The Spell


Allora debbo dire che sono rimasto piacevolmente sorpreso che in giro fossero gruppi che si dedicassero alle cover dei mitici Uriah Heep come siete arrivati a questa scelta?
Paolo) E' un progetto che risale al 1998, quando io, Mirco e Sandro suonavamo insieme negli Stokes. Proponevamo covers dei classici Hard '70 (Purple, Zeppelin, Sabbath), ma io, cultore della musica degli Uriah da molto tempo, volevo inserire nella scaletta qualche loro brano. Beh, dopo un pò anche gli altri come me si erano talmente innamorati della loro musica da non desiderare di suonare altro. Li avevo contagiati. La scelta ha avuto origine proprio da lì, in modo puramente istintivo, senza rifletterci più di tanto. Riteniamo che sia una band che meriti di essere valorizzata al pari dei mostri sacri sopra citati, e così eccoci qua!

Ho potuto notare dalle foto che non siete così giovincelli qual è l’età media del gruppo e in che modo ha contribuito sulla scelta della band da coverizzare?
Paolo) Ma no dai, sembriamo così vecchi? Sarà colpa dei miei baffi! Effettivamente non siamo più degli sbarbatelli, l'età varia dai 33 miei fino ai quasi 37 di Pietro e Sandro, e Marco, con i suoi 27, é il "bimbo" della band. Comunque, almeno nel nostro caso, l'età non ha nessuna relazione con le scelte musicali.

Pietro) Come puoi vedere all’epoca in cui gli Heep erano al loro apice, o comunque quella dei brani che noi proponiamo dal vivo, eravamo appena nati oppure molto piccoli o addirittura neanche nati; la scelta quindi non è stata influenzata da nostalgie adolescenziali ma solo dall’amore per la buona musica rock.

C’è un brano in particolare che vi ha dato qualche problema in fase interpretativa?
Paolo) Forse la stessa "The Spell", dalla quale prendiamo il nome. Contiene un solo di chitarra nella parte centrale che necessita di un sustain molto presente, altrimenti rischia di risultare fiacco, vuoto. Ascoltando l'originale da studio, ci si rende conto che è pieno di effetti e sovraincisioni che riempiono il tutto, ma dal vivo inevitabilmente si deve sacrificare qualcosa, risultando un po' più scarni. Credo comunque che abbiamo fatto del nostro meglio.




Sempre dalle foto ho visto che usate degli strumenti (tastiere)non proprio ultramoderni qual è lo scopo di ciò?
Paolo) E' vero, usiamo l'organo Hammond, uno strumento direi ideale per il nostro genere. E' sempre attuale e intramontabile, e dà quelle sonorità calde e "sporche" di cui abbiamo bisogno. L'unica pecca é che essendo molto ingombrante è scomodo da portarsi in giro, ma fa una grande scena sul palco! Quindi é anche una scelta estetica.

Nel demo sono presenti brani che appartengono alla storia cosa pensate del materiale più recente degli Uriah Heep?
Paolo) Abbiamo una tale ammirazione per gli Uriah che ne pensiamo tutto il bene possibile. Ovviamente siamo più affezionati ai loro cavalli di battaglia del passato, forse la loro produzione recente non avrà il fascino e la magia di quei brani, ma sono ancora capaci di emozionare. Quello che mi colpisce è che nella loro musica traspare onestà e cuore. Credono ancora in ciò che fanno, a differenza di tanti colleghi “imbolsiti” che ormai sono solo caricature di se stessi. Se li vedi sul palco, poi, ti rendi conto di quanto si divertano.. hanno una carica e una vitalità da far impallidire un ventenne. Un raro esempio di umiltà e di classe.

Parlando di te Paolo quali sono le difficoltà maggiori che hai incontrato nell’interpretazione dei brani cantati da David Byron?
Paolo) Dal punto di vista dell'estensione vocale non ho grosse difficoltà, piuttosto a volte mi pare di non rendere come vorrei riguardo a certe sfumature che solo lui era capace di dare. Forse é una questione di timbrica e di fonetica. Io mi trovo a mio perfetto agio ad interpretarlo, aveva un timbro stupendo, un dono di Dio, e un modo di cantare all'epoca davvero originale e un po’ pazzo! C' erano cantanti anche più tecnici e potenti di lui, ma nessuno era capace di cantare in quel modo. Era unico.




Attualmente cosa avete in programma?
Paolo) Prima di tutto più concerti possibili, in modo da far conoscere il nostro nome. Poi ci piacerebbe registrare un altro cd di demo, magari anche più curato nella copertina. Ma quello a cui miriamo maggiormente é diventare la cover band ufficiale degli Uriah Heep, entrare in contatto con loro, conoscerli, cose così… troppo ambiziosi? Non più di poi tanto, visto che pure Ian Paice dei Deep Purple suona con una formazione italiana che esegue cover della sua stessa band… chi vivrà vedrà!

Qual è il vostro atteggiamento mentre suonate dei brani così storici, non è forse un po’ frustrante il fatto di suonare dei brani che voi non aveste mai composto ?
Paolo) Non è assolutamente frustrante, anzi è sicuramente un piacere suonare la musica che amiamo, e adesso che finalmente possiamo farlo dopo averlo "covato" tanto, ci divertiamo come pazzi. Inoltre gli Uriah Heep stessi sono a conoscenza di quello che facciamo, e ci hanno spedito via internet i loro complimenti, giuro. Come immaginerai, questo per noi è fonte di grande soddisfazione.

A proposito di brani originali ne avete o avete in programma di comporre dei brani exnovo ,anche perché ritengo che siate una band assolutamente valida e che potrebbe mostrarsi veramente per quello che è in realtà e non “solamente” una cover band?
Paolo) Attualmente non c'è niente in cantiere, anche se l'idea è stata presa in considerazione. Qualcuno di noi è più ambizioso e qualcuno meno, questione di carattere, e anche il tempo libero è quello che è ( scusa patetica, lo so, ma è la verità! ). I tempi forse non sono ancora maturi, e se l'ispirazione manca è meglio aspettare...comunque qualcuno di noi un po' di tempo fa si è dedicato a progetti originali paralleli con altri musicisti all'infuori della band, io stesso prima degli Spell ho cantato in una band progessive con brani propri.Si può sempre riprendere questa strada, senza che ciò segni necessariamente la fine della band. Ce ne guardiamo bene.

Quali sono le cose che ascoltato che avete più apprezzato ultimamente ?
Paolo) Sinceramente non conosco bene i singoli gusti musicali di ogni membro della band. So che Sandro di recente ha trovato interesse per i Massive Attack e altre formazioni nell'ambito del trip- hop elettronico. Per quanto mi riguarda ho trovato stupefacente l' ultimo lavoro dei Radiohead, "Hail to the thief", e bands come Muse e Queens Of The Stone Age. Grazie a mia moglie, che ha ampliato i miei orizzonti, poiché io ero sempre fissato con gli anni '70!




Questa è una domanda che faccio a tutte la cover band: come mai nella maggior parte dei locali si vuole ascoltare solo cover band e non magari brani originali?
Paolo) Senza dubbio perché la gente vuol far casino, divertirsi in modo disimpegnato dopo una giornata di lavoro, far "baracca", per usare un termine delle nostre parti. Da un lato lo posso anche capire, non posso pretendere che un profano in fatto musicale abbia la mia stessa sensibilità. Ci si diverte molto di più a fare il coro di "Funky Gallo" o di "Macho Man" piuttosto che prestare attenzione ad una nuova proposta. I gestori, poi, spesso sono dei totali incompetenti in campo musicale, che hanno l'unica preoccupazione di avere il locale pieno e che la gente non se ne vada dopo il terzo brano. Anche noi comunque, pur facendo covers, abbiamo qualche difficoltà, poiché il nostro genere non è così popolare.

Pietro) Ricollegandomi all’ultima frase di Paolo, c’è una grossa differenza tra fare cover degli Uriah Heep anziché degli Ac/dc, i Bon Jovi, gli U2, etc. etc., non può il solo nome riempire il locale. Comunque le band che eseguono solo brani di gruppi famosi sono sempre esistite, solo che adesso sono quasi tutte cover band, forse per una moda passeggera. Sarebbe bello ed auspicabile che il livello medio dei gestori si alzasse in modo che la scelta dei gruppi fosse fatta in base ad altri parametri oltre al nome della band “tributata” e quindi largo alle band che suonano pezzi propri (anche se vado contro ai nostri interessi). Comunque la colpa non è solo dei gestori, pensa per esempio alle radio: ho 24 stazioni memorizzate sulla mia autoradio e per ascoltare della buona musica (e non dico solo il rock più o meno duro) posso giostrarmi solo tra due o tre di esse.

Siamo giunti alla conclusione del vostro spazio, cosa vuoi dire ai lettori di Tempi in modo da convincerli ad ascoltare la vostra musica?
Paolo) Ragazzi fatevi sotto! Non vi deluderemo, parola dei THE SPELL.

Stefano Bonelli