Davvero interessante questo debutto ufficiale degli italiani Aleph,che devono il loro monicker allo scrittore J.L. Borges, autore a suo volta di un libro chiamato L’Aleph a cui la band si liberamente ispirata.
La musica che gli Aleph un miscuglio fatto di doom gothic prog metal ed alcune influenze jazzistiche che rendono questo prodotto davvero interessante.
Se poi ci mettiamo pure il fatto che il gruppo sa suonare e sa cosa fa nel momento in cui imbraccia gli strumenti, converrete con me che il risultato non può che essere positivo.
Certo non tutto ciò che luccica è oro, infatti il gruppo in questione avrebbe potuto e dovuto abbreviare la durata dei pezzi,soprattutto per facilitare l’ascolto a chi magari non è completamente avvezzo a certe disquisizioni strumentali.
Questo non vuol che gli Aleph non siano bravi anzi particolarmente il chitarrista Lorenzo Fugazza mi sembra alquanto sugli scudi ed in un brano in particolare chiamato Detph dimostra di avere buon gusto esecutivo e di scelta di note.
Certo è che le influenze che vengono fuori hanno inevitabilmente a che fare con i Dream Theater per un certo discorso che riguarda l’intricatezza di certi arrangiamenti come ad esempio in “Mother of all nightmares”.
A mio parere però sarebbe riduttivo dire che gli Aleph siano una band solamente influenzata dal gruppo di John Petrucci e soci,infatti alcuni velati inserimenti alla Type ‘O Negative contribuiscono a diversificare la proposta.
Soprattutto ascoltando il lavoro ci si rende conto dell’enorme bagaglio culturale al quale attingono a piene mane per creare quella che poi è la loro musica.
Quello che mi fa molto piacere affermare che loro sono assoltamene diversi da qualsiasi altra gothic band,avendo compiuto l’intelligente scelta di non inserire tra le proprie fila una voce femminile che avrebbe contribuito solamente a confondere il gruppo con tatti altri del loro genere.
Continuando nell’ascolto arriviamo ad uno dei brani più efficaci del cd non fosse altro che lo stesso sia cantato (o per meglio dire recitato) in italiano fatto questo che conferisce un suono ancor più drammatico e teatrale; senza dubbio una buona prova che ben fa sperare per il loro futuro.
Stefano Bonelli
Track List:
01The Fallen
02Unfaithful
03 Depths
04 Mother Of All Nightmares
05 In Tenebra
06 The Fallen (Native Lyrics)
07 Acid Tears
Line Up:
Dave Battaglia Vocals, Guitars
Lorenzo Fugazza Guitars
Antonio Ceresoli Bass
Giulio Gasperini Keyboards
Manuel Togni Drums