Sicomoro


Bene bene come si dice anno nuovo vita nuova,ma per noi di Tempi Duri il detto potrebbe suonare così anno nuovo intervista nuova, infatti ora faremo due chiacchiere con un gruppo un pò diverso dal solito,e si perchè quello con cui abbiamo a che fare e un gruppo di musica cristiana, badate bene non ho detto rock ma bensì musica cristiana infatti è proprio di questo che parleremo con i “Sicomoro” nella persona di Marco Pullera batterista del gruppo. Allora caro Marco innanzitutto complimenti per il disco che ho trovato molto interessante,volevo sapere siccome si tratta di un disco già vecchiotto avete in programma qualcosa di nuovo?
Caro stefano proprio nei prossimi giorni inizieremo a pensare al nostro nuovo programma per i concerti dei prossimi mesi. Abbiamo già alcune canzoni pronte e utilizzate da qualche mese, a queste si aggiungeranno una decina di canzoni che dobbiamo scegliere tra le molte a disposizione. Vogliamo prima capire cosa ci interessa di più comunicare, quali sono i tre , quattro punti essenziali su cui focalizzare il nostro impegno di comunicazione, quello che tra le molte cose che potremmo dire sulla nostra fede ci sembra più urgente in questo momento storico.

Qual’ è stata la “scintilla”che vi ha fatto prendere una decisione così importante come un disco?
Sai , un gruppo come il nostro che in tanti anni di attività ha scritto centinaia di canzoni ed effettuato centinaia di concerti arriva inevitabilmente al punto in cui è naturale cercare di tirare le somme, e questo disco è nato proprio così. Soprattutto è stato il frutto del lavoro fatto nel triennio di preparazione al grande giubileo del 2000. Molti giovani della diocesi ci chiedevano una registrazione dei nostri concerti e così è nata l’idea di registrare queste nostre esperienze . Abbiamo avuto la fortuna di trovare l’aiuto incondizionato del nostro vescovo e abbiamo così realizzato questo progetto che speriamo possa aiutare a far conoscere e diffondere il lavoro del nostro gruppo per lo sviluppo della musica cristiana in Italia, impegno che ci vede ormai operare da quasi venticinque anni. Nello stesso tempo abbiamo cercato di lasciare un segno concreto del nostro impegno e dell’impegno della diocesi, che ha permesso con il suo contributo economico la realizzazione di questo lavoro, utilizzando il disco per la raccolta di offerte per la realizzazione di un ambulatorio pediatrico di cui necessitava la casa di accoglienza “Ginetta Gori” che dà accoglienza alle ragazze madri nella nostra diocesi.

Sicomoro è un nome assai evocativo per un gruppo come il vostro vuoi spiegarci a cosa si riferisce?
Il sicomoro è un albero ed è “famoso” perché citato nel vangelo in un episodio importante. Zaccheo sale su un sicomoro per riuscire a vedere Gesù che passava tra la folla. Da quel momento la sua vita cambia, si mette in discussione e si apre all’amore. Ecco il nostro impegno è cercare di essere un piccolo albero che può fare da appoggio a chi cerca di vedere il Signore, perché possa scattare in lui la stessa grazia che è stata data a Zaccheo. Salire su un sicomoro è poca cosa , ma certe volte è così difficile guardare il mondo con occhi diversi proprio perché la folla dei nostri pensieri e dei comportamenti indotti dalla società non ci fa accorgere del Signore che passa tra noi e ci chiama; l’occasione di vedere le cose da un punto di vista diverso, ecco il nostro servizio.

Ho notato ascoltando il vostro disco che ci sono sia brani dove il testo è preso pari pari dalla bibbia (Il buon pastore) e altri brani sono brani diciamo così più “canonici”qual è la dimensione che prerefite?
La direzione musicale del cd si attesta su territori molto semplici e comunque sono musicalità molto leggere è una scelta precisa questa da parte vostra, e quali sono i gusti musicali del gruppo? In tanti anni abbiamo fatto percorsi musicali abbastanza vari ma poi con il passare del tempo ci stiamo assestando su quei” territori semplici” che hai correttamente visto nel nostro lavoro. Se riesci a fare una canzone bella e semplice ottieni il massimo della comunicazione e questo è il nostro obiettivo. La musica è uno strumento che porta il messaggio, non è fine a se stessa. Nel nostro caso parole e musica formano un tutt’uno, l’uno supporta l’altra. La ricerca di utilizzare in modo non retorico e banale il testo della bibbia per parlare della fede nel nostro tempo è per noi un obiettivo importante che ci siamo posti volutamente quando abbiamo deciso quali canzoni dovevano far parte del disco. Come avrai notato il disco ha sonorità ed atmosfere abbastanza diverse comunque (anche data la nostra età) si sente che il nostro gusto musicale è influenzato molto dal rock progressive degli anni 70 (pfm, pink floyd,genesis, elp ecc…), ascolta ad esempio le canzoni “c’è un vento” e “nuvole”.

Uno dei brani che più mi colpito del vostro disco è proprio “Il buon pastore che risulta essere il brano più diverso rispetto all’intero lotto di canzoni come è nata l’idea per il brano?
Il buon pastore è una vecchia canzone (più che maggiorenne…) che nacque con il preciso scopo di mettere in musica un salmo così bello e ricco di speranza e gioia con una musica che riuscisse proprio a trasmettere questi sentimenti e non con le “nenie” che eravamo abituati ad ascoltare nelle nostre chiese negli anni 70/80 quando si cantava un salmo. Crediamo di esserci riusciti, perché è ancora attuale ed è un canto tra i più amati nei nostri concerti.

Nel vostro gruppo l’unica presenza femminile è rappresentata dalla brava cantante Maria Chiara Biagini visto che voi siete in cinque e lei “poverina è sola a testimonianza del cosiddetto sesso debole all’interno del gruppo come’è il vostro rapporto nei suoi confronti ?
Chiara è la nostra voce principale e quindi è lei che riesce a trasmettere il lavoro di tutto il gruppo, quindi sicuramente non è la parte debole del gruppo ma il nostro punto di forza, la nostra voce, la sintesi di tutti noi. In più come puoi immaginare è coccolata da tutti…

La voce di Maria Chiara ha un buon timbro vocale molto simile a quello di Giuni Russo e con una estensione un po’ “troppo lineare”senza cioè picchi particolarmente alti o bassi siete d’accordo su questo?
Si, Chiara ha una voce eccezionale che sfrutta pienamente nelle canzoni che non hanno bisogno di “coloriture” particolari; per le nostre canzoni questa sua caratteristica è molto utile perché riesce a cantare cose difficili con semplicità ed una impostazione che non è quella costruita del cantante professionista; questo invita di più la gente a cantare con noi nei nostri concerti.

Nella vostra biografia ho potuto notare come i Sicomoro siano un gruppo che nel corso della sua esistenza ha fatto diverse esperienze “concerti animazioni etc. etc.”potete dirci quale è stata l’esperienza che vi è rimasta nel cuore e che magari vi ha fatto prendere delle decisioni fondamentali sia di vita che prettamente musicali?
Le nostre esperienze come gruppo sono tutte importanti, il nostro è proprio un cammino (siamo letteralmente cresciuti insieme) dove ognuno aiuta l’altro a capire quello che sente e la somma di questi “scambi” diventa il “sicomoro”. Per questo forse il momento più importante del nostro cammino è l’appuntamento settimanale in sala prove. Tutti i concerti poi ci danno molta carica perché sono il momento di verifica della nostra unità e di quello che riusciamo a trasmettere: vogliamo parlare di Gesù e questo diventa facile solamente se riusciamo a fidarsi di Lui senza contare su di noi. D’altra parte il fatto che dopo tanti anni siamo ancora insieme in questo progetto non si può spiegare se non in termini di una grande grazia che ci è stata data. Secondo me è un vero miracolo! Potrei raccontarti decine di cose incredibili che ci sono successe che ci hanno dimostrato quanto il Signore ci sia stato vicino. Un concerto che ci è rimasto nel cuore è quello che abbiamo fatto per presentare il disco nella nostra città. Dopo venticinque anni di attività in cui non avevamo mai sentito “vicino” la nostra città , (eravamo molto più conosciuti in giro per l’italia grazie soprattutto a radio Maria che ha sempre utilizzato molte nostre canzoni)ci siamo ritrovati tutta la nostra città in teatro che ci ha accolto con un calore incredibile!

Nel brano che da titolo al lavoro e cioè “Fidarmi di te”dite che “i profeti del successo non hanno un cuore come il vostro” naturalmente si può non essere d’accordo su questa affermazione un po’ forte se vogliamo volete spiegarci meglio questo concetto?
I profeti del successo sono il modello che abbiamo sempre davanti, che ci viene proposto dai mass media ,sul posto di lavoro , nei locali, in ogni momento associativo. Gesù a questo proposito ci ha dato un insegnamento che non si può annacquare e non si può dimenticare: chi vuol essere il primo si metta all’ultimo posto, chi ha più responsabilità, possibilità, carismi, scienza, li usi per servire e non per cercare il successo personale.

Volete dirci che tipo di scena musicale c’è dalle vostre e in che tipo di rapporto con altre bands locali?
Noi viviamo in toscana , non è facile parlare di fede dalle nostre parti, non perché non ci sia ma perché anche tradizionalmente non è mai vissuta in momenti aggregativi. Viene tenuta nascosta, come qualcosa di cui aver pudore. Noi siamo qui per cantare in piazza la nostra fede e dare uno scossone a questo atteggiamento che è pericoloso. Non esistono altre band locali che fanno la nostra musica ma ogni volta che ci siamo trovati a suonare con altri che proponevano generi completamenti diversi abbiamo sempre trovato rispetto e intesa.

Lo spazio a nostra disposizione è purtroppo giunto alla fine Cosa vi sentite di dire ai nostri lettori?
Chiara ha proposto di rispondere a questa domanda con il ritornello di una nostra canzone tra le più “anziane”:
“C’è un posto nel mio cuore
che è attraversato dalla musica
ed è l’arcobaleno che riempie
la mia vita,
perché fa crescere le ali
a queste povere ossa
e dà speranza alla mia voglia
di cantare di Te
o Signore…

Ciao stefano e a tutti i lettori di tempi duri!

Stefano Bonelli