INTERVISTA CON GLI STRAMONIO


E così dopo un po' di tempo i nostrani Stramonio giungono alla terza uscita ufficiale e mai attesa fu più ripagata, credetemi se vi dico che loro sono da considerare uno degli act più interessanti del momento e Time Will Tell conferma quanto di buono la band abbia espresso finora. Per noi di tempi duri è un vero piacere fare quattro chiacchiere con loro, in modo da farci spiegare come sono andate le cose.
Intanto mi sembra quanto meno doveroso farvi i complimenti per questo vostro sorprendente album che vi pone, rispetto alle bands italiane in genere, su di un livello più alto, siete contenti di come stanno andando le cose?
Cris: Senza dubbio il nostro passaggio alla Frontiers e la pubblicazione di Mother Invention due anni fa ha segnato un notevole passo avanti in ambito di immagine e vendite, inoltre ci ha permesso di far conoscere anche il nostro album di debutto che fino ad allora era rimasto pressoché sconosciuto… Questo senza nulla togliere alla Northwind che comunque ha fatto il massimo proporzionalmente alle proprie possibilità e con la quale abbiamo sempre mantenuto un ottimo rapporto. Con la Frontiers abbiamo avuto la possibilità di lavorare in studio in maniera altamente professionale e per un periodo adeguato alla difficoltà del lavoro, inoltre in ambito live abbiamo avuto la possibilità di partecipare ad alcuni eventi di spessore che ci hanno permesso di maturare molto in questo senso. Insomma, siamo cresciuti parecchio e continueremo a farlo perché il bello della musica è proprio il fatto che non si finisce mai di imparare!!! Il nuovo Time Will Tell è stato prodotto da una nuova label, la Ivory Gates che comunque lavora in sinergia con la Frontiers… praticamente per noi non è cambiato nulla dal punto di vista promozionale e distributivo.

Mi sembra di poter dire ormai che il fatto di riuscire a comporre dei brani mai uguali a se stessi sia da considerare il vostro marchio di fabbrica, che ne dite?
Cris: Beh, se dopo tre soli album cominciassimo già ad essere ripetitivi saremmo messi veramente male… anche se, a dire il vero, questo problema lo si può tranquillamente riscontrare nella maggior parte delle bands sparse per il mondo, non risparmiando act ben più blasonati… Non ci siamo mai imposti di scrivere brani sempre diversi, tutto avviene spontaneamente per il fatto che abbiamo una notevole fantasia che ci permette di avere idee sempre nuove… e poi ci piace molto sperimentare! Se non fosse così gli Stramonio non esisterebbero…
È innegabile che la vostra maggiore influenza siano i Dream Theater e anche in questo cd la cosa risalta parecchio, in che modo cercate di discostarvi da questa ombra?
Cris: Diciamo che il prog in generale non è mai stato al centro dei nostri ascolti… Tutti siamo cresciuti con la musica degli '80s dal pop (dal quale abbiamo attinto il senso melodico) al metal (dal quale abbiamo attinto l' energia), poi lo studio ci ha avvicinato a generi più ricercati come jazz e fusion e abbiamo iniziato a sfruttare nuove ed infinite soluzioni armoniche… quello che puoi ascoltare nei nostri album non è altro che l' amalgama di tutto questo riletta in chiave moderna e avrai anche notato che con il passare del tempo questa miscela si fa sempre più personale! Se fossimo poveri di idee e quindi costretti ad ascoltare un gruppo in particolare per attingere spunti (come ha più volte dichiarato apertamente di fare anche la band che hai citato nella domanda), senz' ombra di dubbio mi catapulterei sulla discografia degli EUROPE!!!

Avete inserito una cover che non si direbbe appartenga alla vostra cultura musicale; come mai avete scelto un brano come "Call Me"?
Cris: Invece Call Me fa proprio parte della nostra cultura musicale… Il pop degli '80s ci ha sempre colpito per il gusto melodico e soprattutto perché veramente "suonato" da musicisti geniali, infatti a tutt' oggi la musica di quel periodo risulta ancora attuale, tant' è vero che i giovani la ascoltano molto volentieri pur non sapendo il nome di chi l' ha composta! Se un giorno avrai l' occasione di assistere ad un nostro concerto, ti accorgerai che le poche cover che eseguiamo fanno parte esclusivamente di questo genere (Matia Bazar, Talk Talk, M. Jackson, Gazebo, Blondie) ovviamente riarrangiate secondo i nostri dettami… a differenza della stragrande maggioranza di tutte le prog-metal bands emergenti che coverizzano esclusivamente Dream Theater, Simphony X, Stratovarius e compagnia bella, esclusivamente per dar sfoggio alle proprie capacità tecniche che nella maggior parte dei casi si rivelano assai pessime…





Nell'ultimo brano di Pharmakon è possibile ascoltare degli stacchi jazzistici che io ho affiancato agli Area quelli di Demetrio Stratos è un discorso che vorrete ampliare in altre occasioni oppure si è trattato di qualcosa di estemporaneo ?
Qual è il vostro modo di registrare i dischi, in presa diretta oppure iniziate nel modo classico registrando prima la batteria e poi gli altri strumenti ?
Cris: Per quanto riguarda le basi registriamo ogni strumento separatamente con i classici sistemi di registrazione digitale che ormai sono diventati uno standard mondiale tipo Pro-Tools… le parti solistiche di tutti gli strumenti vengono improvvisate in studio. Sarebbe bellissimo registrare qualcosa in presa diretta come facciamo per la pre-produzione ma ancora non possiamo disporre del budget necessario per entrare in uno studio multisala che ci permetta di lavorare in questo senso facendoci ottenere uno standard qualitativo adeguato… prima o poi però ci toglieremo anche questo sfizio!
È importante avere un produttore che vi affianchi nel vostro lavoro oppure pensate di riuscire a fare tutto da soli?
Cris: Fin' ora ci siamo sempre arrangiati conseguendo ottimi risultati direi… ma credo che collaborare con un produttore potrebbe essere un' esperienza decisamente interessante soprattutto perché vedendo le cose dall' esterno e non essendo condizionato dal fattore emotivo potrebbe indirizzarci verso nuove strade inesplorate… ovviamente ci deve essere molta armonia ed obbiettivi comuni altrimenti si rischierebbe di perdere la propria vera identità!





In fase di composizione in che modo vengono inseriti gli stacchi jazzistici? Vengono costruiti a seconda della struttura della canzone oppure nascono da idee spontanee?
Nicola: Entrambe direi… Comunque, conoscendo discretamente l' armonia e l' arrangiamento jazz, diventa semplice rileggere qualsiasi parte in chiave jazzistica, quindi una struttura può nascere a sè oppure riarrangiandone una già esistente. Tanto per capirci potremmo riscrivere l' intero album in chiave jazz… e dintorni!

Una domanda a Nicola Balliana chitarrista del gruppo: qual è il tuo approccio per quanto riguarda la ricerca del suono giusto, hai anche tu un rack che ti permetta ciò oppure preferisci avere un approccio più diretto, tanto per intenderci; metti il jack alla chitarra e poi ti lasci andare?
Nicola: Credo che il suono esca essenzialmente dalle mani… certo, un buon suono aiuta ad esprimere al meglio l' idea che si intende proporre attraverso il proprio strumento comunque io sono da ampli e via!!! Tutto quello che senti su "Time Will Tell" è ampli e chitarra con le dovute correzioni nel settaggio di gain, master ed equalizzazione. Dal vivo uso un paio di buoni pedalini…





L' immagine della copertina è alquanto suggestiva e sembra che abbia a che fare con dei contrasti non proprio immediati da intuire, potreste spiegarcene il significato?
Cris: La cover rappresenta passato, presente e futuro… La linea del presente è demarcata dalle sbarre, l'essere ambiguo che sta in primo piano rappresenta il futuro pieno di incertezze e dietro le sbarre è celata un' entità nascosta della quale noi intravediamo solo due braccia che rappresenta il passato… quest' entità cerca di trarre a sé ciò che si trova aldilà delle sbarre ma queste lo impediscono perché non è possibile indietreggiare oltrepassando il presente… quindi la vita deve sempre essere proiettata verso il futuro nonostante dubbi e incertezze che noi, con i fatti, dobbiamo trasformare in realtà… solo chi andrà avanti conoscerà la verità! Da qui TIME WILL TELL… dobbiamo ringraziare i nostri grafici Tony ed Emanuele degli Alfadi Omega Studio per essere riusciti a trasformare in un' immagine il nostro pensiero.

Quali sono i vostri programmi più immediati?
Cris: La nostra booking agency si sta occupando dell' organizzazione di un bel po' di date per i primi mesi dell' anno che toccheranno le principali città d' Italia per portarci nel pieno della forma alla prossima estate quando parteciperemo ad alcuni tra i più noti festivals europei, intanto stiamo scaldando i motori in alcuni locali della nostra regione per affinare l' intesa on stage! Ovviamente stiamo già componendo del nuovo materiale per il prossimo album ed anche questa volta ci sarà una grossa sorpresa…
Un ringraziamento a tutto lo staff di Tempi Duri per lo spazio che ci è stato concesso!!!



Ok grazie alla prossima, Stefano Bonelli.