Dopo due demo interessantissimi e varie esibizioni live I FIT arrivano al sospirato debutto ,scegliendo per altro la via dell’autoproduzione che se per un verso è una scelta quasi obbligata per le band emergenti ,per l’altro nasconde insidie pericolose come ad esempio può essere quello di sbagliare la cura del suono e spesso con i budget che si hanno a disposizione questo purtroppo capita spesso .
I Nostri invece hanno evidentemente capito che pur autoproducendosi il disco hanno fatto le cose con coscienza riuscendo a regalarci un debutto discografico coi controfiocchi.
Fit For Die ( se fate caso al titolo nella prima parola si racchiudono le iniziali della band)si propone come un concept album che affronta un argomento serio come quello della morte nella società moderna (che per inciso cerca in tutti i modi di esorcizzare) ,un argomento questo non propriamente facile da esporre non solo musicalmente.
La band veneta ci propone un progmetal di stampo americano con influenze alla Dream Theater ma che la band riesce ad assimilare appieno facendole diventare come una fonte d’ispirazione per eseguire una musica del tutto personale ,elemento questo inscindibile che viene usato per mostrarci tutta la loro vena creative ( a questo punto assolutamente genuina e sincera) insieme ad una forte personalità artistica che li pone un gradino più su rispetto alle band dello stesso genere che però non riescono del tutto a scrollarsi di dosso l’ingombrante bagaglio Theateriano.
Si aprono le danze con Dead canzone che ci mostra subito di che pasta la band veneta che si subito apprezzare per il grande equilibrio tra componente melodica e partiture strumentali assolutamente efficaci gli arrangiamenti ed il riffing killer delle chitarre.
Nella seconda canzone Another soul un canto gregoriano filtrato con la tastiera ci introduce ad un altro bel pezzo dall’andamento vagamente neoclassico ma è solo una presenza quasi effimera perché la band non segue questo trend.
Altra canzone davvero bella è Awakening the ghost canzone dalle ritmiche serrate che ci introducono alla bella voce di Max (Massimo Bottiglieri) veramente ottimo singer per altro supportato alla grandissima da tutta laband ,in questo pezzo appaiono per la prima volta dei growl che personalmente non apprezzo molto ma che in questo essendo solo usati come contrappunto non danno fastidio .
Se posso permettermi di darvi un consiglio, e avete voglia di spendere i soldi per acquistare un cd fatelo e portatevi a casa questo Fit For Dead davvero un ottimo esordio ed una cose interessanti di questo periodo dell’anno , ep er essere rientrati dalle ferie mi sembra un ottimo modo per darsi una buona carica di adrenalina.
Stefano Bonelli
Tracklist:
01. Dead [Requiem Aeternam]
02. Another Soul [Kyrie]
03. Awakening the Ghosts
04. All for You [Dies Irae]
05. Stories to Tell [Tuba Mirum]
06. Fit to Die
07. Save us, Source of Mercy [Rex Tremendae]
08. The Day of Retribution [Recordare]
Lineup:
Gadjet (Michael Snidaro) - Guitar
Grave (Fabio Tomba) – Drums
Field (Matteo Campo Dall'Orto) - Bass
Pablic (Paolo Furlanis) - Guitar
Max (Massimo Bottiglieri) – Vocals