Un disco di Mr Peter Gabriel è sempre un qualcosa di prezioso da ascoltare sopratutto perchè in certo senso sappiamo cosa aspettarci da un artista a 360° come è lui .
Tutte le sue uscite discografiche hanno segnato un epoca dai Genesis prima, e da solista poi, Gabriel ha sempre cercato di stare sulle righe al di fuori d da ogni concezione che il mercato discografico impone.
Scratch at my back è il disco che da Peter Gabriel non ti aspetti ,cioè un disco di cover dove normalmente si rimarrebbe spiazzati conoscendo l’artista , infatti dopo il primo impatto emotivo di una “scoperta “del genere , ci rendiamo conto che questo disco è si un disco di cover, ma di cover del tutto personalizzate da una visione (quella di Peter Gabriel ), del tutto fuori da ogni logica ,se la guardiamo dal lato prettamente commerciale .
Infatti l’uso dell’orchestra del piano e della voce solamente implica un certo impegno d’ascolto da parte dei fan di tutto il mondo.
Possiamo considerare Scratch…come una sorta d’introspezione dell’anima, di un artista che guarda dietro di se a vede la sua vita come è trascorsa, dal vecchio uomo della scatola musicale,all’uomo scimmia di shock ther monkey. Fino ad arrivare alle incursioni etnico moderniste di OVO e alle sue sperimentazioni artistiche a livello visivo.
Certo qui non troverete sue rivisitazioni di vecchi classici, bensi delle cover che sono il frutto di una sorta di scambio di tra gli artisti che hanno partecipato a questo progetto e lo stesso Gabriel. Troveremo infatti nella b-side di The book of love una rilettura di Not of one of us eseguita da Stephin Merritt (Magnetic Fields).
Allora capiamo anche il senso di un operazione del genere dal più largo respiro e non una mera operazione commerciale come sono la maggior parte di dischi di questo genere.
Da segnalare la bella versione di Heroes vecchio classicone di Bowie , la già citata The Book of love ,e Philadelphia, nel resto del lavoro regna sovrana la voce di Peter Gabriel che ha saputo mantenere col la stessa timbrica di sempre, e se vogliamo che si avvicina al primo dei Genesis quelli Nursery Crime foxtrot selling e the lamb,in una sorta di ringiovanimento artistico che senza dubbio ha giovato al cantante inglese.
Stefano Bonelli
Tracklist:
01. Heroes David Bowie
02. The Boy in the Bubble Paul Simon
03. Mirrorball Elbow
04. Flume Bon Iver
05. Listening Wind Talking Heads
06. The Power of the Heart Lou Reed
07. My Body Is a Cage Arcade Fire
08. The Book of Love The Magnetic Fields
09. I Think It's Going to Rain Today Randy Newman
10. Après moi Regina Spektor
11. Philadelphia Neil Young
12. Street Spirit (Fade Out) Radiohead 5:06 bonus disc
01. The Book of Love (remix) The Magnetic Fields
02. My Body Is a Cage (Oxford London Temple version) Arcade Fire
03. Waterloo Sunset (Oxford London Temple version) The Kinks
04. Heroes (Wildebeest mix) David Bowie