Track List:
01 Secrets of forgotten ages
02 Mother nature
03 Angels of the winter dawn
04 Altitudes
05 The miracle of life
06 Silver moon
07 Cosmic revelation
08 Pyramids and stargates
09 Mystic and divine
10 The Infinite Wonders of Creation

Line up:
Olaf Hayer Vocals
Bridget Fogle Vocals
Luca Turilli Guitars, Keyboards
Sasha Paeth Bass
R. Rizzo Drums

Luca Turilli
The Infinite Wonders of Creation
Magic Circle music/Spv, 2006
www.lucaturilli.net

Torna sulla scena addirittura con due nuovi album l’instancabile Luca Trilli che, ricordiamo accanto a questo suo terzo album pubblica in questi stessi giorni il primo cd del suo side-project “Dreamquest”.
Inizio subito con il chiarire che a mio modesto parere questo “The Infinite Wonders of Creation” è il lavoro più debole della trilogia solista del chitarrista dei Rhapsody.
Infatti nonostante l’idea originale dal punto di vista dei testi di abbandonare battaglie epiche di re nordici o futuristici combattimenti stellari scrivendo un intero concept come fosse una vera sinfonia in onore di Madre Natura, dal punto di vista musicale siamo di fronte alla solita minestra. Molti di noi diranno che si tratta di un ottima pietanza e che la minestra in questione è preparata con tutte le spezie e gli accorgimenti per piacere, ma al terzo piatto penso che possa stufare anche i più golosi.
Una scelta in particolare penalizza l’album cioè quella di far cantare più della metà delle linee vocali alla bravissima vocalist Bridget Fogle che più che ospite è la vera protagonista dell’album, relegando ad un ruolo quasi marginale il bravo Olaf. Il problema non è la bravura della cantante ma lo snaturamento di un sound in seguito alla predilezione per parti più liriche più adatte alla nuova entrata a scapito di brani più power.
Come al solito le orchestrazioni, le introduzioni, gli intermezzi e gli arrangiamenti sono molto curati, pur non arrivando ai livelli del gruppo madre Rhapsody, ma ciò che manca realmente a questo album sono i cavalli di battaglia capaci di fare la differenza, quei brani che innalzano la qualità e che meritano di essere ascoltati e riascoltati più volte. Tra tutti sicuramente quelli più vicini a queste caratteristiche sono “The miracle of life” e “Mystic and divine” dove, guarda caso, Olaf Hayer è protagonista. Tutte le altre canzoni, compresa la noiosa title track-suite finale, non risultano all’altezza e riprendono motivi e linee melodiche già molto sfruttate sia nei lavori precedenti a nome Turilli come anche nel periodo Rhapsody dell’ep “Rain of Thousands..” e nell’album “Power of the Dragonflame”.
In definitiva mi è sembrato più ispirato e fresco il suo nuovo side-project “Dreamquest” dove pur non allontanandosi troppo da lidi conosciuti Turilli riesce a esprimere un qualche rinnovamento dando più spazio all’elettronica e a composizioni non troppo già sentite nella sua vasta produzione precedente.
Metal Alex