INTERVISTA AI THE WATCH
Intanto per rompere il ghiaccio davvero stracomplimenti per "Ghost"disco che trovo assolutamente meraviglioso soprattutto per un vecchio progster come me capirete ormai ho 45 anni suonati e di cose ne ho ascoltate davvero tante ma un disco come il vostro suonato con questa intensità e passione era da un po' che mancava alle mia orecchie da quanto tempo esistono i The Watch?
Ciao sono Simone Rossetti, ti ringrazio per i complimenti.
I TW nascono con il nome di The Night Watch nel '97 e dopo aver pubblicato Twilight, dopo alcuni cambi nel line-up, proseguono con il nome abbreviato di The Watch e pubblicano Ghost.
Secondo voi ha senso nel 2004 fare un prog inteso come prog in stile anni 70?
Credo che fare della musica, intesa come musica nel senso vero della parola, abbia sempre senso, soprattutto se dà senso alla vita di qualcuno, come accade per me. Mi capita di lavorare anche su materiale molto più "alla moda" o più vicino a canoni più attuali di intendere la musica leggera, ma è una cosa diversa…
Il vostro suono secondo me è molto vicino ad album Tipo "A Trick Of ATail" "Wind an Wuthering"e "Lamb Lies Down on Brodway" piuttosto che ad albums come "Selling England By The pound questo però con la voce di peter Gabriel siete d'accordo?
La voce è di Simone Rossetti, non che non mi faccia piacere essere paragonato ad un artista come PG. Quelli che citi sono album molto belli e poiché la musica, nella mia opinione, è solo questione di gusto, mi fa piacere che facciano scaturire paragoni del genere in un ascoltatore. Chi una volta ha scritto che balzavano a lui alla mente anche atmosfere trovate in alcuni album dei Depeche Mode mi ha fatto piacere allo stesso modo.
Come mai vi interessano argomenti come quelli trattati nel vostro album tipo il titolo del cd?
Gli argomenti trattati dai testi sono molto vari anche se in comune hanno una visione se vogliamo scanzonata della vita, presa per come viene e soprattutto con la musica al primo posto.
Secondo voi rispetto ai Genesi qual è l'elemento che vi diversifica?
Ci accomuna il fatto di credere molto in ciò che facciamo, ci diversifica sicuramente il conto in banca… a parte gli scherzi credo che siano moltissime le cose che ci diversifichino, poiché la nostra musica nasce da noi. Autori diversi danno per forza connotazioni diverse alle proprie composizioni.
Noi di Tempi Duri abbiamo intervistato una tribute band chiamata Nemesis li conoscete loro anche sono davvero bravi eravate anche voi una tribute band?
Si parla di anni e anni fa… Sì. Ancora oggi ci divertiamo a regalarci e regalare all'audience una cover anni settanta, ma solo per gioco. In realtà la nostra musica ovviamente viene prima di tutto il resto. Vivo di musica per la mia musica, mi emoziono ascoltando un disco, semplicemente forse mi diverto ascoltando uno o due brani di una cover band (francamente alcuni progetti troppo seri di coveraggio - vedi The Musical Box e quant'altri- non riesco molto a capirli). E con questo rispondo anche alla tua domanda seguente. Suonare insieme è molto divertente, essere un compositore è completamente un'altra cosa, ma credo non si possa né spigare ne' far capire a chi non fa questo mestiere.
Fra i brani che fanno di Ghost quale è stato quello più difficile da inventare?
Alla parola inventare sarebbe meglio usare comporre visto che si tratta di musica. Io sono il compositore del gruppo e ti posso dire che non c'è più o meno difficoltà nella composizione. Cose belle nascono in fretta e molto semplicemente ed altre magari comportano un sacco si revisionamenti per non portare alla fine ad un risultato degno di essere pubblicato. Di norma per me la composizione è un processo lento in quanto sono molto critico verso ciò che scrivo, ed il lavoro di arrangiamento con gli altri ed il filtraggio attraverso le loro creatività non è sempre lineare. Ecco perché nel nostro prossimo disco (in uscita a settembre) si trova materiale che è ormai due anni che è in lavorazione. Se qualcuno è disposto a pagarci per accelerare le cose, come accade a band del grande business musicale, ben felici, altrimenti ci prendiamo i nostri tempi perchè quel che conta è il risultato !! Questo è un aspetto molto importante e ci tengo a sottolinearlo. Voglio che l'ascoltatore possa apprezzare l'accuratezza del prodotto dei The Watch e anche dell'attenzione dedicata alla produzione, che grazie al lavoro dello Studiolab di Pisa, riusciamo ad ottenere.
Sicuramente la vostra musica non ha un target vasto vi interessate allargare il fronte dei fans oppure pensate di rivolervi ad un pubblico diciamo adulto ?
Be' il pubblico che tu chiami adulto ci da molte soddisfazioni, nella sua perizia nell'ascoltare la nostra musica. Proporci ad un target il più vasto possibile è anche un nostro interesse e laddove ci riusciamo, come per esempio in un nostro concerto in Messico dove il range di età era veramente molto vario, ci fa molto piacere.
In Svezia un ragazzino di non più di 14 anni ha voluto il mio autografo sul borsellino … peccato era un bel portafoglio.
Avete mai suonato nei teatri e se si quali sono le emozioni che avete provato oppure pensate o preferite i "soliti "ambienti ?
Preferiamo solo suonare in luoghi idonei e siamo attenti a questo punto. O la musica arriva ad un certo livello nell'ambiente idoneo, o è meglio stare a casa a vedersi un bel film o a divertirsi con la propria compagna.
Quali i vostri programmi più imminenti ?
Be' l'uscita del disco, intitolato VACUUM, di cui siamo contentissimi, anche se per tutto il tempo passato nello studio di Pisa ormai stiamo cominciando a parlare toscano (che comunque è meglio del nostro milanese scolorito…)
A giugno gireremo un video con l'orchestra di Saluzzo per un brano che uscirà dopo il disco, andremo però prima in Francia per un concerto e poi spero vacanza anche se dalla fine di agosto dovremo cominciare a provare il nuovo show che porteremo in giro dopo l'uscita del nuovo disco.
Bene anzi male perché lo spazio a nostra disposizione è terminato cosa volete dire ai nostri visitatori ?
Poiché abbiamo visto scritto diversi presunti luoghi sulla nostra provenienza diciamo per onor di cronaca che invece veniamo da quella piccola, poco caotica, molto verde e ridente cittadina di nome Milano.
E poi che se la musica in generale può cambiare la vita, un buon disco può essere il primo passo… (mamma mia… quest'ultima se vuoi cancellala)
Grazie per il tempo dedicatoci, speriamo un giorno di incontrarci.. magari per un concerto a Roma (ecco questo sì che è un buon finale…)
CIAO
Stefano Bonelli