Pallas


Innazitutto, complimenti sia per un album come “The cross and the crucible” che per il doppio dal vivo “The blinding darkness”, che io ho in una meravigliosa edizione limitata in DVD. Ok, iniziamo con la prima domanda: qual è il tema dietro “The cross and the crucible”?
Il tema dell’album si è sviluppato intorno al Millennio. Stavamo scrivendo il disco mentre il ventesimo secolo stava per salutarci e l’idea è stata quella di provare a fare un riepilogo degli ultimi 1000 anni. Il tema ricorrente nella storia come l’abbiamo inteso noi, è stata la battaglia tra la scienza, che cerca di far progredire l’umanità, e la religione che cerca di mantenerci nel Medioevo. Sembrava come se meno capissimo del mondo, e più avevamo bisogno della religione per spiegare i “misteri”. Spesso si sono fatte guerre cominciate dai capi religiosi. Ironia della sorte, le guerre hanno determinato grandi balzi in avanti nella tecnologia, estendendo la conoscenza della scienza e indebolendo la “presa” che la religione aveva su di noi. Penso che questo possa essere un piccolo riassunto. E’ un po’ di più del pensare “Oooh ti amo baby”!!! Di che parlano I testi? Noi tendiamo a jammare insieme quando ci mettiamo a scrivere canzoni nuove. Questo porta a idee musicali interessanti e spontanee. Dopo rifiniamo insieme queste idee in studio, e i testi si sviluppano lungo il percorso di scrittura. Tutti noi suoniamo separatamente nel processo di composizione, con il risultato che ogni persona aggiunge un elemento essenziale che ci rende i PALLAS.




Ho ascoltato attentamente la vostra musica e ho notato che ci sono molte e diverse influenze che emergono durante l’ascolto. Ad esempio, i Pink Floyd, i Genesis, i Rush e, naturalmente, gli Yes. Ho notato che Ronnie è patito di Keith Emerson e di Rick Wakeman. Sei d’accordo?
Penso che sia innegabile che tutti noi siamo patiti di Yes, ELP, Genesis, ecc...E’ la musica con cui siamo cresciuti.

Finalmente posso sapere il significato del vostro nome. Qual’è il significato del vostro nome?
Pallas Athenae era il dio greco della guerra e della saggezza. Decidemmo di chiamarci così all’inizio della formazione del gruppo quando ci chiamavamo Rainbow. Un certo Sig. Blackmore abbandonò i Deep Purple e “ci ha rubato” il nome, così noi siamo stati costretti a cambiarlo. Pallas è sembrata una buona scelta!!!




Ho notato la presenza di alcuni simboli religiosi sulla copertina del vostro cd. Siete credenti o il tutto riguarda solo il concept del disco?
Penso che nessuno nella band sia religioso. Penso che i testi lo dimostrino. Per quanto ne possa sapere, anche se io ed Alan abbiamo scritto la maggior parte dei testi, credo che tutto il gruppo abbia condiviso i sentimenti, che incolpano alla base la religione della maggior parte dei conflitti nella storia. Ad esempio, “i Saraceni contro i Crociati”. I simboli in copertina sono tutti parte del concept in generale. Sono puzzles nascosti nell’artwork che non molte persone hanno scoperto. Forse dovresti tornare indietro, studiare l’artwork e decifrare i caratteri che sono nascosti. Tutti contengono dei messaggi relativi alle canzoni. Vedi, non è solo un cd!!!!

Durante la visione del vostro video ho visto una scena simpatica: Alan mostra la sua scarpa rotta e dopo la ripara con il nastro adesivo. Quant’è importante l’ironia per un gruppo come il vostro?
Volevamo catturare il carattere del gruppo e l’atmosfera degli spettacoli. Questo è il motivo per cui abbiamo lasciato nel DVD della roba tipo la scarpa di Alan. Moltissimi video dal vivo non sono altro che delle canzoni in sequenza, senza sorprese impreviste né atmosfera. Sembra sempre così sterile. Abbiamo voluto evitare ciò! Pensiamo che funzioni!




Quali sono le differenze principali rispetto al passato?
In questi giorni non siamo sotto pressione. Scriviamo e suoniamo per “divertimento” adesso e penso che si veda nei nostri live e nelle nostre canzoni.

Voi appartenete alla così detta scena della New Wave of British Prog Rock insieme a gruppi come i Marillion, Twelfth Night, Pendragon e IQ. Voi avete il merito di aver risuscitato la scena progressive inglese. Che cos’è rimasto di quei tempi e che cosa non rifareste?
La New Wave Of British Prog è stata fatta fallire dai Marillion all’inizio, i quali avevamo una forma di paranoia nei confronti di qualunque altra band ottenesse un contratto discografico. Hanno voluto tutto per sé stessi e il loro management ha fatto tutto quello che poteva per tenere lontano chiunque altro. È stato un grande errore, perché ci sarebbe stata la forza nei numeri, e il movimento sarebbe stato molto più forte se molte band “avessero fatto il botto”.




Mi potete dire in percentuale, per favore, quant’è importante lo sviluppo tecnologico per voi dagli anni Settanta fino a oggi?
La nuova tecnologia è un aiuto di vaste proporzioni. Ora possiamo produrre album di qualità assolutamente alta senza la necessità di ricorrere in studio ad agevolazioni eccessivamente costose. Grazie al cielo c’è la tecnologia digitale!!

Questa è una domanda così tipica per i gruppi ma obbligatoria: quali sono i vostri piani futuri? Io sono di Roma, verrete qui per alcuni concerti?
I nostri piani attuali sono di completare il nuovo studio album durante l’inverno con la speranza di vederlo pubblicato nell’estate del 2004. Speriamo di fare un sacco di concerti l’anno prossimo per l’Europa. Ci piacerebbe molto ritornare in Italia, particolarmente a Roma che è da sempre la mia capitale preferita di tutto il mondo. I vostri lettori devono rivolgersi al loro promoter locale per prenotare la band, così l’anno prossimo potremmo fare 2 o 3 show o festival in Italia. So che ci piacerebbe molto vedervi. FORZA ITALIA!!!

Stefano Bonelli