Track List:
01. One Day Away
02. Fire Without Flame
03. Survival
04. Heart Against Heart
05. End Of The Line
06. Forever Changed
07. Bad Feeling
08. Looking For Trouble
09. Down And Dirty
10. License To Kill
11. Slow Burn

Line up:
Joe Lynn Turner Lead vocals
Akira Kajiyama Lead guitars

Akira kajiyama joe Lynn turner
Fire Without Flame
Frontiers
www.joelynnturner.com

Nuova fatica discografica per una leggenda vivente come lo è ormai a tutti gli effetti Joe Lynn Turner,il quale si fa affiancare dal chitarrista giapponese Akira kajiyama,il quale si è abbeverato alla fonte di Ritchie Blackmore assimilando in toto la lezione impartitagli dal The man in black,riuscendo persino a superare il suo maestro .
È chiaro quindi che quanto ascolterete in questo Fire Without Flame sarà del materiale quanto di più classico possibile.
Che prende a piene mani da gruppi come Deep Purple e Rainbow anni ottanta,senza trascurare però il lato personale dei due artisti i quali sono abbastanza sicuri di se per riuscire a proporre dell’ottimo hardrock dando un impronta del tutto personale,essendo uno come joe Lynn Turner stato per un breve periodo nei Purple coi i quali incise un album alquanto anomino come lo fu Slave and Masters.
Il nostro buon Joe è stato assai scaltro nel “rubare” il mestiere affiancandosi per lungo tempo sia all’uomo nero che ad un altro grande artista come Glenn hughese dei quali vogliamo ricordare la fruttuosa collaborazione nel Hughes and Turner Project.
Tra l’altro lo stesso Kajiyama è l’attuale chitarrista del ex bassista e cantante dei Purple.
È chiaro quindi che dopo quanto descritto fino a questo punto ci fa fare alcune considerazioni per quanto questo nuovo album intitolato Fire Without Flame, una di queste è la seguente,
chi affermava che l’hardrock influenzato dal blues e dal funky fosse ormai destinato ne limbo si sbagliava di grosso,infatti il disco in questione rende il genere quanto mai vivo e vegeto,e le numerose critiche che venivamo mosse a Joe in quanto a mancanza di originalità possono essere zittite sbattendo in faccia ai benpensanti un disco come questo,che sia per produzione ed impatto sonoro sebbene appartenga ad un periodo che potremmo definire datato è invece fresco ed immeditato negli arrangiamenti e permette all’eventuale ascoltatore di divertirsi (cosa ormai assai rara)durante l’ascolto del suddetto.
I brani sono anche abbastanza vari e si dividono in egual misura tra momenti lenti “Heart Against Heart” (bella prova di Joe) momenti funky Bad Feelin (dove la lezione Hughesiana si fa sentire eccome)
A momenti più hadrock come nella magiorparte dei brani di FIre Without Flame, che permettono al cd di attestarsi come une delle migliori proposte dell’anno ancora in corso.
Stefano Bonelli