William Stravato
Eccoci qui a parlare di uno dei più grandi e talentuosi chitarristi che abbiamo in Italia
Ciao William come va ?
Alla grande!
Ormai è passato un bel po’ di tempo dall’uscita di”Cybertones” ti ritieni soddisfatto di come sono andate le cose?
Mi ritengo abbastanza soddisfatto, anche se si potrebbe fare meglio, ma sai, in Italia più di tanto non si può fare, con il genere di musica che suono non si hanno molti spazi, magari ci vorrebbe più gente come te in questo paese!
Quali sono le differenze tra il tuo debutto e questo lavoro più recente?
Il disco del mio debutto che si chiama ‘Survivor’ ha ottenuto larghi consensi, parlo anche dell’estero naturalmente; il genere di quel disco era nettamente più heavy e i brani più d’impatto, quindi molte persone lo hanno apprezzato subito, ‘Cybertones’ invece è un prodotto forse più intimista, bisogna ascoltarlo più volte entrarci dentro, ma le composizioni sono più raffinate e curate, frutto di una maturazione rispetto al lavoro precedente, sono due dischi diversi, prodotti in due momenti diversi della mia vita, devi capire che i lavori di molti musicisti rispecchiano lo stato d’animo del momento e per me è stato così.
Ovviamente tu sei un musicista jazz, ma nel suono della tua chitarra si nota anche qualche cosa che il rock quali sono gli artisti che più ti hanno influenzato per il tuo approccio allo strumento?
In verità sono un chitarrista che è nato dal rock innanzitutto, e questo tengo a sottolinearlo; quando ho iniziato i primi chitarristi che ascoltato erano Santana, Angus Young, Jeff Beck, Jimy Page ecc. poi sono arrivati i vari Satriani, Vai, Van Halen e da lì è cominciata la mia passione per la tecnica; solo dopo mi sono avvicinato al jazz, in un momento in cui avevo voglia di rivoluzionare il mio modo di suonare, cercare di renderlo più originale; a quel punto decisi quindi di andare negli Stati Uniti per studiare con Scott Henderson, Joe Diorio, Brett Garsed, Joe Tafolla ecc. insomma un po’ tutti gli stili chitarristici; ora credo di essermi creato un mio stile fondendo il rock con il jazz.
Stai registrando materiale nuovo? Puoi dirci cosa dovremo aspettarci dal tuo prossimo cd?
Ho appena registrato un brano per un’etichetta Finlandese per un album tributo a Uli Jon Roth, lo conosci? Per la cronaca è uno che ha influenzato molto Malmsteen, mica male è…? Il brano naturalmente è una cover tratta dalla sua discografia, e sullo stesso pezzo suona anche Alex masi, credo che lo conosci…Poi sto lavorando su alcuni brani per un’etichetta Inglese, ma per il momento non posso aggiungere altro, ed infine sto pensando ad una mio nuovo prodotto, che questa volta voglio che sia nettamente più heavy del precedente!
Tu sei un chitarrista che suona molto live giusto , ma qual’è la situazione che preferisci il concerto o lo studio di registrazione?
Sicuramente la situazione live, è quella più gratificante, ma in studio bisogna pure andarci per registrare i dischi, anche se per me quello è il momento più stressante, bisogna suonare con uno stato d’animo diverso, più controllato, e ogni imprecisione si sente, dal vivo invece puoi lasciarti andare di più.
Nel tuo prossimo cd qual è il musicista che vorresti avere come ospite?
Ce ne sono tanti vediamo…Paganini? Scherzo! La mia band ideale potrebbe essere composta da Virgil Donati ( Placet X ) alla batteria, Dave La Rue ( Steve Morse Band, Dixie Draggs ) al basso, che ne dici?
In Italia non ci sono grandi festival come nel resto d’europa per quanto riguarda la jazz/fusion cosa pensi di una manifestazione come Umbria jazz?
Umbria Jazz, è ormai diventato un festival di grossa importanza, ma partecipano nomi molto importanti, non credo però sia l’ambiente adatto a me, il mio sound è sicuramente influenzato dal jazz ma troppo heavy per quel tipo di festival. Mi hanno invitato al festival del jazz di Budapest, spero che vada in porto!
Tra i tuoi allievi c’è qualcuno che potrebbe dare un nuovo impulso alla scena italiana e addirittura internazionale?
Ci sono molti ragazzi dotati di un buon talento e molta voglia di fare, e spero che abbiano di molta forza di volontà per farsi strada in questo paese che onestamente non aiuta molto i nuovi ralenti.
Cosa senti di dire a chi si cimenta per la prima allo strumento che suoni?
In bocca al lupo innanzitutto, poi di essere sempre molto umili e riconoscere i propri limiti, ed ad un certo punto la fortuna arriva.
Ok abbiamo concluso ti ringrazio anticipatamente per questa tu intervista speriamo di poterti avere quando uscirà il tuo prossimo lavoro d’accordo?
Un grazie di cuore a te e in bocca al lupo per la tua trasmissione, a presto!
Stefano Bonelli