TEMPI DURI STORIA: THIN LIZZY
 


GUERRIERI
I Thin Lizzy sono stati, come hanno detto loro, "il gruppo più combattivo di sempre". Tuttavia tra il 1976 e il 1978, quando non erano impegnati a fare a botte con punk squilibrati, con groupies sataniche e con boscaioli finlandesi, stavano trasformando il rock romantico in una forma d'arte.

Sid Vicious era in piedi, pronto a ceracare guai. La sua ragazza Nacy Spungen, curvata dietro di lui, era intenta a incitarlo. Questa volta, però, i Sex Pistols si stavano mettendo contro la persona sbagliata: Brian Robertson, chitarrista dei Thin Lizzy e vero lottatore scozzese.
La ragazza di quel periodo di Robertson, Lita Ford del gruppo rock femminile Runaways, si aggrappò alla sua gamba, pregandolo di non reagire. Ma "Robbo" non era intenzionato a cedere. Una notte decente trascorsa in giro con Kenney Jones, vecchio batterista dei The Faces, e con Jimmy Bain, bassista dei Rainbow, era stata rovinata nel momento in cui avevano deciso di spostarsi a festeggiare sulla casa galleggiante dove viveva Lita Ford. Trovati lì sul posto Sid e Nancy, , un furioso Jones si è ricordato di come Vicious aveva preso a bottigliate il suo amico, Jimmy McCulloch chitarrista dei Wings, una settimana prima. Il batterista scelse di andarsene. Ora, però, Vicious stava importunando i Thin Lizzy: Robertson non aveva scelta.
"Ho picchiato Sid," ha ricordato in seguito il chitarrista. "All'epoca portavo degli zoccoli bianchi. Così, mi sono tolto lo zoccolo e l'ho colpito su un lato della testa. Lui si mette a piangere sul mio grembo. Nancy lo chiama bamboccio. Ma io gli dico, Va tutto bene Sid, non è un problema. Avrei dovuto picchiare Nancy e ora lui sarebbe potuto essere qui, perché, ad essere onesti, era un ragazzo dolce. Era tutta apparenza. Sid si stava vivendo il sogno e non stava funzionando. Infatti, fu un fottuto incubo."
Sid Vicious era uno di quei tipi sfigati che dubitavano della determinatezza dei Thin Lizzy durante quegli anni che sarebbero stati i più importanti. In un periodo glorioso tra il 1976 e il '78 il gruppo pubblicò tre album in studio e un doppio dal vivo, ottenendo successi in Gran Bretagna e in America. In proporzione, l'assunzione di droghe, di alcol e di groupies stava diventando un argomento per la legenda ed erano ormai ben conosciuti a molte forze di polizia e a molte unità ospedaliere di pronto soccorso. Anche quando arrivò il punk per dichiarare che ormai il rock dei capelloni era morto, i Thin Lizzy andarono avanti incuranti. Dopo tutto, chi avrebbe osato insultarli? Come aveva imparato Sid a sue spese, questi furono anche gli anni di combattimento per i Thin Lizzy.
"I Thin Lizzy sono stati il gruppo più combattivo in cui abbia mai suonato," dice Scott Gorham, insieme a Robertson l'altra metà della perfetta partnership chitarristica dei Thin Lizzy. "Sembrava che ci fosse questo fattore che faceva venire la voglia alla gente di provarci. Non era importante dove andavamo, la gente voleva ricevere un pugno in faccia. Si arrivò al punto in cui al momento di ingaggiare le persone per formare la squadra per i tour, chiedevamo tre cose: Sai cambiare le corde? Puoi lavorare per questa quantità di soldi? Sai lottare?"
Al centro di tutto c'era la star dei Thin Lizzy, Phil Lynott, una razza mista, un Irlandese illegittimo, attorno al cui carisma ruotavano i Thin Lizzy. Lynott era poetico, apparentemente macho, romantico e incline a storie di fantasia. Raccontò alla stampa che suo padre era un marinaio brasiliano che si era trasferito a Rio dopo la sua nascita. In verità, suo padre era un mezzo barbiere delle Indie Occidentali che viveva vicino Hammersmith, a Londra. Nei suoi momenti più privati, Lynott era insicuro, molto sensibile e incline ad attacchi di paranoia. Questo risultò più evidente durante gli ultimi anni, quando la sua vena artistica cominciò a scemare e l'abuso di eroina lo portò in basso. Tuttavia, nel periodo tra la pubblicazione di Jailbreak nel 1976 e il doppio dal vivo Live And Dangerous nel 1978, i Thin Lizzy erano all'apice del loro successo. Risplendente nella pelle e nel velluto sgualcito, Lynott emanava una certa eleganza da zingaro. Chiaramente in debito con Hendrix, aveva più o meno lo stesso modo di stare sul palco di Jimi, strascicando le parole e fatto, cantando di drogati e dei loro viaggi pericolosi. Dopo, ritornava allo spettacolo puro, stringendo il pugno, dicendo al pubblico che lui aveva bisogno delle loro mani alzate" e utilizzando il battipenna a specchi del suo basso Fender Precision per far rimbalzare le luci del palco sui volti della folla, illuminando la loro gioia. Bob Geldof, che aveva beneficiato della protezione di Lynott nei primi anni dei Boomtown Rats, ha dato testimonianza diverse volte delle qualità uniche di Lynott. "Philip credeva in maniera assoluta in tutto ciò che riguardava l'essere un fuori classe. Persino prima di entrare nei Thin Lizzy, girava per Dublino sembrando davvero una star. Ci sono queste persone che sono semplicemente dei fuori classe - il loro atteggiamento, il loro aspetto e tutto il resto. E lui era uno di quelli, non c'è dubbio. Penso che non avesse alternative."
La canzone che diede a Lynott la licenza di sembrare e di comportarsi da star fu pubblicata nel 1976, e divenne la colonna sonora dell'estate insolitamente calda. The Boys Are Back In Town era tutto mito e spavalderia, con un testo che originariamente era stato abbozzato per il personaggio dei fumetti GI Joe, dove Lynott immaginava il ritorno del soldato dal Vietnam, ferito ma orgoglioso, tornando nella sua vecchia gang. Il testo riflette anche l'emozione che Lynott provò quando tornò a Dublino. Il bere, i legami di amicizia maschile e la vita da gang erano gli argomenti principali dei testi di Lynott.
I Thin Lizzy erano stati attivi a Dublino sin dal 1969, con Lynott, il batterista Brian Downey e con il chitarrista Eric Bell. Il loro successo del 1973, Whiskey In The Jar, era un brano folk-pop poco caratteristico che confuse il loro pubblico, e ci volle del tempo perché il gruppo si riaffermasse come band più hard rock. Nel 1974, Lynott ingaggiò due chitarristi; uno scatenato adolescente di Glasgow chiamato Brian Robertson e Scott Gorham, un delinquente iniziale di Glendale, in California. Il loro esordio fu con l'album Jailbreak. Alla fine, i Lizzy erano formati, costruiti intorno alla voce cadenzata di Lynott, alle linee armonizzate di chitarra di Gorham e di Robertson e intorno a canzoni hard rock che risultavano splendide all'ascolto in radio. Jailbreak fu prodotto da John Alcock, precedentemente con gli Who come produttore. La musica adesso aveva una irresistibile lucentezza mezzo-atlantica.
I dj dell'area di San Francisco trasmisero The Boys Are Back In Town, aiutandola a raggiungere la 12esima posizione nella classifica americana. I Thin Lizzy cominciarono a fare tour in continuazione, facendo da spalla agli Aerosmith, ai The Tubes, agli ZZ Top e ai Rush, riuscendo a capitalizzare sulle loro fortune. "Se è divertimento, allora sarà fatto," diventò il motto del tour. La vita on the road con i Thin Lizzy era sempre mutevole. Robbo porta ancora le cicatrici di un incidente avuto con una groupie durante una sosta a Normal, in Illinois, dove il chitarrista rimorchiò un'hostess di nome Stella, famosa per un pentagono tatuato sulla sua vagina.
"Dopo quella disavventura non riuscii a mangiare cibo caldo per settimane a causa della mia lingua. Lei mi diede un morso," ricorda Robertson. "Avevo i segni dei suoi denti sulla fronte - Ho dovuto tirarmi giù la frangia dei capelli e portare il trucco per settimane. All'epoca dividevo una stanza con Brian Downey. Non lo dimenticherò mai, perché c'era un combattimento di Mohammed Alì in tv. Io sto cercando di penetrare la tipetta, e Downey mi dice, Abbassale il culo, sto cercando di guardare la lotta. Ma non c'era bisogno - tanto c'era una lotta che stava avvenendo proprio affianco a lui. C'era sangue dovunque. Alla fine Downey la buttò fuori a calci nel culo, non lo feci io - la buttò fuori nuda e lanciò i suoi vestiti fuori dal balcone. Alle sei del mattino arrivò lo sceriffo. Riuscimmo a scappare per un pelo, quella volta…"
In tour Lynott era sempre sotto l'effetto di stimolanti, riuscendo a stare sveglio per tre o quattro giorni. Arrivati per un po' di tempo a Los Angeles, un branco di femmine vogliose visitava la stanza di Lynott al Sunset Marquis come se seguissero un sistema a rotazione, uscendo ognuna con una copia di Jailbreak autografata da Lynott. Il soprannome di Lynott divenne Phil Mettile in Fila.
"Aveva molto fascino," spiega Gorham. "Aveva questo sguardo perso da ragazzino, e questo modo di fare timido. Riusciva a far fare alle donne quello che lui voleva. Lui diceva che per ogni ragazza che si scopava c'era un disco venduto. La prima volta che gli ho sentito dire così, ho pensato, Gesù. Alla fine diventò un affare per il gruppo. La parte cattiva di Phil lo deprimeva moltissime volte. Per tutto il bello che aveva quando si trattava di divertirsi, lui lo distruggeva con la sua parte oscura."
I momenti di fuga di Lynott erano numerosi. Una sera al Rainbow Bar & Grill sul Sunset Boulevard di Los Angeles, si incontrò con Mitch Mitchell e Noel Redding dei Jimi Hendrix Experience. Phil era seduto tra loro due, splendente nella sua tunica rossa. Era troppo per uno della clientela del bar, distrutto dal Quaaludes e con un aspetto che sembrava avesse avuto una trombosi coronaria. Lo scommettitore confuso pensava di aver appena visto il fantasma di Jimi Hendrix e stranì completamente.
Nello stesso posto, nel Giugno '76, Lynott era impegnato a domare Ritchie Blackmore, il cui gruppo, i Rainbow, aveva i Lizzy di spalla. L'instancabile vita di festini di Lynott lo stava danneggiando in salute, ma lui stava ancora discutendo per vedere di creare una bella litigata. "Blackmore è a sinistra," ricorda Gorham, "e poi ci sono Phil e Bonham, e Phil sta un po' ubriaco e lui barcollando va verso Blackmore e gli dice, Ritchie, ti piglieremo a calci in culo, desidererai non averci mai avuto in tour. Bonham si stava piegando dalle risate - pensava fosse la cosa migliore mai detta."
Un paio di giorni dopo, a Lynott gli fu diagnosticato un caso avanzato di epatiti. Il tour fu cancellato e a Phil gli fu detto di ricoverarsi in America. Il management decise in maniera contraria, portandolo di nascosto a Dublino via Cleveland, New York, Londra e Manchester. "Stava quasi per morire durante quel tragitto," ricorda il manager iniziale dei Thin Lizzy, Chris O'Donnel. Ma in due giorni Phil si era ripreso.
Brian Downey rimase sbalordito quando andò a trovarlo. "Andammo in ospedale con i fiori e lui è nel letto con la chitarra, e dice, Che ne pensate di questo? Stava componendo! Uscì più grintoso dopo quell'esperienza. Si suppone che l'epatite ti butti giù, ma a Phil avvenne il contrario." Lynott stava scrivendo il nuovo disco, Johnny The Fox, pubblicato nel 1976. Per un po', si dette una calmata, bevendo solo del vino bianco e dello champagne una volta terminato il suo periodo di recupero. Contrariamente agli ordini del dottore, però, tornò a suonare dal vivo all'Hammersmith Odeon cinque settimane dopo la malattia. "Voleva veramente andare in giro," dice Gorham. "Sembrava un posseduto."
I Lizzy tornarono al lavoro, registrando in Germania Johnny The Fox, facendo tour in Europa e in Gran Bretagna e preparandosi per un tour in America previsto per la fine di Novembre. Ma, ancora una volta, le loro ambizioni sarebbero state frustrate.
Brian Robertson era un chitarrista dotato che aveva trasformato il potenziale hit Don't Believe A Word da una ballad in un manifesto fragoroso e nel singolo della band. Ma Robbo creò anche del caos. Le sue razioni quotidiane in tour ora includevano due bottiglie di Johnny Walker seguite da bicchieri d'acqua contenenti solfato di anfetamina. Inoltre aveva un nuovo compagno di viaggi, un beagle imbalsamato alto tre piedi di nome Derek che usava come segna punti romantico. Se si vedeva una ragazza con in braccio Derek ad un party del dopo concerto, significava che lei era stata prenotata. "Era tutta una tattica," borbotta Robertson. "Avevi bisogno di fare qualcosa quando nei paraggi c'era Lynott. Se le sarebbe fregate tutte lui e ti avrebbe lasciato a mani vuote."
Sempre intraprendente, Robertson si presentò ad un dopo spettacolo su un trattore che aveva riscattato da un'azienda di mezzi. Ma nel Novembre del 1976 finì allo Speakeasy, un punto di rifornimento d'acqua popolare a Londra. Robertson stava sul palco a jammare con il gruppo reggae Gonzales quando un amico di Glasgow, il cantante Frankie Miller, si unì a loro. Ne conseguì una zuffa e Robertson si prese una bottigliata sul braccio dal chitarrista dei Gonzales. Gli tagliò un'arteria, gli danneggiò un tendine e questo portò alla cancellazione immediata della date americane. "La verità è che io non ho provocato la rissa," insiste Robertson. "E' stato Frankie Miller. Io gli ho solo parato la fronte con la mia mano per impedire che il ragazzo lo colpisse con la bottiglia. Non ero ubriaco. Mi ero fatto solo un paio di whiskey. Ma Miller era completamente fuori di sé. Lo so che non sono stato un bravo ragazzo, e che non posso certo negare le stronzate che ho fatto, ma quel tipo di situazioni mi danno davvero fastidio."
Fu troppo per Lynott. Robertson fu cacciato dal gruppo e venne rimpiazzato da Gary Moore, già un membro precedente dei Lizzy il quale si era prima unito al gruppo e poi aveva abbandonato la band così tante volte che alla fine diventò famoso con il nomignolo di "Super Sostituto". Moore mise momentaneamente da parte il suo progetto jazz-rock, i Colloseum II, per entrare nella band e portare a temine le date americane, facendo di spalla questa volta ai Queen. Al ritorno in Inghilterra, il gruppo registrò il nuovo disco, Bad Reputation, come terzetto. Alcune delle canzoni, compreso l'hit Dancin' In The Moonlight, erano senza dubbio belle, ma qualcosa e qualcuno mancavano. Gorham supplicò Lynott di riprendere Robertson, e così finì che il chitarrista scozzese venne a suonare nelle sedute finali. Robbo ritornò anche ai tour party, un "ospite" per i festival del '77, il primo dei quali fu il Ruisrock a Turku, in Finlandia, il 7 Agosto. Come al solito, ci fu un po' di baldoria la sera prima.
Robertson: "Poiché le bevande costano un mucchio in Finlandia, la gente ha le distillerie a casa e prima di uscire fa il pieno. Cambiano completamente faccia. Eravamo nel bar con la road crew. Phil e Scott erano al piano di sopra che si facevano una fumata, e c'erano un sacco di taglialegna nell'angolo. Allora Peter Eustace (l'ingegnere del suono dei Lizzy) si alza per un drink e uno di questi abitanti del posto decide di rubargli la sedia."
Frank Murray, il tour manager dei Thin Lizzy e poi manager dei The Pogues, prosegue il racconto. "Così John Rivett, l'autista del tour, dà un pugno a questo taglialegna e la lotta si ferma per cinque secondi e tutti si calmano. Dopo John colpisce di nuovo il ragazzo e la lotta passa dalla discoteca al corridoio, oltre l'ascensore nell'ingresso. La polizia ammanettò John; e lo rinchiuse in prigione."
"Sono stato colpito in faccia circa cinque volte,"prosegue Robertson. "Questo ragazzo enorme venne da me accusandomi ed io ho afferrato il tavolo, ma era fatto di marmo ed io non sono riuscito a sollevarlo bene. Mentre lo lasciavo cadere, il ragazzo mi colpì. Allora arrivò Frank e lo colpì a sua volta. Bill Caley, il roadie, stava uscendo dall'ascensore e si beccò il calcio nei coglioni più forte che abbia mai visto. Dopo è morto di cancro ai testicoli, e mi chiedo sempre se ci possa essere una qualche connessione con il calcio ricevuto."
In parte come risposta al successo del disco Frampton Come sAlive di Peter Frampton, i Thin Lizzy decisero di registrare un disco dal vivo. Avevano registrato i concerti tenuti all'Hammersmith Odeon del Novembre '76 e fecero altrettanto con le date a Toronto e a Philadelphia. Pubblicato il 2 Giugno del 1978, Live And Dangerous arrivò al secondo posto nelle classifiche inglesi, superato al primo posto solo dalla colonna sonora del film Grease. La casa discografica con saggezza aveva avvisato contro questo progetto, ma per la soddisfazione di Chris O'Donnell la cosa aveva funzionato perfettamente.
"Live And Dangerous fu un punto alto nella carriera dei Lizzy," racconta O'Donnell. "Nessuno in quei giorni aveva sentito di un doppio album dal vivo, a prezzo basso, venduto a sole 8 sterline. E il disco vendette 600,000 copie in Inghilterra, il che risultava un caso senza precedenti per un disco doppio dal vivo. Oggi sarebbe l'equivalente di un album che ha venduto 2 milioni di copie."
Lynott sapeva che ormai avevano superato una soglia importante. "Tutti i classici sono contenuti nel disco, e questa è la fine di un'era," dichiarò. L'artwork del disco riportava con efficacia immagini di un filo di paglia, di una lama di rasoio e di effetti personali associati alle droghe: un segnale dell'aumento vertiginoso dell'uso di droghe da parte del gruppo.
"Quella era la foto di Phil," dice il fotografo Chalkie Davies, impegnato anche per le foto del disco successivo. "Furono fatte agli studi Maison Rouge. Io e Chris O'Donnell eravamo un po' preoccupati per quella immagine, ma quella era la foto che Phil aveva scelto. Se la gente assumeva droghe in quei giorni era per puro piacere e per andare avanti. Mi ricordo che sentì che Phil aveva speso una somma ridicola di soldi per acquistare un grammo di pura cocaina peruviana. Lui la trovò di proprio gusto."
Un avvertimento per lo stile di vita di Lynott arrivò presto con la morte di Keith Moon, batterista degli Who, nel Settembre di quell'anno. "Siamo una specie morente," concluse Lynott. "Tutto quello che abbiamo è il rock'n'roll e la strada. Non abbiamo mogli, né famiglie - solo questo." Phil era già in buoni rapporti con Sid Vicious e Johnny Thunders, tutti e due considerati responsabili per aver portato l'eroina nella scena punk di Londra. Nel 1979 l'amore di Lynott per le droghe aumentò vertiginosamente - durante la fase di produzione del disco successivo Black Rose - quando gli spacciatori erano sempre di più intorno a lui, affrettando, così, l'avvento della sua morte nel 1986 per avvelenamento del sangue dovuta alle droghe. Tuttavia, durante il periodo di Live And Dangerous, il divertimento aveva ancora la meglio sulla paura. "All'epoca eravamo al top," ricorda Robertson. "E ce la spassavamo ancora bene. Quando il gruppo cucinava, lo faceva davvero. Alla fine, bisogna dire che la formazione classica era con me e con Scott."
Gli anni '80 sarebbero stati anni difficili per i Thin Lizzy. Gorham e Downey rimasero, ma mentre altri talenti della chitarra - Snowy White, John Sykes - sarebbero passati tra le file della band, i Lizzy lottavano sia per mantenere alta la creatività sia per conservare quello spirito di cameratismo dei tardi anni '70. Alla fine del 1983 il gruppo si sciolse e Lynott morì circa due anni dopo.
Se fosse rimasto ancora in vita, probabilmente una reunion dei Thin Lizzy sarebbe stata inevitabile. Gli ideali dei Thin Lizzy sono tutt'ora riscoperti e rinvigoriti. Tra i discepoli odierni ci sono i The Darkness e gli Ash; tutti e due i gruppi hanno commissionato il disegno delle copertine dei loro dischi a Jim Fitzpatrick. Andando indietro gli U2 sono stati i primi a prendere a cuore il loro successo partendo proprio da Dublino. Quando Lynott era in città lo sottoponevano a forti domande sui suoi ideali e, nel frattempo, ascoltavano Live And Dangerous, considerandolo un capolavoro del rock.
"Era un grandissimo disco dal vivo," dice Bono entusiasta. "Era il programma base su cui poi i dischi dal vivo sarebbero stati fatti: un inizio, una parte centrale e una fine. E questo è il modo con cui gli U2 ancora oggi preparano uno spettacolo. Vogliamo che il tutto sia più che la somma delle parti." Come spiega Bono, sia che possa essere una caratteristica del disco o dei Thin Lizzy in sé, "Era la miscela tra dolcezza e aggressività che ti lasciava senza parole."


Testo e interviste ad opera di STUART BAILIE per la rivista musicale inglese MOJO
Traduzione in italiano ad opera di Bruno Cavicchini