Urban Fight


Bene ragazzi complimenti per il vostro demo, anche se chiaramente diverso da quello che uno si aspettasse?
L’effetto sorpresa è sempre quello che ottiene i migliori risultati, non credi? In realtà, questo Cd è il risultato di tutte le influenze musicali che ogni singolo elemento del gruppo si è sentito di esprimere.

Siccome a grandi linee ho cercato di capire la vostra concezione riguardo l’approccio musicale, potreste spiegare ai nostri visitatori il vostro modo di intendere la musica?
Per quanto ci riguarda la composizione dei brani è quanto di più istintivo si possa pensare, come dicevamo prima, siamo quattro ed ognuno ha i propri gusti, non abbiamo scelto di fare riferimento ad un genere ben preciso e quindi la contaminazione rimane alla base di tutto. Pensa di unire Area e Voivod, Vasco e Bad Religion, Sakamoto e Steve Vai, Gang e Disturbed; un panorama piuttosto ampio ed anche difficile da maneggiare, l’importante è comunicare, magari creando qualcosa di nuovo.




Mi pare di capire che voi siete Taoisti come mai questa scelta così particolare, anche perché io ho sempre conosciuto persone che quando è capitato che si convertissero al massimo diventavano cristiani cosa significa per voi questa scelta ?
Il taoismo è più una scelta filosofica che religiosa, il concetto di Yin e Yang non è certo da buttare. Il racconto dal quale deriva il “concept” ha preso il titolo da uno degli esagrammi del libro “I-King”, il viandante appunto, e così, nel comporre i brani, abbiamo scelto di continuare a fare riferimento a quel testo, raccontando una storia anche per immagini legandole ad altri esagrammi.

All’interno del vostro demo si narra qualcosa riguardo al suicidio, come vi ponete in realtà verso questo argomento?
La fuga non è la soluzione, il suicidio è la fuga estrema, di fronte ad una vita ed un mondo nelle tristi condizioni che tutti conosciamo, crediamo sia meglio reagire piuttosto che abbandonare.

Quando avete cominciato avete subito deciso di essere così oppure è stato un percorso ben preciso che poi vi ha fatto fare questo demo?
La band si è formata nel 1981, facevamo essenzialmente del punk con forti influenze metal, poi nel tempo la formazione è cambiata più volte, ci siamo orientati verso un genere più vicino all’heavy ma senza rinnegare le nostre radici, con quest’ultima formazione abbiamo deciso di utilizzare anche le tastiere, questo ci ha portato a quanto puoi sentire sul disco.

Quali sono le vostre influenze? Vi chiedo questo perché ho potuto ascoltare parecchia elettronica nella musica per esempio, vi piace la scena tedesca degli anni ’70 tipo Tangerine Dream, Kraftwerk, Klaus Schulze etc. etc.?
Risposta in parte già anticipata prima, i gruppi che citi sono certo delle pietre miliari del genere, anche se ci sentiamo di aggiungere Nine Inch Nails ed Einstuerzende Neubauten. Forse per conseguenza delle nostre età abbiamo ascoltato tanta musica e tanto diversa, magari anche Mr. Brian Eno ci ha contaminato, ma non ne siamo consapevoli.

All’interno del vostro demo si narra qualcosa riguardo al suicidio, come vi ponete in realtà verso questo argomento?
La fuga non è la soluzione, il suicidio è la fuga estrema, di fronte ad una vita ed un mondo nelle tristi condizioni che tutti conosciamo, crediamo sia meglio reagire piuttosto che abbandonare.




Voi che siete Emiliani potete dirci qualcosa riguardo la scena musicale delle vostre parti
La scena qui è piuttosto attiva e sta vivendo forse uno dei suoi periodi migliori, un esempio sopra tutti il "Bologna Metal Fest" che si è tenuto il 14/09 e che ha visto sul palco, oltre a noi, bands relativamente giovani e capostipiti del metal bolognese quali i Crying Steel.Per informazione tua e dei gentili visitatori il fest si ripeterà quasi certamente quest’inverno diviso in tre serate ancora da definire, visitate www.bolognametalfest.cjb.net

Una domanda un po’ cattivella, pensate che per un gruppo come il vostro ci sia spazio nell’entourage locale e nazionale per fare concerti senza avere pregiudizi?
Speriamo di sì, siamo consapevoli del fatto che il nostro non è “Easy Listening” e quindi la strada sarà parecchio in salita, ma siamo fiduciosi, anche perché stiamo ricevendo commenti positivi da webzines e persone che ascoltano generi completamente diversi.

Volevo chiedervi il significato del vostro nome che certo è un nome un po’ Forte cosa c’è da combattere oggi come oggi? Siete per caso una band a sfondo politico?
Il nome è quello che fu scelto nel 1981, forse era più sensato allora che non adesso, ma ad ogni modo c’è sempre da combattere contro l’indifferenza e la piattezza della vita, ci sono sempre battaglie degne di essere combattute nel nome del rispetto e della dignità dell’uomo. Non vogliamo essere legati ad alcuna corrente politica, pensiamo anzi che spesso sia il peggior nemico per chi, come noi, decide di trasmettere contenuti seri e non fare canzonette come tu hai giustamente scritto nella recensione, per fare una citazione portiamo ad esempio il buon Finardi: “Qui da noi in fondo la musica non è male, quello che non sopporto sono le parole” musica ribelle ora come allora.

Quali sono i vostri programmi state incidendo nuovo materiale?
Al momento ci sono un paio di brani in cantiere, l’idea è di produrne altri due o tre svincolati da “concept”, inoltre stiamo mettendo mano ad alcuni pezzi “storici” per riarrangiarli, insomma un sacco di carne al fuoco.

Ritorniamo al vostro demo chi è il viandante?
Potremmo dire che è “l’uomo”, in fondo le immagini descritte nell’album, purtroppo, non si discostano tanto dalla realtà dei nostri giorni. Speriamo che qualcuno, anche se molti lo stanno già facendo, decida di manifestare il proprio dissenso in maniera civile ed efficace, l’argomento è molto delicato e non vorremmo essere scambiati per degli attivisti scriteriati, di certo qualcosa sta andando a rotoli ed è ora di invertire la tendenza.

Bene siamo giunti al termine dell’intervista volete dire qualcosa ai nostri visitatori?
Banalmente potremmo dire: contattateci e richiedete il nostro CD, ma forse un messaggio più costruttivo sarebbe gradito. La rete ci permette di comunicare velocemente e senza limiti dettati dalle distanze, ma ci tiene seduti ed inchiodati ad una tastiera, non dimentichiamoci che ci sono altre forme di comunicazione spesso più gratificanti. Continuate a pensare!

Stefano Bonelli