TEMPI DURI LIVE REPORT: B.P.I. Folk

Report di :
pierluigi daglio

Interessante serata all’Officina della Musica di Lecco dove la nuova formazione del B.P.I. indimenticata progressive rock band degli anni settanta, si è riproposta al pubblico sotto una nuova veste musicale anche se, giustamente, non troppo lontana dalle origini. Infatti, tre membri della storica formazione hanno deciso di dare vita a una nuova band, caratterizzata da una commistione di rock progressivo e di musica folk, per riproporre i vecchi, ma sempre attuali, cavalli di battaglia del Biglietto in chiave prog-folk. Il mitico gruppo di Lecco degli anni settanta, in effetti, ha all’attivo solo due album in studio, come del resto la maggior parte delle band progressive dell’epoca, dal titolo “Un biglietto per l’inferno” e “Il tempo della semina” più alcune altre pubblicazioni ricavate successivamente da concerti live. Il primo di questi dischi rimane però come uno dei più riusciti episodi dell’epoca d’oro del rock progressivo italiano. Alcuni membri del gruppo originale Giuseppe Cossa, Mauro Gnecchi e Giuseppe Banfi hanno costituito una nuova formazione, integrata dall’ottima chitarra elettrica di Franco Giaffreda e da altri validi musicisti, creando il “B.P.I. Folk” che ripropone i vecchi brani reinventati con sonorità e strumenti tipici della musica folk come flauti, ocarine e cornamuse. Il risultato è di notevole spessore musicale e molto piacevole a sentirsi, in quanto toglie alla musica quel possibile senso di datato per darle nuova vita e riproporla in chiave più moderna, ma allo stesso tempo senza snaturarla troppo. Alla voce Mariolina Sala sostituisce con buoni risultati lo storico cantante e autore dei brani Claudio Canali. Penso che sia una scelta giusta che evita, di fatto, il confronto diretto tra il passato e il presente. Questo nuovo gruppo ha prodotto anche un album dal titolo “Tra l’assurdo e la ragione”. Il concerto si apre con “Il tempo della semina” bellissima title track del secondo album del gruppo originale, ben riarrangiata e ben suonata. La sezione ritmica si prodiga in un incalzante tappeto sonoro mentre la chitarra risponde a dovere. Tra un brano e il successivo Giuseppe Banfi racconta la storia del Biglietto e alcuni aneddoti sull’origine delle canzoni. Il repertorio del nuovo Biglietto è comunque ancora limitato al rifacimento dei vecchi pezzi, quindi è necessario riempire anche un po’ il tempo con dei diversivi che comunque sono piacevoli e interessanti. Il secondo brano è “Il nevare”, poetico, intenso, ben supportato dal contrabbasso di Enrico Fagnoni che regala emozioni insieme alla brava cantante. Arriva adesso una canzone inedita, la title track del nuovo album “Tra l’assurdo e la ragione” che pur essendo composta oggi ben si integra col resto della produzione, ricalcandone lo stile e le atmosfere. Molto ben cantata da Mariolina e Pilly, forse il testo è un po’ semplicistico e non all’altezza delle altre canzoni. Arrivano poi "L'amico suicida" e “Ansia” capolavori sempre dal primo album del Biglietto, anch’esse ben arrangiate e ben suonate che ci traghettano al pezzo più conosciuto del gruppo “Confessione” che passava anche in radio negli anni settanta. Ottimo l’arrangiamento. Bello il finale. Forse il chitarrista inserisce negli assoli un po’ troppe scale e svisate più di stampo metal che progressive però ci può anche stare. Attenti comunque a non strafare. A questo punto viene suonato, se mi ricordo bene, un brano totalmente folk, forse “Tarantella integrale”, e poi di seguito altri tre brani "L'arte sublime di un giusto regnare", "Mente solamente" e "Una strana regina", ottimamente riproposta con atmosfere acustiche e quasi psichedeliche.
Il concerto finisce tra gli applausi del pubblico molto contento di aver rivissuto una serata con una forte atmosfera rievocativa in stile progressive anni settanta. Devo fare veramente i complimenti al gruppo per l’amalgama della formazione, il modo ineccepibile di suonare e a Pilly Cossa per gli arrangiamenti, che avevo già in parte ascoltato qualche anno prima a Isola Folk, una rassegna annuale di musica folk che si tiene in provincia di Bergamo. Quei tre brani ancora non definitivamente arrangiati erano l’embrione di questo nuovo disco. Arrivano poi a grande richiesta anche due bis che sono la riproposta di "Tra l'assurdo e la ragione" e di "Confessione" che chiudono degnamente e questa volta definitivamente il concerto. All’uscita della sala troviamo sul banchetto il disco dei nuovi B.P.I. secondo me a un prezzo un po’ alto, in quanto tradizionalmente i dischi sui banchetti a fine concerto sono proposti a un prezzo popolare in modo che lo spettatore possa sempre portarsi a casa un bel ricordo della serata magari autografato dai musicisti. Ottimo esperimento. Penso che andrò a rivederli.
Tracklist:
1. Il tempo della semina
2. Il nevare
3. Tra l’assurdo e la ragione
4. L’amico suicida
5. Ansia
6. Confessione
7. Tarantella integrale
8. L’arte sublime di un giusto regnare
9. Mente solamente
10. Una strana regina
11. Tra l’assurdo e la ragione (bis)
12. Confessione (bis)
Lineup:
Giuseppe Cossa - tastiere, organetto diatonico e backing vocals
Mauro Gnecchi - batteria e percussioni
Giuseppe Banfi – voce narrante e direzione artistica
Mariolina Sala - voce
Renata Tomasella - flauti, ocarine e backing vocals
Enrico Fagnoni - basso elettrico, basso acustico e contrabbasso
Ranieri Fumagalli - cornamuse, flauti e ocarine
Franco Giaffreda - chitarra elettrica e chitarra acustica
Carlo Redi - violino e mandolino




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Richard leparc@tiscali.it

Pierluigi, visto che sei interessato ti invito il 30 Aprile al Teatro di Trescore (BG) per un nuovo concerto-spettacolo del BIGLIETTO, fatti vivo, fammi sapere per la prenotazione.
Richard leparc@tiscali.it