Track List:
01 The Valiant Denial
02 Steppin' On
03 Monkey Man
04 This House
05 You Got Soul
06 Frail
07 Black Light
08 Nights in White Satin
09 Too High
10 This is How I Feel
11 The Divine

Line Up:
Glenn Hughes (Vocals, Bass Guitar)
J. J. Marsh (Guitar)
Chad Smith (Drums)
John Frusciante (Guitar)
Mark Kilian (Keyboards, String arrangements)

Glenn Hughes
Music For The divine
Frontiers Records
www.glennhughes.com

A due anni di distanza dal suo precedente lavoro “Soul Mover”ecco riaffacciarsi di nuovo sul mercato colui che più di tutti ha saputo interpretare sopratutto a livello solistico un ruolo che a volte può essere più complicato possibile.
Stiamo parlando del ruolo di front man che Glenn Hughes ha fatto suo in un arco di circa tren’tanni di onorata carriera,ma soprattutto nella decade novantiana Glenn ha saputo dare il meglio di se con dischi che lasceranno un impronta indelebile nei cuori dei suoi innumerevoli fans sparsi per tutto il globo terracqueo.
Nei nuovi primordi millenari, Il cantante inglese intraprese un percorso musicale,iniziato con “Return Of Crystal Karma”dando un impronta tipicamente settantiana al suo sound, fatto di quelle che sono le sue influenze musicali che vanno dal funky bianco al soul,il tutto sorretto da una voce stratosferica ed incredibilmente brillante e potente ancora oggi,e di cui possiamo godere appieno in questo nuovo lavoro Intitolato “Music For The Divine”.
Sorprende non poco invero la collaborazione dell’ex Deep Purple con Chad Smith dei Red Hot Chili Peppers, che tra l’altro si arricchisce ancor di più con l’entrata dell’altro peperoncino rosso, John Frusciante che assieme al suo collega batterista affianca degnamente il veterano JJ. Marsh, fornendo un tappeto ritmico di valore assoluto.
Inoltre nel nuovo lavoro in questione, Glenn Hughes offre una vasta gamma di sensazioni che è in grado di giostrare da gran maestro quale egli è a tutti gli effetti, e così brani come quello d’apertura “The Valiant Denial” che sembra fare il verso alle colonne sonore dei telefilm americani (con quel tipico suono dal grande flavour, funkeggiante anzi-che-no) tipo “Shaft” e i “Chips” del mitico agente Poncherello.
Con mia grande sorpresa in questo nuovo lavoro,il nostro eroe interpreta alla grandissima una famosissima cover dei Moody Blues ,ovverosia quella “Nights In White Satin”che in Italia è conosciuta nella versione che i Profeti fecero all’epoca chiamandola “Ho difeso il mio Amore”brano che è in grado ancora oggi fortissime emozioni a chi lo ascolta.
C’è da dire che malgrado sia forte l’impronta che i due Chili Peppers hanno dato al disco l’enorme personalità del cantante inglese esce fuori vincente,e brani come la stupenda “This is How A Feel”,che rappresenta a tutti gli effetti una dichiarazione d’amore verso la sua musica ,è quasi un gesto autocelebrativo.
In conclusione avrete di certo capito che ci troviamo di fronte ad un disco dall’enorme tasso qualitativo e dalle più svariate forme musicali ora funky ora soul e persino psichedeliche.
Certo a noi piace di più il Glenn Hughes Hard Rock quello di Burn e Stormbringer, ma questo è come cercare il pelo nell’uovo, in un disco che invece si candida come una delle cose interessanti del presente anno.

Stefano Bonelli