INTERVISTA CON GLI SCREAMING SHADOWS
Ritornano gli Screaming Shadows, band appartenente alla terra sarda. Sinceramente non mi aspettavo un disco così, infatti “In The Name Of God” è un disco che spacca e personalmente non posso che fare i complimenti a questi incredibili ragazzi.
Bene, dopo questo preambolo, doveroso per altro, ecco la prima domanda: come siete riusciti a fare un disco del genere, vi siete resi conto di quello che avete scritto?
Francesco: Prima di risponderti saluto te e tutti i lettori! In tutta sincerità ti dico che l’ultimo cd “In the name of God” a noi piace moltissimo e ne siamo molto soddisfatti, ma abbiamo sempre creduto nelle nostre capacità e nella nostra musica, altrimenti avremmo smesso di suonare già da molto tempo! Le recensioni che stiamo ricevendo sono tutte molto positive ed abbiamo avuto alcune buone proposte, qualcosa si muove, ma non posso dirti ancora niente.
Non abbiamo fatto niente di particolare, abbiamo sempre suonato e composto questo genere, la musica è venuta da sola, è sempre lei che viene da noi!
E’ avvenuto tutto in modo molto naturale, abbiamo fatto solo ciò che amiamo fare.
Ascoltando il cd non sembra nemmeno che siate italiani e questo certo è frutto di un duro lavoro sia a livello culturale che musicale, siete d’accordo?
F: Noi non abbiamo mai avvertito questa sensazione. Sicuramente suoniamo un genere che non è nato in Italia e che è fortemente legato all’Inghilterra; lo abbiamo sempre ascoltato ed amato, così lo abbiamo interiorizzato. Sicuramente abbiamo un buon bagaglio culturale (musicalmente parlando) e le emozioni che proviamo ogni qualvolta ascoltiamo la nostra musica sono forti e ci hanno aiutato ad interiorizzare questo genere.
In che modo è uscito fuori il materiale per questo cd? Ve lo chiedo perché rispetto per esempio a “Behind the mask” il salto qualitativo è notevole.
F: Il processo di composizione è stato identico a quello che ci aveva portato a scrivere i brani di “Behind the mask”. E’ stato soprattutto opera dei compositori, i brani sono nati da idee individuali, poi abbiamo lavorato insieme agli arrangiamenti, sempre seguendo l’idea e le direttive del compositore.
Rispetto a “Behind the mask” la maturazione è stata tanta, due componenti della line-up sono differenti e con loro ammetto che c’è un feeling maggiore rispetto ai loro predecessori, c’è più grinta, ma anche il sound ha contribuito a rendere grande questo ultimo lavoro. Il precedente aveva un sound poco aggressivo e senza mordente.
A questo punto mi chiedo perché ancora un’ autoproduzione?
F: Semplicemente perché nessuno ci aveva proposto una produzione e siccome avevamo voglia di far conoscere i nuovi pezzi, in cui abbiamo sempre creduto molto, ci siamo decisi a registrare il nuovo materiale. Avevamo molta voglia di riscattarci, perché ai tempi della registrazione di “Behind the mask” noi credevamo molto in quel lavoro, poi il risultato ottenuto, un po’ per colpa della nostra poca esperienza in studio, un po’ per un mix poco curato, ci deluse molto.
A parte il suono generale che comunque è un cazzotto in faccia al perbenismo dilagante, senza offesa per nessuno, uno dei punti di forza almeno in questo cd, ed a questo punto si spera anche per il futuro, é il cantante Luigi Usai che gode di incredibile estensione vocale molto simile a quella di Fabio Lione, anche se Luigi ha un modo più aggressivo dell’interpretazione. Che mi dite di questo ?
F: Ti dico che tocchi un tasto molto dolente di cui non ho molta voglia di parlare! Luigi è il cantante più bravo con cui io abbia mai avuto la fortuna di suonare, è veramente incredibile e molto versatile. Purtroppo dichiaro che ha lasciato ufficialmente la band.(Noooooo N.D.R)
Rispetto ai lavori precedenti che tipo di lavoro avete svolto per questo nuovo cd?
F: Prima di tutto mi sono occupato personalmente della registrazione e del mixaggio dell’intero cd, proprio perché l’idea del sound era dentro la mia testa e nelle mie orecchie, mentre in tutti i precedenti lavori non sono mai rimasto soddisfatto del mixaggio. Poi, avendo lavorato nel mio studio privato, abbiamo avuto la possibilità di avere tutto il tempo che volevamo per lavorare sugli arrangiamenti, e questo è stato un fattore importantissimo, anche se ammetto che è stato un lavoro molto duro e lungo.
Farete promozione live per questo album?
F: Per ora no perché stiamo cercando un cantante per sostituire Luigi. Anzi, se ci fosse qualche cantante in ascolto ( o qualcuno che potesse darci una mano), lo inviterei a scrivermi alla casella di posta elettronica: behindthemask@tiscali.it.
Rispetto alla situazione concertistica normale quali sono le difficoltà per voi per venire a suonare per esempio in locali del resto della penisola ?
F: Sicuramente il problema principale è quello che per arrivare nella penisola dobbiamo prendere il traghetto o l’aereo e questo comporta un notevole aumento delle spese.
Avete mai pensato di lasciare la Sardegna per facilitare le cose, pur sapendo che la vostra è una terra dove ci vorrebbero vivere sia io che più di una persona?
F: Certo,ci abbiamo pensato molte volte e ti confesso che credo lo faremo molto presto!
Secondo voi qual è il pezzo più riuscito del cd ?
F: Sicuramente “Where reigns the sword” è il pezzo che “funziona” di più, nel senso che è il più orecchiabile, è quello che rimane più “in mente” e ha una struttura ben articolata che allo stesso tempo scorre molto bene.
Bene, siamo giunti al termine. Cosa volete aggiungere ancora?
F: Ringraziamo tutti i lettori di Tempi-duri, tutta la sua redazione ed in particolare Stefano Bonelli. Invitiamo tutti a visitare il nostro sito che è www.screamingshadows.com ed a supportare la nostra musica. Esorto inoltre chiunque potesse darci una mano a trovare un nuovo cantante in tutta Italia a farsi sentire. Stay Metal!!!!
Stefano Bonelli