ARCHIVIO STORICO

Mastermind
Insomnia
Lion Music
www.mastermindband.com

 

 

 

 




Settimo disco in studio, dopo circa dieci anni di silenzio, per gli statunitensi Mastermind che si ispirano ad atmosfere musicali heavy metal con sconfinamenti nel progressive e rapide incursioni nel jazz fusion. Il gruppo è guidato dal compositore Bill Berends, chitarrista e bassista della band, e comprende il fratello Rich Berends alla batteria e alle percussioni, il tastierista Jens Johansonn e la brava cantante Tracy McShane, che si inserisce con autorevolezza a cantare non facili brani che spaziano in diversi generi musicali dai più semplici, A.O.R. e melodici, ai più ruvidi. “Insomnia” si apre con “Desire” un brano dal grande inizio in crescendo con un fondo hard-rock, il giusto ritmo e ben cantato che contiene anche un piacevole assolo di chitarra elettrica. Segue “Break me down” che parte in modo inconsueto solo su una cassa dello stereo, molto originale. Il lento fluire della musica genera dissonanza come in un ciclico inseguimento. L’assolo è di stile rock&roll non veloce ma estremamente preciso. “One more night” ha ancora un altro tipo di inizio, acustico, come una grande ballata rock ben cantata in doppia voce. Bello questo disco, sorprendente, variegato, spazia con lievità in vari generi musicali, poliedrico. “Meltdown” ha un incipit dissonante, anche interessante, però poi si perde su se stessa anche se gli assoli di chitarra elettrica non sono per niente male. “Piggy world” ha un breve inizio di stampo prettamente progressive, azzardo un riferimento a ELP, si snoda con un’ottima parte di basso che accompagna la canzone in tutta la sua estensione. Sfocia in un bell’assolo di chitarra elettrica lievemente contrappuntato sia dal basso che dalle tastiere in un crescendo adrenalinico che spacca. Ottima canzone, forse la migliore dell’intero album. Bravi. Finale con interessanti variazioni pseudo-progressive. “No answer” è un brano lento che parte con pianoforte e basso, tipico A.O.R., impreziosito dalla voce femminile di Tracy McShane, dalle atmosfere pop-rock e dalla lunghezza perfetta per diventare un singolo e una hit radiofonica. Arriva “Broken” che mi ricorda come cadenza, anche se magari non proprio musicalmente, alcuni pezzi più rock e più ritmati degli ABBA. Anche qui troviamo la voce femminile di Tracy che ben si adatta al pezzo. Nel finale emergono anche riferimenti arabeggianti con pregevole assolo di chitarra elettrica. Avvolgente. “Night flier” è il brano musicalmente più complesso dell’intero album. Gli strumenti suonano quasi in modo depersonalizzato, desincronizzato, rendendo quasi ostico e cacofonico l’ascolto. La chitarra a tratti sembra come impazzita, gli assoli e le svisate sono supportati dalla batteria che piano piano diventa preponderante e assoggetta gli altri strumenti. L’impianto musicale devia quasi nel jazzistico o nel fusion senza però mai esagerare, si mantiene su di un giusto ma lieve confine tra i due generi. Un plauso alla band per la sperimentazione. Il brano seguente è molto ritmato, quasi ossessivo, con una chitarra ben distorta sul timbro giusto. Arriviamo adesso alla chiusura di questo lavoro “Last cigarette” una mini-suite di circa 9.30 minuti con un ottimo inizio che entra subito in argomento senza inutili fronzoli. La voce femminile di Tracy McShane è sapientemente contro cantata dalla voce di Bill Berends. Lo stile è epico, monumentale ma anche grave e cadenzato. Ottimo assolo di chitarra, quasi rallentato, nella seconda parte del brano. Un bel pezzo anche se il finale risulta un po’ stucchevole e insipido, forse gli ultimi due minuti si potevano evitare.
Bel disco da considerare più come un insieme di diversi episodi musicali che come un album dal tema comune. I Mastermind hanno voluto spaziare in diversi generi sonori senza mantenere un filo conduttore comune, ma prendendosi la libertà ad esempio di avere i primi quattro brani del disco completamente diversi tra loro, di inserire pezzi sperimentali tendenti alla musica jazz fusion come “Night flier” e allo stesso tempo di includere singoli radiofonici come “No answer” dalla facile presa. Questa commistione di generi e di proposte è la vera forza del disco che in questo modo può senza dubbio arrivare a un pubblico più ampio che abbraccia diversi generi musicali. Parliamoci chiaro, se una band ha in canna un concept album di alto livello da sfornare, è giusto farlo senza incertezze. Altrimenti è sicuramente apprezzabile l’approccio dei Mastermind, cioè quello di inserire nel disco pezzi di ottimo livello, anche se di vario genere musicale, anziché rilasciare un prodotto più scarso su un comune filo conduttore per mancanza di idee. I Mastermind si rivelano originali, non cloni di altri gruppi famosi, richiamando forse lievemente la linea più morbida degli ELP. Quindi bravi Mastermind, continuate così. Da ascoltare più volte, almeno dieci, per apprezzare pienamente.

Pierluigi Daglio




Tracklist:
01.Desire
02.Break Me Down
03.One More Night
04.Meltdown
05.Piggy World
06.No Answer
07.Broken
08.Night Flier
09.Nietzsche
10.Last Cigarette


Lineup:
Bill Berends - Guitars, Synthesizer, Bass, Vocals
Rich Berends - Drums
Tracy Mcshane - Lead Vocal
Jens Johansson - Keyboard & Piano

Guest Musicians:
Chris Eike - Bass
Greg Hagen - Bass




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