Questo è uno di quei dischi dal doppio risvolto,in quanto
essendo una antologia potrebbe essere utile per coloro che non hanno seguito la
carriera di questo straordinario artista,ma potrebbe essere il classico disco da
NON comprare per magari conosce le canzoni a memoria.
Certo è che ai più giovani quello di Pete Townshend è un nome che dirà poco o
nulla, a costoro basti sapere che lui è stato uno dei chitarristi più in voga
negli anni settanta, soprattutto per aver fatto parte di un band leggendaria
come quella degli WHO band con la quale ha scritto pagine fondamentali del rock,
e che ormai fanno parte del patrimonio culturale di ognuno di noi.
Dischi come le colonne sonore di Tommy e Quadrophenia ed un brano che divenne un
inno generazionale come “My Generation”, stanno lì a testimoniare la grandezza
di una band che ha saputo mettere a ferro e fuoco tutti palchi del mondo e le
gesta di Roger Daltrey sono ancora un qualcosa da raccontare ai propri figli.
Ma in questa sede stiamo parlando del lavoro solistico di Pete Townshend
compreso in questa doppia antologia ,nella quale si ripercorre la sua carriera
prendendo in considerazione brani fondamentali come ad esempio sono “Empty Glass”dall’album
omonimo oppure “Let My Love Open The Door”,ma certamente la sua direzione
musicale rispetto alla band è totalmente qualcosa di diverso ma sempre
caratterizzato dal fantastico timbro della sua voce elemento inscindibile del
successo suo e degli Who anche se in quella band il cantante principale era ed è
Roger Daltrey (il roteatore pazzo di microfoni).
Inoltre Pete Townshend coniò un motto che persegue tutt’ora e cioè quel “I WAS A
PUNK BEFORE YOU WERE A PUNK”tra l’altro citato anche da un gruppo incredibile e
purtroppo scomparso nel dimenticatoio generale e cioè i Tubes, ricorda a
gruppetti come ad esempio i Green Day o i “President Of United States” che non
hanno inventato niente di nuovo malgrado siano degli onesti musicisti e nulla
più.
Stefano Bonelli