produrre "Tears in floods" decisi comunque di terminarlo e cercare di pubblicarlo. Ora è un side project, che dipende molto dai miei impegni coi Labyrinth, ma conserva una sua personalità e uno stile differente da Labyrinth. La musica non mi sembra affatto simile ai Labyrinth, per cui non vale il discorso "a chi dare questo pezzo"; si tratta anche di modi di lavorare differenti. In casa Labyrinth si scrive tutto assieme, mentre Odyssea lo gestisco in gran parte io. Avere più band e progetti è utile se questi sono differenti sotto tanti aspetti, altrimenti non ci vedo una grande utilità.
- Nel tuo stile chitarristico mi sembra ci sia una buona influenza di Y. J. Malmsteen , quali sono gli altri chitarristi o comunque i musicisti che ti hanno influenzato di più?
Diciamo che li ho passati tutti,Vinnie Morre, Joey Tafolla, Tony Macalpine etc etc,la musica strumentale chitarristica mi ha sempre appassionato tremendamente. Fra tutti oltre il citato Yngwie mi ha insegnato molto Joe Satriani. In realtà ciò che mi colpisce di più di tutti questi grandi chitarristi non è la tecnica, ma la personalità, il feeling. A mio parere, al di là delle apparenze, nessun chitarrista è mai divenuto famoso per la velocità, e nessun chitarrista veloce diventerà famoso se non si distinguerà nel modo di suonare.
- Sono perfettamente d'accordo con te, ora se ti va, parlaci delle tematiche che trattate nei vostri testi?
Non si tratta di un concept, anche se è vero che molti testi vertono sugli stessi argomenti. La title track, "Tears in floods Pt2" parla dell'uomo che, per raggiungere il potere, il successo o qualunque altro suo scopo, si mette contro altri uomini e finisce per autoannientarsi. E' anche il tema della copertina, il cui nome originale è Remnants of power. I giganti di pietra in mezzo al mare rappresentano appunto l'uomo che si ritrova distrutto e svuotato di ogni valore.
Nella ballad "Try again" invece ho cercato di esprimere la fatica e la sofferenza di un musicista o di una band che fa di tutto per affermare la propria musica. Infine in "Falling star" cerco di raccontare la storia di un uomo che si interroga sul significato dell'esistenza e, vedendo una stella cadente, si accende in lui una speranza. Insomma sono più che altro mie piccole riflessioni.
- Consiglia tre dischi fondamentali al pubblico di Tempi Duri?
Joe Satriani - The Extremist; Scorpions - World wide Live; Slayer - Seasons in the Abyss
- Dicci ora i titoli e gli autori di tre lavori, non propriamente rock o heavy, ma che ritieni molto importanti e che in qualche modo segnaleresti al nostro pubblico?
AC/DC - Back in black; Rexanthony - Technoshock 8; Deep Purple - Made in Japan
- E' in preparazione un tour per promuovere il vostro nuovo album?
Si, ci stiamo muovendo per organizzare un pò di date in Italia per l'anno nuovo, ma al momento non ti so dire ancora nulla di preciso.
- Da protagonista della scena metal italiana, quali sono per Te le realtà più interessanti che propone oggi il nostro Paese?
La scena metal italiana ultimamente si è rinforzata tremendamente. Però secondo me c'è ancora troppo antagonismo fra le bands e poco "spirito di squadra" tra i metallers italiani. Fra le bands che stanno risquotendo meritatamente grande successo ti cito Rapsody e Lacuna Coil, fra quelle che mi piacciono molto e meriterebbero popolarità maggiore DGM, Wonderland e Cadaveria.
- Un ultima domanda te la faccio a proposito dei Labyrinth, band che seguo dalla pubblicazione del loro primo ep "Piece of Time" (1995), ci sono novità, è in cantiere qualche nuova uscita, puoi raccontarci qualcosa sui nuovi brani in cantiere per il prossimo album ?
Certo, abbiamo da poco finito le sessioni di registrazione del nuovo album, che uscirà per Febbraio-Marzo. Conterrà 9 pezzi che costituiscono il naturale seguito di Labyrinth. Stiamo editando anhe un bel po' di materiale video ma per il momento non ti posso anticipare altro….
- Se vuoi puoi fare un saluto al nostro pubblico o anche dedicare qualche parola a chi vuoi tu. A te la conclusione dell'intervista.
Ringrazio te e tutto lo staff di Tempi Duri per lo spazio che ci avete concesso. Saluto e ringrazio Chris, Oscar, Carlo, Roberto Tiranti e Wild steel, nonché tutti i ragazzi della Scarlet, i Labyrinth, Fabrizio Giruzzi, e tutte le persone che si occupano di musica con modestia, senza presunzione o stupide invidie. Segnalo infine i siti www.piergonella.com e www.labyrinthmusic.it per gli aggiornamenti live. A presto!
Intanto lo staff di Tempi Duri ti ringrazia per la tua gentilezza e disponibilità e ti saluta, facendo agli Odyssea e ai Labyrinth i migliori auguri per un successo di pubblico degno della qualità della musica da loro proposta.