Brani:
01 Bounded By Hate
02 The Saviour
03 Second Left To Live
04 Under The Crossed Bones
05 So Far Away
06 Tormented
07 Love Bullet
08 A Dark Room Of My Mind
09 Like A Rock
10 The Madman Inside


Musicisti:
Criss Blackburn (vocals)
JJ Rockford (guitar)
Rober "Basti" Makek (guitar)
Moe Asson (bass)
Tim Diaz (keyboards)
Mik van Slowfoot (drums)

Guests:
Kee Marcello (Europe);
Chris Arnott (Arch Enemy);
Tommy Denander (Radioactive);
Janne Stark (Locomotive Breath)
VII GATES
Fire, walk with me
Sound Riot, 2003


Disco d'esordio gli svedesi VII Gates, usciti per l'attiva e giovane etichetta portoghese Sound Riot e voglio iniziare dicendo subito che il risultato è ottimo.
Questo giovane gruppo è capace di creare una miscela di Heavy Metal classico veramente invidiabile, prendendo spunto un po' da tutta la storia del genere, con un esito comunque molto fresco.
Già l'opener "Bounded by hate" parte con un riff di chitarra che mi ricorda le cose migliori degli ultimi Helloween e una cantato che in molti casi è vicino al mito Rob Halford.
Sono gli arrangiamenti dell'album poi a colpirmi positivamente con delle tastiere sfruttate veramente bene e non solo nel creare atmosfere di sottofondo, ottime anche le due chitarre spesso impegnate in solos mai fine a se stessi.
Tutti i brani sono molto vari al loro interno e nonostante catturino già dal primo ascolto, risultano essere interessanti anche dopo più passaggi.
I riferimenti alle icone del genere, come ho detto prima sono ben presenti e un ascoltatore attento non farà fatica a sentire l'eco di "Breaker" degli ACCEPT sia nel riff che nel ritornello di "The Saviour", ma la citazione ci sta così bene che sarebbe un peccato cambiare questo brano anche di una sola virgola. Oppure i riferimenti ai Judas Priest nel riff di "Seconds left to live" o ai Manowar nel ritornello di "Under the crossed Bones". Discorso a parte per la quinta traccia "So far away" che è una classica power ballad con un arpeggio iniziale che mi riporta alla mente a qualcosa dei Sentenced.
Da citare la bellissima "Love Bullet" un brano trascinante con un ritornello vincente e capace di fare la felicità, non solo dei Metallari più classici, ma anche di tutti gli amanti del rock melodico. Nella lunga "A Dark Room of my mind" il cantante si cimenta con degli acuti quasi alla King Diamond in un brano molto vicino musicalmente a quanto proposto dal cantante dei Mercyful Fate, almeno nella sua veste più power e melodica.
Altro brano veramente interessante è sicuramente la conclusiva "The Madman Inside" in cui è presente una apprezzabile parte neoclassico-barocca molto alla Raimbow.
Buonissimo esordio !

Alessandro "Metal Alex" Bonfà