Rob Sbar
Ciao Rob, sono veramente contento di parlare con te.
Il piacere è mio.
Prima domanda, da quanto tempo suoni come musicista professionista?
Ho iniziato a studiare la musica e la chitarra con istruttori privati da quando ero molto giovane e capii subito che quella era la strada giusta. Durante quegli anni non riamasi mai senza almeno un istruttore. Sono cresciuto a Philadelphia e dall’età di 16 anni ho iniziato a suonare musica in maniera professionale e ho militato in varie bands all’interno dell’underground rock , alternative, indie-punk locale.
A quel tempo ero profondamente affascinato da tutto ciò che circondava questo mondo e la mia visione dell’industria musicale era incapsulata in questa data scena regionale. In questo periodo , frequentai il “National Guitar Summer Workshop” nel New Milford, Connecticut che forse fu la mia prima esperienza. Durante questi anni mi dedicai completamente a ad armonizzare i miei interessi per l’arte ,la cultura e la musica. Questi media hanno avuto una parte significativa nella mia vita sin da quando ero bambino. Mi è sempre stato chiaro che avrei coltivato le arti; non appena avessi trovato il mio “pennello”. La chitarra divenne il mio mezzo di espressione e la composizione la mia tela. Sin da quando ero negli anni della mia formazione ho avuto una profonda e fedele passione per lo strumento e per la musica come forma per esprimermi. Dopo aver studiato le belle arti al “Tyler School of Art”, la mia passione per la musica ritrasformò in un interesse totalizzante. Incanalai i miei interessi nello studio a tempo pieno nel college di musica. Intanto suonavo e davo lezioni private, mentre miglioravo di livello. Entrai nella “Temple University’s Esther Boyer College of Music. Qui fu offerta la possibilità di studiare in un conservatorio ben organizzato e incominciai ad essere esposto a musica e arte più altamente sofisticate ed ad un livello diverso di prima. Da questo punto in avanti, io divenni estremamente serio e concentrato sul mio apprendimento, mi trovai completamente immerso nell’esplorazione sia della scienza che dell’arte della forma. All’inizio dei miei studi al college, spesi molto tempo concentrandomi sul jazz sia dal punto di vista compositivo che della pratica. Comunque, continuando nel mio curriculum, incominciai ad interessarmi anche di musica classica. Particolarmente importante per la mia formazione a quel tempo fu lo studiare con un particolare professore di composizione la cui estetica musicale le cui sensibilità armoniche erano molto vicine alle mie. La sua guida e il suo incoraggiamento mi diedero la forza di sperimentare forme, ritmi e specialmente armonie in modo contemporaneo e poco ortodosso. Al di fuori della mia esperienza nel college, allargai il mio sviluppo e le mie conoscenze studiando chitarra privatamente sia con Greg Howe che con Scott Mc Gill, che hanno influenzato significatamene la mia crescita musicale. Dopo essermi laureato al college, mi spostai a New York dove potevo essere circondato dall’ambiente appropriato per i miei particolari interessi estetici. Come studente laureato, fui molto fortunato per essere stato scelto per studiare con il compositore contemporaneo di fama mondiale, Charles Wuorinen. Allora io avevo un approccio pratico e filosofico definito verso il mio modo di comporre e il contatto con un artista brillane come Charles fu un potente catalizzatore per raffinare questo mio approccio. Come musicista professionista mi fu commissionato di comporre, condurre e suonare la musica per un moderno saggio di danza in collaborazione con la nota coreografa Julia Ritter. Qui, ebbi la possibilità di miscelare jazz, classica, rock e altre forme contemporanee per un grande ensamble. Condussi come pure suonai da chitarrista per questo particolare progetto. Ricevetti anche la commissione di scrivere una moderna composizione per liuto rinascimentale che intitolai: “Un mosaico di cemento e filo spinato” eseguita al “Sarah Lawrence Summer Guitar Institute” usando il mio moderno approccio al ritmo e all’armonia. Un pezzo che io scrissi per flauto, violoncello e piano, “Come giganti attraverso un buco della serratura” come parte del “CROSS –CURRENTS IN JAZZ AND NEW MUSIC”: La serie di insegnamenti di Stefan Wolpe presentati dal network per la New Music in cooperazione con la società di Stefan Wolpe. Fui anche selezionato per partecipare insieme ad un gruppo di giovani compositori provenienti da tutto il mondo al “June in Buffalo festival for emergent composero” tenutosi a Buffalo, N.Y.Qui la conosciuta pianista Marilyn Nonken il mio solo di piano “Aerial Surveying”.
Da qui in poi ho dedicato tutte le mie energie e la mia determinazione verso il progetto “The Rob Sbar Noesis”. Il mio cd “Wagon Wheels and Atoms Bombs” è uscito nel Settembre 2002 e i miei piani per il futuro sono quelli di continuare a sviluppare le mie concezioni musicali all’interno di questo progetto e migliorare artisticamente sia nella mia carriera come chitarrista che come compositore.
Cosa significa il titolo del tuo cd?
La mia concezione su “Wagon Wheels and Atoms Bombs” era quella di sviluppare un progetto che unisse varie forme di espressione artistica. Nel cd ho impiegato musica, arti visuali, parole scritte (uditive, visuali e cerebrali) unificate in una sola esperienza sensoriale e artistica. Questi tre elementi sono concepiti come ognuno il completamento degli altri e insieme raccontano una storia da varie prospettive e dimensioni. La mia intenzione è rappresentare metaforicamente un esplorazione psicologica e filosofica dell’individuo da solo o anche come parte della società. Usando la mia prospettiva come uno schema, dipingo un autoritratto attraverso significati multidimensionali. L’ obiettivo è di creare attraverso i tre elementi prospettive multiple e simultanee in un approccio prismatico e cubista. Il titolo del cd “Wagon Wheels and Atoms Bombs” è la rappresentazione delle due entità dionisiache duellanti all’interno dell’individuo. La ruota rappresenta la prima invenzione significativa dell’uomo che incominciò a facilitare le attività di lavoro e di trasporto. La bomba atomica è spesso considerata come l’invenzione finale dell’uomo che sarà forse responsabile della morte della società. Questa esprime il nostro impulso autodistruttivo; l’abbiamo inventata per autoeliminarci. La musica di questo Cd come anche il mio obiettivo con il progetto “The Rob Sbar Noesis” è quello di ricercare una miscela tra delle performances ad alto livello tecnico con un elevata concentrazione sulla composizione. Io esploro il mio processo compositivo componendolo in tre parti, ciò mi permette di avere maggiore controllo. Simili composizioni sono elaborate in contrappunti moderni, post-tonali e cromatici e armonizzate con l’uso di ampie e inusuali combinazioni di intervalli come anche tramite l’utilizzo di ritmiche convulse, frasi sfaccettate che implicano tempi spezzati e tessiture keleidoscopiche. Comunque in questo lavoro mi sono ripromesso di creare una atmosfera musicale e artistica che possa esistere in una propria dimensione. La miscela di stili e di generi sfocia in una musica rock/fusion dove sono presenti elementi rock, modern e avant-garde jazz/fusion, come pure forme cromatiche contemporanee e atonali. La musica presente sul cd “Wagon Wheels and Atoms Bombs” è creata per essere la componente uditiva dell’intera storia multimediale e si esprime simultaneamente ai testi e alle figure. La natura ciclica della storia è rappresentata dal fatto che il cd inizia nello stesso modo in cui poi finisce. L’ intro si chiude in dissolvenza più o meno nello stesso modo in cui inizia l’outro in una rappresentazione subliminale dell’intero processo interno dell’attività subconscia, descritta dalla musica, dall’arte e dai testi. Ciò spiega l’intero processo che esiste all’interno di un secondo spaccato. Il fantasioso arrangiamento bebop dell’intro è posizionato per contrastare in una sorta di presa in giro l’intensa entrata di “Lexical Gap”. La stessa situazione avviene quando l’outro contrasta in modo acuto con “Diet Soda…”. La serietà della parte finale del cd e dei testi viene spezzata via da un applauso a conclusione del cd, una sorta di presa in giro di me stesso.
Molti dei tuoi colleghi chitarristi come Neal Nagaoka, e Sean Mercer, hanno prodotto i loro cd usando musicisti “falsi” (drum machine …). Tu al contrario hai preferito veri musicisti. Puoi parlarmi di questa scelta?
Ho sempre scelto di realizzare la mia musica con musicisti dal vivo. Tutta l’avventura emozionale, filosofica e psicologica non può essere presentata senza l’interazione di musicisti veri. Inoltre la musica che scrivo conta fortemente sulle sensibilità pratiche ed intellettuali degli individui . I frequenti cambi di tempo, i ritmi disgiunti e le improvvisazioni necessitano di musicisti di alto calibro e io sono stato fortunato di registrare e suonare la mia musica con strumentisti come E. Feder alla batteria, M. Schaefer al basso, e con il mio attuale bassista, Nelson Montana.
La tua musica non è metal-oriented ma c’è qualcosa nel tuo modo di suonare che ci fa pensare il contrario. Quali sono le tue influenze musicali?
Inizialmente molte delle mie influenze musicali provenivano dal rock indie e alternativo di bands come Husker Du, The Replacements; Sonic Youth e The Cure. Più tardi, quando incominciai a sviluppare la mia tecnica chitarristica, incomincia ad interessarmi a molti chitarristi virtuosi che avevano un approccio più sperimentale o cerebrale come J. Mc Laughlin, Shawn Lane, Steve Vaie Alen Holdsworth. Questi artisti lasciarono il loro segno sulle mie sensibilità estetiche. Negli anni che seguirono incomincia ad esplorare e ad esaminare in modo più completo i miei processi compositivi, ed incominciai ad interessarmi di compositori jazz come John Coltrane, Eric Dolphy, Chick Corea e Herbie Hancock, come anche ai compositori contemporanei come Elliot Carter, Stefan Wolpe e Edgar Varese. Oggi ascolto un ampia varietà di musica. Ed è imprevedibile sapere dove l’ispirazione può essere trovata. Comunque la bilanciata combinazione di tutti questi stili, che ho appena citato, ha sicuramente influenzato il mio approccio compositivo.
Pensi di suonare il tuo lavoro dal vivo, o l’ hai già fatto?
Ho suonato con la mia band “The Rob Sbar Noesis” nell’area di New York e continuerò a farlo per il resto dell’anno. Stiamo valutando la possibilità di poter fare un tour europeo in futuro.
Cosa pensi dell’Italia?
Sono un grande ammiratore dell’Italia, della sua cultura, storia, architettura, arte, vino, cucina e gente. Noi stiamo pensando seriamente all’Italia come prima tappa del nostro tour europeo, e io ne sarei veramente felice.
Considerando la crisi internazionale che stiamo vivendo, pensi che il processo compositivo possa essere influenzato da ciò o riesci a non farti influenzare dalla situazione?
La mia ispirazione proviene da una molteplicità di fonti: musicali, filosofiche, spirituali, visuali e concettuali. E’ comunque semplicemente impossibile che come artista riesca ad estraniarmi dal mondo che mi circonda. Le mie emozioni, le mie credenze ed ideologie saranno inevitabilmente espresse attraverso le mie opere. Come artista è importantissimo che presenti me stesso emozionalmente e spiritualmente “nudo” al mio pubblico altrimenti rischierei di risultare non sincero e falso.
Sei soddisfatto del tuo cd?
Il mio cd “Wagon Wheels and Atoms Bombs” è il risultato di molti anni di perfezionamento e di sviluppo della mia estetica musicale e concezione artistica. Il risultato è accettabile e soddisfacente per questo mio stadio della mia carriera artistica; comunque sono consapevole che all’interno dei vari elementi di questo cd ci sono delle parti che avrei idealmente migliorato. Credo che la presentazione del lavoro dal vivo sia a un passo da gigante rispetto alla resa sonora del cd-studio. Credo anche, che questo cd sia un traguardo artistico che mi renda capace di continuare a sviluppare le mie concezioni filosofiche e musicali; ho in progetto di continuare a raffinare e a evolvere il mio approccio attraverso la mia carriera e il miei prossimi CDs.
Ok, siamo alla fine della nostra chiacchierata. Vuoi dare un consiglio a tutti quei ragazzi che iniziano a suonare la chitarra per la prima volta?
L’arte di ognuno dovre
bbe mirare non solo verso una soddisfazione personale, ma anche farci raggiungere i nostri traguardi filosofici e pratici. Quando gli altri apprezzano il nostro lavoro è un incredibile gratificazione. Immagino che sia risultato vano se qualcuno raggiungesse riconoscimenti o fosse apprezzato per un lavoro non genuino o fatto apposta per soddisfare gli altri. La soddisfazione si raggiunge perseguendo i nostri obiettivi personali e artistici. La cosa migliore e avere altri che vedano ciò che onestamente provi e, allo stesso livello, riescano a capirlo.La musica è una forma d’arte astratta e diacronica che richiede un bilanciamento di abilità tecniche e pratiche con l’ispirazione e la creatività. D’accordo con filosofo tedesco del 19° secolo Arthur Schopenauer, la musica sorpassa i fenomeni del mondo reale ed esiste senza il mondo stesso, oltrepassandolo. E’ la rappresentazione del mondo astratto delle idee (secondo la concezione platonica). In effetti la musica è un linguaggio molto elusivo e per poterlo parlare in modo spigliato e libero, uno deve conoscere tutti i termini del suo vocabolario e tutte le sue regole grammatiche.
Bene, grazie veramente per la tua pazienza e collaborazione nel rilasciare questa intervista. Ci vediamo prossimamente.
E’ stato un piacere. Grazie per l’interesse che hai dimostrato per la mia musica.
Stefano Bonelli
traduzione a cura di Alessandro 'MetalAlex' Bonfà