Intervista al Plantations Sound Chorus


Debbo dire che da quando ho messo online Holy rock ho avuto modo di scoprire molte realtà musicali che fanno parte di questo modo d'intendere musica in modo diverso dal solito,e soprattutto per quanto riguarda la scena Gospel in Italia la stessa è assai viva e prolissa da Bologna arriva il Plantations Sound Chorus il quale ha pubblicato già diversi cd tra i quali possono annoverare un Tributo ai Queen ed uno a Cappella intitolato Nothing but Voices ecco il risultato di questa chiacchierata con Massimo Montanari direttore del Plantation.
Allora Massimo puoi raccontarci molto brevemente la storia di questo ensemble?
Nacque nel 1975 con 15 persone a cui piaceva cantare i Negro Spirituals, ma alla nostra maniera, con il nostro modo di vivere e di pensare , senza mai copiare gli interpreti originali, questo perché abbiamo sempre avuto il max rispetto per la musica da noi interpretata. Così cominciammo ed io mi accollai la responsabilità di armonizzare tutti i brani del Plantations, anche quelli che non fanno parte del repertorio dei Negro Spirituals. Tenete conto che nel 1975 forse c' erano 1 o 2 cori in tutta Italia ad avere quel repertorio, quindi all' inizio "tempi duri"mi hai citato eh? J n.d.r., comunque il pubblico ha sempre dimostrato di capire e di apprezzare la nostra musica.

Qual è il vostro scopo principale del gruppo ?
Far conoscere la nostra musica al pubblico, e dimostrare che ci sono ben pochi limiti per un coro.
Dopo aver ascoltato i vostri cd una domanda mi sorge spontanea come mai avete scelto di tributare un gruppo mitico come quello dei Queen non propriamente un gruppo religioso anche se poi soprattutto gli arrangiamenti vocali si prestano ad essere interpretati in maniera Gospel?
Noi non siamo un gruppo religioso, rispettiamo le idee di tutti quindi non si è posto questo problema. Abbiamo cominciato e stiamo continuando ad aggiungere brani dei Queen nel nostro repertorio perché si adattano straordinariamente ad essere armonizzati per coro e strumenti e voci si fondono magnificamente . Ti voglio però ricordare che non ci limitiamo ai Queen, ma proponiamo anche cover dei Blues Brothers, U2, Toto, Harry Belafonte.

Quali sono state le difficoltà maggiori che avete incontrato per realizzare Queen in Choir ?
Ovviamente quelle economiche, poi finalmente abbiamo trovato degli sponsor che hanno creduto in noi ed abbiamo debuttato con lo spettacolo "Queen In Choir", una performance di circa due ore dove i brani dei Queen sono legati fra di loro da pezzi musicali scritti all' uopo da uno dei nostri coristi; nessuna parola, solo musica. Ovviamente anche luci e scenografie fanno la loro parte.





Il vostro è un gruppo che esiste da parecchio tempo cosa avete imparato dal vostro stare insieme e come lo mettete in pratica?
Abbiamo imparato che l' impegno deve essere costante e serio per non danneggiare il lavoro di tutti. Poi è chiaro che con l' andare del tempo i più "vecchi" sono legati da una solida amicizia, anche perché fra prove e concerti si passa un bel po' di tempo insieme. Comunque il turn-over è molto forte, anche perché un nuovo corista deve impararsi un centinaio di brani, e molti, nonostante la buona volontà, dopo un po' passano.
Avete realizzato anche un album in formato lp quali sono le differenze principali tra il materiale di allora e quelle di adesso e cosa ha cambiato a livello tecnologico soprattutto per quanto riguarda il modo di registrare ?
Per i brani a cappella è cambiato poco, poiché preferiamo incidere insieme in diretta, quindi ci puoi fare poco per correggere eventuali imperfezioni.
Per i brani musicali adesso si può fare molto, non tutto ma parecchio, il guaio è sempre e solo uno: il budget che è sempre troppo basso per quello che si vorrebbe fare.





Cosa bolle in pentola ultimamente ?
Per i 30 anni vorremmo riuscire ad andare al CANTAPUEBLO in Argentina, un festival per gruppi vocali, inoltre ci saranno i soliti concerti e brani nuovi soprattutto Strumentali.

In che modo organizzate le prove e gli spostamenti vista la cospicua quantità del Plantations?
Proviamo 2 volte la settimana, abbiamo una sala prove in affitto solo nostra. Gli spostamenti sono in Pullman, quando facciamo i concerti strumentali i tecnici audio-luci hanno i loro mezzi e ci precedono nel luogo del concerto.

Qual è la dimensione artistica in cui vi esprimete meglio quella a cappella o quella con la band?
Sono 2 cose completamente diverse e secondo me non paragonabili fra di loro, certo è che il "tiro" che abbiamo con gli strumentisti è tutta un' altra cosa. I concerti vocali sono molto più adatti per le Chiese o i Teatri, gli altri nelle Piazze o in grandi Teatri.

Qual è stato il brano dei Queen che più vi ha dato filo da torcere e quale è quello che vi piace di più interpretare ?
Quello più difficile forse è stato "Who Needs You", ma gran parte della colpa è della mia armonizzazione, poiché volevo ottenere delle sonorità particolari. Quello che ci piace di più è "Somebody To Love".





Se aveste la possibilità di fare un altro disco del genere quale sarebbero i gruppi che prendereste in considerazione?
Farei un misto: Queen, U2, Toto, Blues Brothers

Bene abbiamo terminato lo spazio a nostra disposizione cosa vuoi aggiungere ?
Mi piacerebbe che i cori del nostro paese (Italia) non cantassero quasi tutti le stesse cose, sarebbe bello che ognuno portasse al pubblico un suo repertorio, una sua musica, una sua anima.



Ok grazie e alla prossima, Stefano Bonelli