Brani:
01 First Embrace
02 Munchausen Syndrome
03 Tystnaden
04 Metaphora
05 The Foolish Plan
06 Hamlet
07 The Joke
08 Rewards
09 the Vanishing
10 Pride vs Intellect

Musicisti:
Laura De Luca: voce
Lorenzo Frascaroli: tastiere, growls
Cesare Codispoti: chitarra
Federico Grassi: chitarra
Marco De Castri: basso
Alberto Iezzi: batteria
Artur Sahakjan: bass sessions

Tystnaden
Sham of Perfection
Limb Music Products
www.tystnaden.com

Metal melodico con suggestioni Gothic per questo interessante gruppo tedesco.
Aggressiva la voce femminile, nei refrain sa sciogliersi con naturalezza pur non perdendo la carica energetica che la caratterizza; unico neo, a lungo andare può risultare un po’ monocorde e finire per conferire all’album un vago effetto di monotonia, per fortuna ampiamente compensato da altri fattori che ci accingiamo ad indicare.
Un growl maschile compare in numerosi brani e, pur non potentissimo, riesce a duettare efficacemente con la singer dando vita ad un valido contrasto di voci.
I musicisti mostrano di saper conferire una certa raffinatezza ai loro arrangiamenti; tuttavia, accade che le loro potenzialità tecniche siano limitate da una certa “rigidità” compositiva, nel senso che raramente osano finendo per comporre brani piuttosto accademici, dalla struttura canonica consistente nella classica alternanza strofa-ritornello, anche se va detto che i refrain sono sempre molto accattivanti nella loro melodica enfasi.
Questa architettura dei brani, così squadrata e priva di fantasia, questa, per così dire, “codardia” compositiva dispiace ancor di più proprio a fronte delle capacità tecniche che i nostri possiedono in abbondanza e della notevole carica di energia che le canzoni trasudano da tutti i pori.
Nell’ultima parte dell’album due brani lasciano intravedere dove potrebbero arrivare i Tystnaden se riuscissero ad ampliare i loro confini compositivi. Innanzitutto “The Vanishing”, forse il più bel pezzo dell’intero album, che parte come una ballad per poi accelerare repentinamente dando vita ad un sincopato duetto tra singer e male voice; il ritmo teso, serrato si scioglie in un finale costituito dalla medesima, lenta strofa che dà l’avvio al brano.
Anche il pezzo seguente, “Pride vs Intellect” ha una struttura similare al precedente e permette inoltre alla singer di sperimentare qualche corda vocale lasciata finora inutilizzata.
Per concludere, i Tystnaden hanno notevoli potenzialità di miglioramento: facendo perno sulle loro indubbie capacità tecniche e sull’ispirazione autentica che li muove possono arrivare a definire strutture compositive più complesse ed articolate che mettano in risalto anziché mortificare il loro talento.

RosaVelata