Intervista al St Jacob's Choir
Bene Massimo davvero complimenti per questo vostro secondo disco "Moods"da dove arriva la scelta di creare un coro di questo genere? In Italia non abbiamo una vera tradizione di questo genere musicale, il nostro paese ha radici musicali ben diverse che sono proprie della melodia puoi spiegarci il motivo di questa scelta?
Io provengo da un'estrazione classica, prima di dirigere il St. Jacob's Choir ho cantato per quasi dieci anni in un gruppo corale il cui repertorio era per la maggior parte il canto gregoriano.
A seguito di un viaggio negli USA circa quindici anni fà ho avuto per così dire la folgorazione. Dopo aver sentito molti concerti Gospel al ritorno in Italia mi sono subito adoperato per formare un gruppo e cantare questo meraviglioso genere corale. Abbiamo passato anni duri, si parla di fine anni ottanta, primi anni novanta, in cui questo genere era quasi sconosciuto, nelle chiese era veramente problematico fare concerti, dovevi cantare quasi sempre con i testi tradotti in italiano, le ritmiche erano viste di malocchio, insomma far conoscere il Gospel e gli Spirituals al pubblico era in quegli anni difficile. Poi semmai dopo il concerto la gente era entusiasta e molte volte quasi non ti mandava più via dalla richiesta continua di bis; era invece a livello organizzativo che si aveva un freno, era veramente difficile convincere gli organizzatori a proporre un concerto gospel. Ora le cose sono notevolmente cambiate, e meno male….., si è capito che quello che conta è il messaggio religioso che si vuole inviare e non il modo in cui lo esprimi.
In che modo viene coordinato il lavoro affinché tutto vada per il verso giusto?
In dieci anni di esperienza siamo riusciti a trovare una
metodologia ottimale che ci permette di ottenere i migliori risultati
possibili nel minor tempo. Per quanto riguarda l'apprendimento
del repertorio fornisco ad ogni corista un cd con registrata la
propria parte esattamente come deve essere cantata, così alle prove
curiamo maggiormente l'interpretazione eliminando tutta la
parte dell'apprendimento. I brani del nostro repertorio vengono
scelti con precisi criteri musicali, anzitutto non devono essere
banali, tipo motivetti semplici e molto commerciali, devono avere
un buon arrangiamento corale e al contempo devono essere
originali. Questo è quello che abbiamo cercato di fare con il nostro
ultimo CD "Moods" Infatti quasi tutti i brani sono inediti per l'Italia.
Nel vostro repertorio sono previsti brani originali oppure vi limitate ad interpretare seppur bene i vari brani traditional?
Ci limitiamo per ora solo ad interpretare anche se abbiamo in
progetto di inserire in un prossimo CD anche nostre composizioni.
Come si svolgono i vostri spettacoli e qual è l'ambiente che prediligete? Esistono manifestazioni del tipo di quelle che abbiamo nel film Sister Act II?
Generalmente i nostri concerti sono in Chiese o Teatri, partecipiano anche a Rassegne specializzate.
L'ambiente è del tipo classico del concerto, cerchiamo comunque di coinvolgere il pubblico emotivamente soprattutto quando vengono eseguiti i brani più coinvolgenti e lo rendiamo partecipe anche per quanto riguarda i testi recitando spesso prima di un brano il testo tradotto in italiano.
In riferimento alla prima domanda sebbene la nostra tradizione sia ben diversa, so che ci sono diversi cori di questo genere che danno vita ad un vero e proprio movimento gospel e spiritual esiste una sorta di coordinamento che dia una sorta di legame tra tutti cori oppure sono tutte esperienze a se stanti?
Secondo me sono tutte esperienze a se stanti, anche perché è
relativamente poco che è, per così dire, esploso questo genere.
Esistono comunque molte manifestazioni musicali a livello
nazionale che coinvolgono moltissimi gruppi che fanno questo
genere e questo in futuro può rappresentare un principio di
coordinamento.
Avete già in programma di registrare qualcosa di nuovo volete anticiparci qualcosa?
Siamo mettendo su il materiale per un nuovo CD, contiamo nei prossimi mesi di cominciare le prime registrazioni, ad ogni modo a breve puntiamo più sui concerti.
Permettimi di fare di nuovo i complimenti ad Andrea Celeste per la performance offerta in questo disco volevo sapere qual è la dimensione che più predilige se quella solista o quella da "semplice" corista?
La dimensione cho io prediligo è quella di cantante gospel, a prescindere dall'essere solista o corista. Quando si fa musica gospel, non conta ciò che si è sul palco ma conta la spiritualità e l'amore con cui si cantano quelle parole sacre rivolte a Dio.
Ci sono particolari accorgimenti che devi adottare per mantenere al meglio la tua voce?
Naturalmente cerco di non forzare la mia voce parlando e la tengo in esercizio facendo vocalizzi, inoltre continuo a studiare canto sia lirico che moderno in quanto, sono del parere che, a prescindere dal genere che si canta una buona preparazione di base è sempre indispensabile.
In tutto questo quanto è importante la fede e soprattutto in che modo viene vissuta questa esperienza?
Il canto e la musica in generale sono da sempre sati considerati veicoli privilegiati per esprimere la propria religiosità e la propria fede. Il canto corale ha la prerogativa di far condividere con gli altri, il coro e la platea che ascolta, i propri sentimenti di fede.
Ma ciò che sorprende e gratifica di più durante le manifestazioni dei concerti o delle rassegne è il coinvolgimento di chi ascolta.
La musica e i canti che eseguiamo hanno infatti la caratteristica di esprimere la gioia, il dolore, la pietà in modo chiaro, e di arrivare direttamente al cuore.
Conoscete forse un modo migliore per pregare?
Avete in programma degli spettacoli ?
Abbiamo in programma diversi concerti tra cui alcuni in cui canteremo insieme ad alcuni cori universitari americani che verranno in tournè in Italia e che hanno richiesto la nostra collaborazione.
Una specie di gemellaggio musicale tra due realtà abbastanza diverse, e questo mi ci ha riempito di grandissima gioia.
Stefano Bonelli