Track List:
01 My Affliction
02 Democracy Lesson
03 Nothing But A Loser
04 Five More To Fix
05 Burning With A Shade
06 Low
07 On My Way
08 Reflection
09 Completion Makes The Tragedy
10 Hatched
11 Vulture Of The Throne
12 At Last

Line Up:
Bjorn Strid Vocals
Thorsten Praest Guitar
Gonzalo Alfageme Lopez Guitar
Oli Holzwarth Bass
Thomen Stauch Drums

Coldseed
Completion Makes The Tradegy
Nuclear Blast
www.coldseed.com

E così Tomen Stauch dopo aver lasciato i Blind Guardian fatto non di poco conto,mette su la sua nuova band pubblicando un cd di debutto che spacca.
E si il nostro caro vecchio Tomen ha fatto un disco col botto,dalla produzione al songwriting tutto è perfetto ,il suono poi è del tutto avvolgente e trascinante con le chitarre della coppia Praest/Lopez a dettare legge da incontrastate padrone dal campo.
Quello che sorprende in questo cd è il piglio assolutamente moderno e futurista che il gruppo ha voluto dare al suono rendendo i Coldseed un gruppo al passo con i tempi in grado di proporre canzoni anche azzardate se vogliamo (Democracy Lesson) per via di scratch vari e soluzioni tecnologiche che sono la pecurialità principale di Makes The Tragedy.
Ad esempio il brano Burning With A Shade, è una delle cose interessanti con quel suo ritmo sincopato e le chitarre dal suono oscuro per via di una accordatura bassa quasi al limite della scordatura,tanto che i due potrebbero aver usato delle chitarre a sette corde.
Inoltre il drumming di Tomen Stauch e quanto preciso e potente (d’altronde per il suo gruppo precedente è sempre stato garanzia di qualità) che insieme ad Oli Holzwarth offre al resto della band un wall of sound granitico e solido .
Tra le influenze che potuto riscontrare che sono varie, direi che possiamo riscontrare anche i Deep Purple,per via di alcuni momenti assolutamente di grande qualità dove chiaramente a livello sonoro, le chitarre la batteria ed il basso tributano il dovuto omaggio eseguendo un riffing molto vicino ai Deep Purple di In Rock e Perfect Stranger.
Reflection è invece il brano che non ti aspetti, in quanto pur trattandosi a tutti gli effetti di una ballad ha in se delle soluzioni (al limite dell’alternative)che permettono al brano stesso di differenziarsi rispetto alle normali ballads ottimo anche l’assolo di chitarra.
Chiaramente uno dei fattori che fatto di questo una delle proposte di questo anno è senza dubbio l’enorme esperienza dei musicisti c i quali firmano una performance di tutto rispetto speriamo solo che nono si tratti del solito fuoco di paglia di tanti progetti paralleli che nascono come funghi e durano solo un anno o due ,ma noi possiamo contare sulla longevità di un musicista come Tomen Stauch garanzia di costanza ed intelligenza sopraffina.

Stefano Bonelli