ARCHIVIO STORICO

In Hoc Signo Vinces
VII Gates
Lion Music
www.sevengates.se

 

 

 

 




Secondo disco per la POWER METAL band svedese VII GATES.I nostri suonano una miscela di metal classico davvero invidiabile, prendendo spunto dalle principali band del genere,IRON MAIDEN,JUDAS PRIEST, HELLOWEEN, RAINBOW e ACCEPT sono infatti nel DNA di questa band e certamente “In Hos Signo Vinces” non potrà che fare felici i fan piu' old oriented.Quello che lascia un'po' perplessi è forse la troppo omogeneità dei pezzi,infatti non ce ne uno che lascia il segno,sia chiaro l'album scorre via che è una bellezza,la voce di Criss Blackburn sui toni alti a volte ricorda sua maestà Rob Halford,mentre su toni normali è forse un'po' troppo monocorde.
Gli intrecci di chitarra di JJ Rockford e Robert Makek non deludono mai ed anche i restanti membri del gruppo si ritagliano egregiamente il loro spazio.
Sembrerebbe tutto ottimo quindi,infatti dal punto di vista tecnico niente da ccepire,pero' ripeto,a mio avviso tutto l'album è pervaso da un senso di incompleto,questo è potenzialmente un killer album,ma forse data la verde età del gruppo ci si attesta solo,per cosi dire,su un livello discreto.Per concludere i ragazzi vengono promossi ma resto convinto che possano fare molto di piu'.

Stefano "Mad Axeman" Frigè


Secondo disco per questo gruppo svedese formato nel 99.Il gruppo come seguito a Fire Walk With Me,quattro anni dopo propone In Hoc Signo Vices,un disco che propone un misto tra un heavy metal molto classico e power,accentuato soprattutto dalle tastiere e da intrecci chitarristi tipici del power.La tastiera presenzia molto e tende a creare molti scambi con le chitarre facendo apparire frasi che spaziano tra l’hard rock settantiano e il power moderno .La voce è molto buona,ha un timbro che entra subito in testa e i coretti e l’epicità dei ritornelli aiutano questo processo di memorizzazione a lungo termine.
Il disco inizia con un intro di circa 2 minuti che ricorda uno show televisivo e subito dopo parte The Skyrider che inizia in un ottima ottica heavy con un urletto tipico degli anni 80 continuando poi su orizzonti più power ma comunque rivelandosi un buon ingresso per il disco.La traccia dopo è Dreams They Haunt Me,un ottimo mid tempo con un ritornello molto convincente. La traccia dopo è una corta strumentale in cui vi è una citazione della marcia nuziale e dubito dopo Answer To You,Heart altra traccia con ritornello notevole.
Si susseguono poi altre tracce tra cui Immortal che presenta un assolo interessante e denso di tecnica.
Il disco termina con la particolarissima Feeding The Predator,in cui l’inizio è musicalmente jazz.
Insomma In Hoc Signo Vinces è un bel disco,interessante,coinvolgente,una produzione non perfetissima ma più che accettabile. Per chi apprezza i classici dell’heavy e del power,soprattutto della grande scuola svedese.

Alessandro Fuga



Tracklist:
01.When Gates Are Opening
02.The Skyrider
03.DreamsThey Haunt Me
04.March Of The Amazones
05.Answer To You,Heart(Stranger In The Dark)
06.Immortal(Hymn To The Prison Guard) (bell’assolo)
07.Lethal Attraction
08.Children Of The Corn
09.The Mad MInstrels
10.The Lake
11.Cat Eyes
12.Feeding The Predator



Lineup:
Jonas Ardvisson - Guitars
Ingemar Erlandesson - Drums
Christer Elmgren - Vocals
Magnus Jacobsson - Bass
Robert Makek - Guitars
Mats Andreasson - Keyboards




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