INTERVISTA CON GLI SPELLBLAST
Gli Spellblast giovane ed intraprendente band dell’interland BERGAMASCO ha da poco dato alle stampe il loro nuovo demo dal piglio assolutamente professionale quale biglietto da visita per le eventuali case discografiche che volessero metterli sotto contratto.
Bene ragazzi intanto complimenti per questo vostro demo o minicd come dobbiamo definirlo?
Grazie, è un demo a tutti gli effetti, siamo felici di aver ricevuto moltissimi riscontri positivi seppur mancando di un’impeccabile produzione. Speriamo di riceverne altrettanti anche per il nostro prossimo lavoro.
Intanto per favore raccontate ai nostri lettori brevemente come si sono svolti i natali della band, a quando risalgono etc.etc.?
La band nasce nel 1999 da un’idea del nostro ex vocalist Kaste e da uno dei tanti membri che hanno in precedenza militato nella band: il tastierista Dibo. Da allora la formazione ha subito innumerevoli cambiamenti di line up ed ora i membri più anziani all’interno della famiglia SpellBlast rimaniamo io e il tastierista Ivan (inizialmente chitarrista). La formazione attuale è quella che, d’altra parte, ha ottenuto maggiori soddisfazioni e consensi pur essendo attiva da soli 2 anni.
In che tipo di ambiente è nata la vostra band?
Abbiamo realizzato un solo demo e abbiamo inciso un brano per una compilation ‘Climbers’ prodotta da Noisy Hours. A marzo entreremo in studio per incidere il nuovo album che riprenderà alcune songs già presenti in ‘Ray Of Time’ ma segnerà il nostro passaggio dal classico power-speed metal dalle sonorità teutoniche ad un power-speed con influenze folcloristiche scandinave.
Quali sono i vostri punti di riferimento musicalmente parlando,io ho notato qualche influenza anche di bands nostrane come i Rhapsody e i Vision Divine anche se voi siete molto meno sinfonici e più power giusto?
Beh, gli spellblast non hanno dei veri e propri punti di riferimento ma numerose influenze che spaziano dall’hard rock degli anni ’70/’80 fino ad arrivare al death e al black metal passando dalle varie diramazioni e influenze stilistiche che accomunano i vari generi. Considero questo il principale punto di forza della band.
Ho notato che i vostri sono per la maggior parte ambientati con tematiche fantasy è sempre così oppure cercate di offrire qualcosa di diverso dal solito cliscè ?
Diciamo che i testi sono sia ispirativi come nel caso di ‘losing reality’ e ‘resurrection’ che puramente fantasy come si può notare in ‘glory to the gem’ e ‘lost in the forest’. Le tematiche non seguono sempre un filo logico ma procedono in base alle ispirazioni che i componenti della band hanno in un determinato momento.
A cosa si riferisce il titolo del vostro nuovo lavoro è per caso un concept?
Non nego che abbiamo pensato alla realizzazione di un concept album ma per il momento abbiamo optato per un album che segni il passaggio della band da uno stile all’altro e non escludo che, probabilmente, in un futuro produrremo qualcosa che segua un determinato filo logico lungo per tutta la sua durata...si vedrà.. Per il momento non c’è ancora un titolo per il nostro prossimo lavoro, ne stiamo discutendo proprio in questi giorni.
Quali sono le difficoltà principali che avete dovuto affrontare durante la realizzazione di Ray Of Time?
Beh, siamo sempre stati molto affiatati ma è inevitabile che durante la realizzazione di un album nascano delle piccole discussioni all’interno della band. L’importante è riuscire a raggiungere sempre un accordo e mantenere un’ottima armonia tra i componenti. Le teste sono sei e ognuno ragiona in modo diverso; questa è una cosa comunque positiva dato che solo in questo modo gli SpellBlast sono riusciti a creare qualcosa di interessante.
Ascoltando la voce di Kaste mi sono accorto che il suo modo di cantare c’è qualcosa del metal tedesco e mi riferisco ovviamente non alle parti strumentali ma a quel particolare modo di fare che è proprio dei cantanti tedeschi come Hansi Kursch siete d’accordo?
Kaste è in fondo un buon cantante ma credo che sia assolutamente esagerato paragonarlo a cantanti di quel calibro. Il suo modo di cantare a molti non è piaciuto mentre ad altri si. Non nascondo che, personalmente, preferisco di gran lunga l’aggressività che sprigiona Jhonatan nei nostri brani. È decisamente più incisivo e da una maggiore carica alla band sia dal punto di vista musicale che come presenza scenica sul palco.
Quali programmi avete per l’immediato futuro?
Per ora pensiamo al cd poi si vedrà. Stiamo cercando di programmare una piccola tournee in alcuni locali in Spagna. Speriamo che tutto vada a buon fine.
Bene siamo giunti al termine del nostro spazio volete aggiungere dell’altro ?
Nient’altro se non ringraziare ognuno di noi per l’impegno dedicato alla band e chi ci segue e ci ha sempre seguito credendo in noi.
Stefano Bonelli