ARCHIVIO STORICO

King Crimson

 

 

 

 




King Crimson
La band nasce nel ‘69 sotto il monicker "Giles, Giles & Fripp", in origine è un trio: Robert Fripp, alla chitarra e mellotron, i fratelli Mike e Peter Giles alla batteria e al basso. I primi “vagiti” della band non fanno presagire al successo futuro.
Successivamente il nome della band muta in “King Crimson” (Re Cremisi) da un’idea di Peter Sinfield (membro della prima formazione) inteso come sinonimo di Beelzebub, principe dei demoni. Fripp pensa che Beelzebub etimologicamente sia una forma anglofoba dall’arabo "B'il Sabab", cioè "l'uomo con uno scopo", anche se è comprovato che derivi dall'ebraico Ba'al-z'bub, ovvero "il signore delle mosche". Cambiato il nome, anche la line-up muta.
Va via Peter Giles, sostituito da Greg Lake (basso, chitarra e voce – successivamente poi negli Emerson,Lake & Palmer), Ian McDonald a tutti i fiati (sassofono,flauto traverso e il clarinetto) e alle tastiere e Peter Sinfield, che dietro le quinte da il suo contributo con i testi delle canzoni di non facile interpretazione e come regista nei giochi delle luci nei concerti.
È l’ottobre del ‘69 e la band composta da Fripp-Lake-Giles-McDonald incide il primo album “In the Court of the Crimson King” considerato ancora oggi uno degli album più importanti del rock progressivo.
Con questa rinnovata line-up la band esordisce il 5 luglio del ‘69 aprendo il concerto londinese ad Hyde Park dei Rolling Stones in memoria a Brian Jones.
Mente pensante di tutte le trovate musicali e soluzioni d’arrangiamento sperimentale è Fripp il quale è in continua ricerca di collaboratori che possano condividere il suo linguaggio musicale complesso ed apportare ulteriori idee alla musica supportata dall’ottima “penna” di Peter Sinfield.
Numerosi saranno durante i primi quattro album i cambi di line-up che però avranno come punto di riferimento costante Fripp e Sinfield.
Nel ’70 (come accennato prima) Greg Lake nel 1970, lascia la band per unirsi agli E.L.P., sperando in un successo maggiore.
La decisione di Lake si ripercuote inevitabilmente sul secondo album “In the Wake of Poseidon” del ’70 sul quale sono registrati sul lato A brani già interpretati da già Greg Lake (secondo il sound del primo album),mentre sul lato B ci sono sperimentalismi tastieristici di Fripp probabilmente influenzato in quel periodo dalla conoscenza di Brian Eno con il quale avrebbe registrato “No Pussyfooting” ed “Evening Star”. Su questo album è presente anche il pianista jazz Keith Tippett il quale contribuirà all’ulteriore evoluzione del sound della band.
Infatti gli album seguenti “Lizard” (sul lato B del quale possiamo ascoltare Jon Anderson, cantante degli Yes) del ‘70 ed “Islands” del ‘71 sono dei veri esperimenti sonori e viaggi attraverso nuovi linguaggi musicali di Fripp e Sinfield.
McDonald e Giles lasciano il gruppo e prendono posto nella band tanti talenti, molti di essi della cosiddetta “scuola di Canterbury”. In questo periodo fioriscono centinaia di collaborazioni tra Fripp e musicisti con la nascita di album incredibili come “Baby's On Fire’’ e “Here Come the Warm Jets” nei quali vediamo Fripp ed Eno in collaborazione così come in alcuni album dei Van Der Graaf Generator. Tutto questo nasceva dall’incessante percorso di ricerca di nuovi linguaggi musicali da parte di Fripp.
Su “Islands” possiamo ascoltare il cantante Boz Burrell (che impara a suonare il basso sotto l’insegnamento di Fripp per l’occasione) e il batterista Ian Wallace, ai quali si aggiungono il sassofonista/flautista Mel Collins (già in contatto con la band in quanto sostituto di McDonald dai tempi di “In the Wake of Poseidon”). Con questa line-up non ancora ben rodata i nostri iniziano una tournée in U.S.A.
L’album dal vivo “Earthbound” è testimone di questo periodo e non è che faccia giustizia al sound ed alla carica emotiva che la band sapeva sprigionare. Per fortuna, grazie a numerosi bootleg è stato possibile poter immortalare i magici momenti che la band ha regalato on the stage particolarmente autentici e privi di correzioni artificiose nello studio di registrazione.
Al termine del tour americano però Fripp decide di sciogliere la band. Probabilmente per due motivi: non era soddisfatto di quanto aveva ottenuto, e poi perché non sopportava lo stress e la routine alla quale costringe una tourneè, che esige di doversi spostare ogni sera in una città diversa e dare sempre il massimo tutte le sere.
Per tutto il ’72 la band si assopisce e nel ’73 prendono vita (come già accennato) la collaborazione con Eno in “No Pussyfooting” e la nuova formazione dei K.C. che “orfana” di Peter Sinfield recluta i seguenti musicisti: David Cross (al violino), Bill Bruford (ex-Yes alla batteria che sarà molto amico di Fripp), John Wetton (alla voce ed al basso) e Jamie Muir (percussionista alquanto originale ed eclettico).
È il 1973 ed il gruppo dopo un tour di grande successo, incide “Lark’s Tongues in Aspic” con un sound orientato verso sperimentalismi liberissimi. Proprio per questo motivo molti fan della prima ora rimarranno spiazzati, confusi, alcuni addirittura delusi di questa decisione drastica nello stile intrapreso dalla band anche se ad un ascolto più attento si possono notare frammenti di quello che è l’humus originale del linguaggio musicale delle origini.
L’anno dopo, è il turno di “Starless and Bible Black” (‘74) realizzare un disco “live” cercando di riuscire a farlo con una qualità pari a quello di uno inciso in studio prendendo i nastri registrati ad Amsterdam, successivamente riproposti su su C.D. col titolo “The Night Watch”.
Successivamente lascia il gruppo Jamie Muir, percussionista talentuoso per il motivo che non amava lo stress che i tour purtroppo causano. Altra perdita della band è David Cross, mentre rientra nella line-up Ian McDonald, sassofonista che aveva seguito la band nelle prime fasi. Da questo rimaneggiamento della formazione viene alla luce “Red” (1974).
Dopo questo CD la band dovrebbe andare in tour per promuoverlo, invece, colpo di scena, Fripp cade in crisi esistenziale e diviene quasi preda di un esaurimento nervoso, scioglie la band e, stufo del music business e dell’incomprensione di alcune critiche, si ritira a vita privata.
Dal ‘74 al ‘81ormai tutti sono convinti che la band sia morta, come anche lascia intuire Fripp in interviste.
All’improvviso, come un raggio di sole fa capolino nel ‘79 esce “Exposure”, un album solista di Fripp che è completamente mutato anche nel look (giacca, cravatta e sbarbato). Nell’album ci sono molti amici illustri come Peter Hammill, Peter Gabriel, e le sorelle Roche. Il materiale inciso è un progetto che Fripp conservava nel cassetto e che sarebbe dovuto essere registrato insieme al cantante americano Daryl Hall che comunque collabora in un paio di brani. Il progetto a causa di beghe con l’etichetta Hall non aveva potuto vedere la luce prima. Questo fa capire a molti che Fripp non è ancora stanco di suonare ed esibirsi e che probabilmente continuerà a sorprendere con gli esperimenti della sua ricerca musicale. Ma questa è un’altra storia.
(Giovanni Turco)



King Crimson discografia anni ‘70

In The Court Of The Crimson King (1969)
In The Wake Of Poseidon (1970)
Lizard (1970)
Islands (1971)
Earthbound (live, 1972)
Larks' Tongues In Aspic (1973)
Starless And Bible Black (1974)
Red (1974)
U.S.A. (1975)
The Young Person's Guide To King Crimson (anthology, 1976)