| Vitalij Kuprij
Revenge
Clairvoyant
www.vitalijkuprij.com
Eccoci per le mani un lavoro il nuovo album del grande Vitalij
Kuprij,tastierista (di origine ucraina ma a tutti gli effetti americano
avendone preso di recente la cittadinanza), dallo stampo classico
che ha saputo dare una spinta innovativa nel modo d’interpretare
partiture classiche trasferendo questa esperienza nel progmetal
che per attitudine è la musica che più si avvicina
alle composizioni classiche appunto.
Vitalij Kuprij è un artista che può annoverare nel
suo carnet diverse collaborazioni in altrettanti gruppi cominciando
dagli Artension, per passare per i Ring of Fire,ed alcune partecipazioni
come special guest di albums di artisti italiani come Francesco
Fareri Chris Catena ed i Pavic.
Ascoltando il cd non si può non notare il grande sforzo a
livello produttivo che è stato attuato per questo lavoro
e che credetemi in questo senso è il miglior album che Vitalij
Kuprij abbia mai fatto, e conferisce al cd un suono potente e very
aggressive,e allo tempo valorizza in pieno tutto quello che è
stato inciso, dagli strumenti,e alle voci dei cantanti che hanno
partecipato che non sono pochi.
Infatti se date una letta alla line up noterete la presenza della
creme de la creme delle ugole d’oro del gota metal mondiale,su
cui fra tutti spicca il nome del nostro Chris Catena il quale ha
partecipato al cd per uno scambio di favori reciproci.
Musicalmente parlando invece, è impossibile non lasciarsi
prendere dalle composizioni sempre immerse in un tardo romanticismo
chopeniano cui Vitalij deve essere molto affezionato viste anche
le continue citazioni che egli esegue spesso e volentieri,anche
se in Revenge ha voluto cimentarsi anche nel materiale di J. Haydn,nella
sua sonata i Do minore.
La scaletta di Revenge è stata pensata per rendere al massimo
l’ascolto e questa qualità viene conferita anche dal
fatto che il cd in questione non sia troppo prolisso per quanto
riguarda il discorso della durata.
Le canzoni sono tutte ugualmente interessanti e sono divise equamente
per dare diverse emozioni all’ascoltatore,si parte subito
in gran carriera con l’opener “Burning my soul”interpretata
alla grande da Joe Lynn Turner sempre sugli scudi ed in grado di
sfornare una performance di tutto rispetto,per un ottimo biglietto
da visita per far capire cosa ci si debba aspettare nel prosieguo
dell’ascolto.
Mi sorprende molto anche la duttilità di un chitarrista come
Micheal Harris certo mai conosciuto in modo profondo da me, ma non
mi sarei mai aspettato che lui fosse in grado di cimentarsi in questo
tipo di partiture.
“Don’t Believe in Love” è gia diversa dalla
precedente canzone essendo una sorta di mid tempos dove nella sua
fase centrale Micheal Harris mostra di avere un grande gusto per
la scelta di note effettuata.
Comunque in tutto ciò cioè oltre ai cantanti ed al
chitarrista, c’è da notare un john macaluso alla batteria
assolutamente sugli scudi affiancato alla grande da un enorme Randy
Coven
In pratica tre quinti di MCM al servizio di sua maestà Kuprij!!!
Per quanto riguarda la track in cui il nostro Chris Catena presta
la sua voce, è una ballata interpretata in modo degno dal
cantante italiano ma qui purtroppo la sezione ritmica è stat
messa in secondo piano.
Ottima invece la title track una rutilante cavalcata metallica quasi
alla Ring of Fire.
Strano che Vitalij non abbia chiamato il biondo cantante dell’anello
di fuoco per questo brano sarebbe stato particolarmente efficace.
Quindi in conclusione spero di essere stato esaustivo, certo da
parte di Vitalij Kuprij sappiamo cosa aspettarci ormai le sue composizioni
le conosciamo, e se per certi versi abbiamo potuto notare una standardizzazione
dei suoni brani non è detto che questo sia sinonimo di bassa
qualità tutt’altro e questo Revenge conferma pienamente
questo concetto.
Stefano Bonelli
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