100 dischi ideali per capire il rock

 

 

 

 




100 Dischi Ideali per Capire il Rock

A cura di: Ezio Guaitamacchi

Editori Riuniti

2007

Quando mi trovo di fronte a testi del genere sono sempre un po’ titubante , perché la scelta di quali album includere come imprescindibili nella storia del rock può essere influenzata molto dai gusti personali con il rischio di non includere capitoli fondamentali per la comprensione di questo genere musicale che per molti è il genere musicale per eccellenza. Il rock è una musica che ha segnato più generazioni ed è nata con lo scopo di scuotere le masse e questo testo tiene conto anche di questo aspetto fondamentale. Le schede dedicate ad ogni singolo album sono particolarmente approfondite e ricche di aneddoti curiosi ed interessanti sulla genesi di capolavori rock che hanno segnato le sei decadi secondo le quali è diviso il libro. In questa riedizione aggiornata del testo (la terza per l’esattezza) Guaitamacchi si è circondato delle migliori “penne musicali” nazionali che hanno collaborato nella stesura del testo che prevede per ogni album schedato almeno altri tre della stessa “verve” musicale, proprio per non tralasciare alcuni album che hanno lasciato un segno, come ad esempio quello di esordio di Mike Olfield.
Nessun genere rock è stato tralasciato. Si parte dalle origini, dal blues, per passare poi verso le forme più “robuste” come l’hard rock, il punk, l’heavy metal, e le forme più “commerciali” del pop rock, e quelle più colte del rock-progressivo, senza scordarsi dell’elettronica o di band più sperimentali degli anni ’90.
Testi come questo ce ne sono molti, ma non sono approfonditi e curati così , con un giudizio “asettico”. Mai come in questo periodo è fondamentale per le generazioni future avere una “guida” per ascoltare buona Musica, perché se anni fa c’erano i padri o i fratelli maggiori alla guida dei più giovani per l’ascolto di Musica rock di qualità, ahimè, vista la qualità di quella attuale, sarà molto difficile trovare padri e fratelli maggiori in futuro che possano indirizzare i più giovani a capolavori rock che possono essere considerati alla pari della Musica classica. Il testo di Guaitamacchi è pertanto come un “fratello maggiore”, il “papà” che molti ragazzi del presente e del futuro dovrebbero “adottare” perché la memoria di capolavori rock non sia mai persa.
Ma non solo capolavori, ma anche le piccole gemme dimenticate o riscoperte sono presenti in queste pagine, così come lo sono gli eventi musicali, i megaconcerti (dei quali solo i cinquantenni di oggi, allora ventenni, posso fregiarsi di aver vissuto e dei quali raccontano la loro memoria) che hanno segnato un’epoca (Woodstock ad esempio), qui fotografati, non solo con le parole, ma con immagini suggestive e vive come non mai che ci riportano come su una macchina del tempo a ripercorrere la strada di questo genere musicale dagli albori del rock, negli anni ’50 (quando era ancora pregno di blues) fino all’inizio del terzo millennio, che fortunatamente è ancora lontana da vedere un vicolo cieco. Consiglio pertanto vivamente l’acquisto di questo libro della Editori Riuniti (sempre attento all’universo musicale) sia ai neofiti che agli appassionati e colti, perché tra le righe potranno trovare ri/scoprire qualche gemma tra i capolavori già noti.

(Giovanni Turco)