TEMPI DURI INTERVISTA: Devastator

Intervista di :
Stefano Bonelli

Ciao Ragazzi intanto come di dovere davvero complimenti per il vostro nuovo lavoro…
Grazie intanto a te Stefano per le domande! E grazie inoltre a Tempi Duri che ha reso possibile questa intervista. Sono felice che il nostro ultimo disco ti sia piaciuto! Vedere apprezzati i propri sforzi è una grande soddisfazione per noi…
Fate conoscere la band ai lettori di Tempi Duri.
I Devastator sono nati nel 2001 dalla volontà mia e di Rob (chitarra e voce). Io e lui suoniamo in questa band sin dagli inizi. Ricca (basso) invece è entrato nei Devastator solo tre anni più tardi. Una cosa che purtroppo ci ha sempre contraddistinto è la nostra sfiga perenne per quanto riguarda i cantanti ehe! Infatti ne abbiamo persi due per strada, Luchino e Albe. Quindi pur di rischiare di perderne un terzo Rob ha deciso coraggiosamente di cominciare a cantare e suonare. Per lui è stata una grande fatica, ma fortunatamente adesso i risultati sono buoni e contiamo di rimanere un trio da qui in avanti, sempre sperando che Rob non impazzisca come i suoi predecessori ehe! A parte di scherzi, adesso ci troviamo a meraviglia noi tre, visto che ormai sono quasi sette anni che suoniamo insieme. Per il resto siamo una band che ha sempre cercato di non porsi alcun limite per quanto riguarda la composizione della nostra musica. Amiamo spaziare tra ogni tipo di influenza, senza prefissarci un genere predefinito.
La direzione musicale di quest’album è diversa rispetto ai lavori precedenti oppure c’è una sorta di filo logico?
Il filo logico c’è eccome. Siamo molto soddisfatti del nostro ultimo lavoro, perché si sta avvicinando ancora di più al nostro modo di creare musica. Se ascolti la nostra discografia scoprirai una sorta di evoluzione tecnica e stilistica. Fortunatamente con gli anni siamo tutti e tre migliorati come musicisti, ma per noi questa è una cosa secondaria. A noi interessa per lo più aumentare la qualità della nostra musica. Il nostro primo disco era un album prevalentemente thrash, ma a noi suonare un solo genere andava stretto, quindi abbiamo cominciato a sbattercene i coglioni e ad inserire tutto quello che ci andava nella nostra musica. E questo è possibile avvertirlo già su “Alcoholic Invasion”. Su “Underground ‘N’ Roll” ci siamo spinti ancora oltre, tutte le varie influenze che vi abbiamo inserito sono ancora più amalgamate tra loro, creando finalmente un sound secondo me personale.
Come definireste la vostra musica?
Una musica varia, potente, incazzata e divertente. Che abbraccia un sacco di generi diversi: thrash, hardcore, punk, rock ‘n’ roll e stoner.
A il fatto di aver lavorato in tre rispetto alla formazione a quattro qual è stato il lavoro intrapreso per registrare il cd?
Non te lo saprei ancora dire, visto che “Underground ‘N’ Roll” è stato registrato quando eravamo ancora un quartetto. Albe infatti ha deciso di lasciare la band solo pochi mesi dopo aver finito di registrare. Presto però torneremo in studio per registrare nuovo materiale. E credo che il lavoro in sala di registrazione sarà pressappoco lo stesso, se non migliore.


La copertina a mio avviso rispecchia la vostra volontà di non prendervi mai troppo sul serio infatti un’onda anomala (verde) investe tutto e tutti. Persone che si rilassano sedute sopra un polipo, bare che volano… Che tipi siete voi?
Hai centrato in pieno il significato della copertina. Amiamo non prenderci mai troppo sul serio, anche perché noi siamo tre ragazzi a cui piace divertirsi in ogni modo possibile. Una copertina con colori scuri e raffigurante cose serie o drammatiche non ci è mai interessata, perché rappresenterebbe l’esatto opposto del nostro carattere. Colgo inoltre l’occasione per ringraziare ancora una volta il nostro caro amico Denis Gualtieri per la realizzazione della splendida copertina… Ha pure realizzato quella di “Alcoholic Invasion”, che come ironia non scherza ehehe!
La scaletta del cd vede ben 15 canzoni al suo interno. Avrei pensato che il disco fosse troppo lungo e forse noioso ma sorprendentemente il divertimento è assicurato. Come siete riusciti in questo?
Intanto sono molto felice che il disco ti abbia divertito, visto che creare un disco divertente era uno dei nostri obiettivi principali. Volevamo creare un disco che potesse essere la colonna sonora ideale di una qualsiasi festa alcolica, e fortunatamente ci siamo riusciti, secondo quel che ci dice chi l’ha già ascoltato. I pezzi sono tanti, ma ciò che non li rende noiosi secondo me è la loro scarsa durata. Abbiamo sempre scritto pezzi brevi, primo perché i pezzi lunghi non ci sono mai piaciuti, secondo perché la nostra musica secondo noi deve essere veloce e decisa ad arrivare al sodo ehe! Terza cosa, non meno importante, abbiamo sempre scritto i pezzi cercando di immaginarceli più adatti possibile a funzionare durante i live, visto che è la nostra dimensione ideale. Forse anche per questo non risultano noiosi o ripetitivi.
Possiamo annoverare band come i Ramones i Pistols ed i Tankard tra le vostre influenze?
Abbiamo sempre preferito i Ramones ai Sex Pistols, senza alcuna ombra di dubbio. Anzi a dirti la verità i Sex Pistols non ci sono mai piaciuti… I Ramones invece ci fanno impazzire, e sono ovviamente tra le nostre principali influenze. Per la loro capacità di offrire il massimo della qualità e dell’efficacia con le minime potenzialità tecniche, dovrebbero essere di diritto tra le influenze di ogni gruppo rock che esiste a questo mondo. Nessuno ha composto musica orecchiabile e divertente come loro, a mio avviso. I Tankard dividono le nostre opinioni, a dir la verità. Io e Ricca siamo fans dei Tankard da sempre, a Rob invece non sono mai piaciuti ehe! Lui preferisce la scuola americana!
Come vi considerate dopo tre album all’attivo? Ancora una band emergente oppure siete andate avanti rispetto a questo status?
Sicuramente ormai siamo diventati una band abbastanza “importante” nell’underground italiano. Non perché siamo più bravi di altri o cazzate simili, semplicemente perché in un periodo di attività relativamente breve abbiamo fatto uscire molto materiale. Ci sono gruppi che esistono da dieci o più anni che non hanno fatto uscire nemmeno la metà dei nostri lavori. Non voglio far notare questo per vantarmi, visto che noi siamo tre persone umilissime e modestissime. Ho solamente detto questo perché voglio che la gente capisca che noi ci mettiamo il massimo impegno e passione nel nostro progetto. Comunque come mentalità siamo una band puramente underground, visto che suoniamo sempre e dovunque, anche gratis! A noi suonare diverte da morire e ogni occasione è buona!


Come si svolgerà la vostra promozione di questo cd?
La promozione di “Underground ‘N’ Roll” è quasi giunta a termine. Devo ritenermi molto soddisfatto del mio lavoro. E’ stato molto faticoso, e fortunatamente ho con me il nostro caro amico Giulio che mi dà continuamente una mano nella promozione e nell’organizzazione dei concerti. Lui è come se fosse il “quarto Devastator”, e lo ringrazio moltissimo per l’aiuto che ci dà ogni giorno. Comunque il cd è stato spedito un po’ ovunque: webzines, riviste, radio, locali e chi più ne ha più ne metta. Nel nostro piccolo facciamo il possibile, spero che tutto questo sbattimento sia ripagato!
Siamo giunti al termine volete aggiunger qualcosa?
Intanto voglio ringraziarti per questa bella intervista, mi sono molto divertito a rispondere! Ringrazio anche Tempi Duri per averla resa possibile! Comunico inoltre che prestissimo entreremo nuovamente in studio per registrare un nuovo promo di quattro canzoni inedite. Ci saranno grandi novità, per cui restate all’erta! Nel frattempo invito tutti a visitare la nostra pagina myspace www.myspace.com/devastatorcrew per ascoltare sei brani tratti dal nostro ultimo lavoro. Ogni tipo di commento è ben accetto, per cui fatevi avanti! Alla prossima!