Brani:
01 The Forge ( intro )
02 Virtus
03 Man of Tradition
04 Procreation to High
05 Invulnerable
06 Standing on the Ruins ( The doctrine of Revival )
07 New Freedom
08 Eternal Return
09 Riding the Tiger
10 Soul Deliverance
11 Transcendence

Musicisti:
Germano Quintabà: voce
Luciano Monti: chitarra
Fabio Monti: chitarra
Emanuele Beccacece: batteria
Andrea Mandolesi: basso
Centvrion
Invulnerabile
Dragonheart Records

www.centvrion.com

 

Quarta prova per il più teutonico dei gruppi italiani che si esprime in un Power Metal rinvigorito da robusto Thrash a stelle e strisce e che ricorda band germaniche come i Sacred Steel ed i Primal Fear, ma anche gli inossidabili Judas Priest, gli Accept ed i Metal Church, come pure, in parte, i Nevermore, paladini del più classico Thrash d’oltreoceano.

Il CD si avvale rispetto ai precedenti che erano stati affidati alla Scarlet Records, della produzione da parte di una nuova label, la Dragonhearth Records: questo passaggio di insegne giova al sound che appare in piena forma, nitido, caldo e potente, insomma tutto quello che si può chiedere ad una valida sessione di registrazione.

I ritmi serrati della batteria si alternano e sovrappongono a riff pulsanti energia, mentre assoli di qualità si susseguono senza soluzione di continuità rendendo esplosivo ogni istante dell’album.

Ottima anche la gestione delle parti vocali, in particolare egregiamente riuscito risulta il raddoppio delle voci, quella ruvida che sostiene l’iperacuta, di cui si fa gran uso nell’itnero album.

I pezzi proposti sono tutti di pregio, ne citiamo alcuni solo in base al gusto personale: in “Virtus” il riffing made in USA di gruppi come i Metal Church supporta gli acuti alla Halford (alla Halford in stato di grazia!), di Germano Quintabà; “Procreation to Hide” ha sonorità vagamente orientaleggianti di sicuro effetto fascinatorio, mentre “Transcendence” è una ballad acustica di raro spessore.

I Centvrion dimostrano con questa loro ultima fatica di essere divenuti una band competitiva a livello quantomeno europeo e che potrebbe riscuotere un notevole successo soprattutto in Germania, nazione dove questo tipo di sonorità è sempre in auge.

Ci auguriamo che il positivo ed unanime riscontro di critica e pubblico consenta loro di partecipare a sempre più importanti festival internazionali, visto che dalla biografia risultano aver calcato prevalentemente palchi nostrani, indubbiamente troppo stretti per le loro doti artistiche.

RosaVelata