Brani:
CD 1
01 English Boy
02 Secondhand Love
03 A Little Is Enough
04 Heart To Hang Onto
05 Sheraton Gibson
06 The Sea Refuses No River
07 Brilliant Blues
08 Now And Then
09 I Won't Run Anymore
10 Keep Me Turning
11 Let My Love Open The Door
12 Slit Skirts
13 A Friend Is A Friend
14 Let´s See Action
15 Street In The City
16 Empty Glass

CD 2
01 Rough Boys
02 Give Blood
03 Exquisitely Bored
04 Jools And Jim
05 Crashing By Design
06 Don't Try To Make Me Real
07 Face The Face
08 Uniforms (Corp d'espirit)
09 My Baby Gives It Away
10 Outlive The Dinosaur
11 Keep On Working
12 White City Fighting
13All Shall Be Well
14 Time Is Passing
15 I Am Afraid
16 Misunderstood
17 Pure And Easy
18 Parvardigar

Line Up :
ND
Pete Townshend
Anthology
Inside Out


www.petetownshend.com

Questo è uno di quei dischi dal doppio risvolto,in quanto essendo una antologia potrebbe essere utile per coloro che non hanno seguito la carriera di questo straordinario artista,ma potrebbe essere il classico disco da NON comprare per magari conosce le canzoni a memoria.
Certo è che ai più giovani quello di Pete Townshend è un nome che dirà poco o nulla, a costoro basti sapere che lui è stato uno dei chitarristi più in voga negli anni settanta, soprattutto per aver fatto parte di un band leggendaria come quella degli WHO band con la quale ha scritto pagine fondamentali del rock, e che ormai fanno parte del patrimonio culturale di ognuno di noi.
Dischi come le colonne sonore di Tommy e Quadrophenia ed un brano che divenne un inno generazionale come “My Generation”, stanno lì a testimoniare la grandezza di una band che ha saputo mettere a ferro e fuoco tutti palchi del mondo e le gesta di Roger Daltrey sono ancora un qualcosa da raccontare ai propri figli.
Ma in questa sede stiamo parlando del lavoro solistico di Pete Townshend compreso in questa doppia antologia ,nella quale si ripercorre la sua carriera prendendo in considerazione brani fondamentali come ad esempio sono “Empty Glass”dall’album omonimo oppure “Let My Love Open The Door”,ma certamente la sua direzione musicale rispetto alla band è totalmente qualcosa di diverso ma sempre caratterizzato dal fantastico timbro della sua voce elemento inscindibile del successo suo e degli Who anche se in quella band il cantante principale era ed è Roger Daltrey (il roteatore pazzo di microfoni).
Inoltre Pete Townshend coniò un motto che persegue tutt’ora e cioè quel “I WAS A PUNK BEFORE YOU WERE A PUNK”tra l’altro citato anche da un gruppo incredibile e purtroppo scomparso nel dimenticatoio generale e cioè i Tubes, ricorda a gruppetti come ad esempio i Green Day o i “President Of United States” che non hanno inventato niente di nuovo malgrado siano degli onesti musicisti e nulla più.
Stefano Bonelli