INTERVISTA A SIMONE FIORLETTA
Eccoci a fare due chiacchiere con il chitarrista dei Moonlight Comedy il quale ha da pochissimo pubblicato per Lion Music il suo cd da solista.
Allora Simone intanto compimenti vivissimi per questo tuo cd che comunque giunge a noi in modo inaspettato perché quasi nessuno che tu lo stessi registrando?
Ciao, lasciati prima ringraziare per la tua disponibilità e gentilezza nei miei riguardi. Si è vero, devo dire che, almeno fino ad ora, in Italia non ho trovato molta pubblicità di questa mia release, cosa che all'estero ho trovato già da un po' di mesi. Però è anche vero che in Italia il disco esce ufficialmente il 3 Ottobre e so la promozione che mi farà la Frontiers e ti assicuro che non è poca!
Quali sono i motivi per cui hai sentito l'esigenza di scrivere del materiale per un album da solista?
Se devo essere sincero, sin da quando avevo 17 anni ho iniziato a fare qualche demo da solista, solo perché era un modo per me di esprimere ciò che avevo ed ho da dire…poi da cosa nasce cosa ed ora mi ritrovo con due Album da solista (il primo del 2004, "The Beginning", di distribuzione nazionale ed ora con "Parallel Worlds" di distribuzione mondiale grazie alla finlandese Lion Music - maggiori info www.simonefiorletta.it). Comunque tengo a precisare che non ho mai scritto brani da solista con "presunzione" del tipo dimostrare quanto sia più o meno bravo con la chitarra (sono il primo a criticarmi e per me ho ancora molto da imparare!!!)…piuttosto ogni nota che viene fuori in fase compositiva, è solo ispirata dai miei sentimenti.
Ho potuto notare di come tu abbia saputo asservire la tua tecnica al servizio della melodia, non v'è dubbio che le tentazioni di sfoderare la propria tecnica sia molto forte ma tu sei riuscito a vincere questa cosa che non molti chitarristi riescono ad ottenere sei d'accordo?
Mi fa piacere sapere che qualcuno, in questo caso tu, pensi ciò della mia musica. Bhè, non è difficile risponderti…io cerco di immaginare la mia vita come un film ed io stesso sono il "compositore" addetto alla stesura della colonna sonora…ecco, il mio disco è la colonna sonora della mia vita. In questo modo vengo ispirato da avvenimenti più o meno sentimentali e di conseguenza vengono fuori canzoni più o meno tecniche, melodiche ecc. ecc. Per farti qualche esempio, posso dirti che "For You", seconda traccia dell'Album, per me esprime il rapporto con mia madre; oppure "Your Rest", che ho composto in pochissimo tempo semplicemente guardando la mia ragazza mentre dormiva, da cui deriva anche il titolo…mi piace molto associare il titolo a ciò che ha ispirato la canzone.
Il fatto che tu abbia pubblicato un cd da solista cosa implica nel tuo gruppo i Moonlight Comedy?
Assolutamente niente…anzi, è pubblicità anche per la mia band, dopotutto vengo presentato come il chitarrista dei Moonlight Comedy, quindi il nome M.C. continua ad essere sulla bocca di tutti…o almeno spero. A questo punto ti dico anche che in questo mio disco ho trascinato anche Andrea Scala, il batterista dei M.C….nonchè grande amico da sempre!!! Mentre gli altri musicisti sono stati scelti apposta per l'occasione (Mario Mazzenga al basso e Valerio D'Anna alle tastiere).
Il tuo stile è senza ombra di dubbio riconducibile ad una via di mezzo tra Steve Vai e Joe Satriani. In che modo questi due incredibili chitarristi ti influenzano?
Bhè, hai nominato due pilastri della musica strumentale chitarristica. Il mio primo Album di chitarrista solista fu proprio del grande Joe Satriani…grazie a lui ho scoperto che per far risultare un brano completo non c'è necessariamente bisogno di un cantante; e per di più, ci sono molte canzoni che "cantano" meglio se è una chitarra a farlo piuttosto che le corde vocali di qualcuno…prendi come esempio il disco "Voice" di Neal Schon, in quest'album il grande Neil si cimenta in cover di vari cantanti sparsi per il mondo sostituendo, però, la loro voce con la sua chitarra…bhè, il risultato finale è da far venire i brividi!!!
Quindi, tornando alla tua domanda, in un certo senso sono cresciuto con Vai / Satriani…ma con sincerità penso di tenere più a cuore Satriani. Amo molto i chitarristi che esprimono con la propria musica le loro emozioni piuttosto che la loro tecnica…nulla togliendo a tutti i virtuosi che staranno leggendo questa intervista…ognuno è "grande" a proprio modo.
Debbo congratularmi con te per il brano "Blue Eyes" veramente ispirato e tra le cose più riuscite del tuo cd,sembra quasi che tu prediliga questi momenti più riflessivi rispetto ai brani più movimentati e dove per me ti senti più a tuo agio sopratutto durante la prima parte di Blue si sente un interpretazione quasi cantata della tua chitarra che ne pensi di questo ?
Anche in questo caso fatti prima ringraziare…non sarai forse troppo gentile?! Bhè, "Blue Eyes" è la canzone che esprime l'amore che provo per la mia ragazza (…nota in merito, ha gli occhi blu…) e non poteva non essere sentimentale. Anche a me colpisce la parte introduttiva del brano, penso di essere stato in grado di sostituire "frasi d'amore" con una canzone…ricordo le parole di un grande musicista con cui ho studiato, "una canzone strumentale è ben fatta, ed ha una giusta melodia quando può essere cantata anche da una voce"…infatti a volte prima di definire bene una linea melodica, provo a cantarla e sentire l'effetto che dà…
Un altra traccia che mi è particolarmente piaciuta è quella conclusa che tradisce diciamo alcune tue influenza jazzistiche alla Pat Metheny e forse anche qualcosa di Toquigno, di chi è la voce che esegue quei vocalizzi?
Non vorrei sembrare troppo sdolcinato ma l'ultima traccia, "Lullaby For Laura", è dedicata anch'essa alla mia ragazza…infatti i vocalizzi, eseguiti da Emiliano Germani (cantante dei Moonlight Comedy) sono strutturati sulle vocali del suo nome A - U - A …bell'idea, no?!
Come farai a gestire i tuoi impegni riguardanti la tua band e la tua attività solistica?
Ho scelto di fare il musicista nella vita e farò del tutto per portare avanti tutti i miei impegni cercando di non farli mai accavallare. Poi si va anche ad aggiungere il fatto che quando si fa un lavoro che è nato prima di tutto come passione, non si sente e non si sentirà mai lo stress, o cose simili, anche se soggetti a giornate passate a correre avanti e indietro. La musica ti offre grandi soddisfazioni e tu dal tuo canto non puoi far altro che gioire di ciò.
È passato circa un po' di tempo dalla pubblicazione del cd dei Moonlight te la senti di fare un bilancio di come sono le cose fino ad adesso?
Per la precisione…un anno. "The Life Inside" è stato pubblicato nel Settembre del 2004…posso dirti che sembra sia stato apprezzato molto in tutte le nazioni in cui è stato distribuito, con recensioni molto positive…ovviamente non sono mancate le critiche negative, ma non si può neanche volere tutto dalla vita, no?! Non abbiamo avuto un'attività live soddisfacente dato che nel frattempo ognuno di noi ha avuto un po' di progetti paralleli sotto mano, ma ora stiamo ultimando il nostro nuovo lavoro, che secondo i piani dovrebbe uscire per la metà del 2006, e per allora contiamo di portare la band Moonlight Comedy in molti più concerti possibili…non voglio aggiungere altro, per ora, per scaramanzia!!!
Quali sono le chitarre con le quali ti trovi a tuo agio e quanto conta essere magari endorser di qualche marca ?
Personalmente uso per la maggiore la "Prestige Ibanez" (serie S)…è pubblicità occulta?!...ma non ti nascondo che più della metà del mio disco è stato registrato con una telecaster.
Essere endorser di una marca può fruttare a livello di importanza che si da ad un musicista…dopotutto è una possibilità che non tutti riescono ad avere, chi per un motivo chi per un altro. Ne approfitto per dirti che io, insieme ad Armando Pizzuti (bassista dei Moonlight Comedy), sto affrontando questo discorso con una nota casa produttrice di chitarre e bassi…se la cosa dovesse andare in porto, sarai il primo a saperlo…ok?!
Bene siamo giunti al termine dello spazio a nostra disposizione vuoi aggiungere dell'altro?
Voglio solo ringraziarti di nuovo per le tue opinioni sul mio disco e per questa intervista e saluto te, e tutti i lettori di "Tempi Duri", con la speranza che il mio disco sia di vostro gradimento.
Ok grazie alla prossima, Stefano Bonelli.