INTERVISTA CON I WINTER HAZE I Winter Haze sono un ennesima band che si affaccia sul nostro mercato propongono un genere che comincia ad essere alquanto inflazionato e quindi non sarà facile per loro farsi notare ma certo le premesse sono più che ottime visto la buona qualità del loro demo.


Bene ragazzi intanto complimenti vivissimi per questo vostro lavoro.
Grazie mille fa sempre piacere sentirselo dire! Fino ad ora abbiamo sentito queste parole più frequentemente all'estero che in Italia.

Da quanto tempo esiste la band?
Ci siamo formati ufficialmente nell'estate del 2003, io e il mio amico bassista Lorenzo Solazzi decidemmo di formare una band power metal inizialmente orientata sul genere Gamma Ray. Dopo qualche giorno contattammo Stefano Bottarelli, l'unica speranza di avere un tastierista che fosse degno di questo nome. Lui venne e portò con se la nostra attuale cantante.Così inizio tutto!

Vi siete formati subito con una front woman oppure all’inizio le cose erano differenti ?
All'inizio avrei dovuto cantare io ma l'assenza di una seconda chitarra limitava in modo eccessivo sia il suonato che il cantato. La ricerca del cantante in ogni caso fu breve anche perchè la scena parmense è quasi priva di cantanti metal, quindi ripiegammo sulla decisione di prendere una donna alla voce, grazie al nostro tastierista la ricerca non fu difficile e ora come ora si è rivelata una decisione azzaccata.

Chi ha curato l’ottimo artwork e cosa vuole rappresentare?
Com'è bello sentirselo dire! L'artwork l'ho curato io. Avevo intenzione di presentare il nostro prodotto nel miglior modo possibile anche perchè la confezione è da sempre considerata come il biglietto da visita di una band. Per l'artwork ho ripreso uno scenario invernale in cui è visibile ciò che in inglese è chiamata winter haze, ossia la foschia invernale. Diciamo che siamo tutti affascinati dei paesaggi nordici e allo stesso tempo dalla musica nordica. Sicuramente questi elementi ci hanno ispirato e penso che le influenze si sentano.In primo piano ho portato 2 elementi importanti del demo. Il primo è il ritornello di Innocent Dream distorto e confuso nell'ambiente come se fosse un tutt'uno col paesaggio invernale. L'occhio che sarebbe il secondo elemento ha molteplici interpretazioni ma io l'ho portato nell'artwork come rappresentazione del sogno e della visione appunto per ricondurre il tutto alla title track.




Quanto pensate sia importante presentarsi sia al pubblico che agli addetti ai lavori con un prodotto che ben rappresenti la band?
Secondo me è fondamentale. L'impegno di una band per il proprio lavoro si manifesta anche in queste cose e penso che gli addetti ai lavori cerchino prima di tutto l'impegno e la serietà da una band. Ovviamente anche il contenuto ha la sua importanza ma l'impatto visivo è sicuramente il primo che si ha e quindi si deve curare in modo particolare.

A dire il vero non ci sono poi così tante bands che provengono dalle vostre parti voi siete parmensi che tipo di scena è la vostra ?
Non proprio. I Dark Lunacy sono di parma, come i Distruzione (di cui tra l'altro è appena uscito il nuovo album) e i Kalevala (folk-hard rock) sottovalutatissimi dalle case discografiche ma oggettivamente bravissimi e ispiratissimi a livello musicale. Per il resto Parma è una città che si abbandona molto alle mode e quindi tutto ciò che non è metal come il punk commerciale, crossover e così via.

Scusate la divagazione ma cosa pensate degli sciagurati eventi che hanno coinvolto aziende importanti come la Parmalat e come è vista la famiglia Tanzi?
Diciamo che non sono visti molto bene dai più, col tempo le cose passano ma vegono ricordate sempre con amarezza da molti lavoratori. Altri vivono nella totale indifferenza come se nulla fosse successo e procedono la vita di tutti i giorni.

Tra i brani che fanno parte di questo demo "From here to Eternity" è quello che maggiormente si avvicina parecchio ai brani lenti alla maniera degli Iron Maiden volete dire qualcosa in proposito ?
Non la penso in questo modo. Alla fine è una canzone dotata di atmosfere non vicine a quelle evocate dagli iron maiden l'unico punto di contatto è il titolo. In ogni caso gli iron maiden personalmente mi hanno "formato" molto a livello musicale ma non penso possa trapelare da questa canzone e in ogni caso è un pezzo della nostra cantante e parla di una sua storia personale e quindi niente a che fare con gli iron maiden!




Un altro particolare che mi ha colpito della vostra band è che la vostra cantante è l’unica firmataria dei brani fanno parte di questo demo non pensate che avere più di un songwriter possa dare maggiori punti di vista musicalmente parlando?
In realtà Neverland è del nostro tastierista Stefano, non segnalato nel cd per problemi burocratici. Neverland spicca sicuramente tra le 4 per un'evidente cambio di stile. Sono assolutamente d'accordo con te, la presenza di altri songwriter è importante per dare maggior respiro e varietà al nostro repertorio. Veniamo tutti da ambienti musicali diversi ed abbiamo molteplici influenze non solo nell'ambito rock. Questo ci ha portato concepire pezzi più vari ed a non porci dei grossi limiti per quel che riguarda il songwriting. Gli arrangiamenti sono fatti a da tutti i WH quindi c'è una forte collaborazione collettiva per ogni pezzo.

Cosa bolle in pentola attualmente in seno alla band?
In questo periodo stiamo preparando i pezzi per il nostro primo album con l'impegno da parte di noi tutti WH di entrare in studio durante la prima metà 2006. I pezzi sono stati scritti da ogni componente dei WH e con l'ingresso del nuovo batterista Matteo Rossi abbiamo fatto un grosso salto di qualità. Siamo alla ricerca di un'etichetta che abbia cura del nostro lavoro e che ci aiuti a dare libero sfogo alle nostre idee.




Bene abbiamo terminato la nostra intervista cosa volete aggiungere ancora?
Prima di tutto vorrei ringraziarvi per l'intervista.Un ringraziamento speciale va a tutti quelli che ci seguono sempre, quelli che ci hanno scritto e che hanno apprezzato il nostro lavoro! Molto presto torneremo live e invito tutti a venire a sentire i nostri nuovi pezzi!

Stefano Bonelli