| After Forever
Remagine
Transmission Records
www.afterforever.com
Il clamoroso split Nightwish/Tarja Turunen ha aperto la lotta alla
successione al trono del Gothic Metal sinfonico: chi siederà
sull’aureo scranno lasciato momentaneamente vuoto dagli eccelsi
finlandesi? Attualmente, per anzianità di servizio e meriti
artistici, i favoriti sembrano essere Within Temptation ed After
Forever, appunto.
Il gruppo olandese si presenta al pubblico con un album di pregio
che si mostra capace di mitigare la pur ammirevole complessità
tecnica con la giusta dose di melodia. Un sostanzioso passo in avanti
rispetto al lavoro precedente, così cervellotico dal punto
di vista compositivo da perdere in fruibilità e calore.
Con “Remagine” gli After Forever sembrano invece aver
trovato un miracoloso equilibrio tra le diverse componenti del loro
sound; un equilibrio tuttavia ancora precario, poiché rivela
a tratti la tendenza a cedere ad un’abilità compositiva
e tecnica autoreferenziale che appesantisce l’andamento dei
brani con partiture barocche emotivamente poco coinvolgenti.
Ma entriamo nel dettaglio individuando le componenti della formula
alchemica che rende comunque “Remagine” l’esito
più alto della lunga carriera del gruppo.
Rispetto al passato le chitarre svolgono un ruolo meno marginale
e benché sinfonici, quindi sempre caratterizzati da una predominanza
delle keyboards nella trama compositiva, i brani hanno anche un
più solido impianto ritmico. Gli inserti elettronici sono
usati con parsimonia e buon gusto dando esiti, come nel caso dell’attacco
di “Living Shields”, nel quale il coro gregoriano si
innesta su una base elettronica, che sembrano prefigurare il futuro
del Gothic Metal.
C’è inoltre da osservare come gli After Forever si
impegnino ad arricchire la composizione classicheggiante tipica
del Gothic Metal con coloriture fusion e prog, forse poco percepibili
ma capaci di rendere meno monolitico il sound.
La performance della singer è buona, sia nel cantato normale
che in quello da soprano, pur non raggiungendo mai vette d’eccellenza.
Si affiancano alla voce femminile una male voice tutt’altro
che eccezionale, a tratti pulita a tratti growl, e dei cori epici
ben eseguiti e d’impatto.
Per quanto riguarda i brani contenuti nell’album sono tutti
di buon livello: spiccano le iniziali “Come” e “Boundaries
Are Open”, come anche l’eterodossa “Only Everything”,
decisamente fuori dai canoni del Gothic Metal con il suo andamento
rallentato intessuto di inserti elettronici fino all’accelerazione
improvvisa e vertiginosa sostenuta da impavidi riff e da un furioso
drumming; non emoziona invece come dovrebbe l’assolo alle
sei corde nella parte centrale di “Strong”.
Complessivamente il CD sembra essere meno sinfonico e più
chitarristico e riuscire proprio nei pezzi d’impatto, tesi
e ritmati: esemplare in tal senso è “No Control”,
breve, compatta e potente, quasi Power-Progressive (ascoltate l’assolo
di chitarra ed il successivo duello tra chitarra e tastiere), se
non fosse per il growl usato nella strofa.
In conclusione, “Remagine” è un disco che segna
una netta evoluzione nel linguaggio dei nostri, mostrandosi compositivamente
meno farraginoso e più diretto, tecnicamente meno ipertrofico
e più emotivo.
Ma nonostante l’incontrovertibile prolificità di talentuosi
contendenti al trono, continuiamo a confidare nella superiorità
dei Nightwish, a prescindere dalla voce di Tanja, e crediamo che
il ritorno sulle scene musicali internazionali assicurerà
loro una longevità di reggenza pari almeno a quella della
regina Vittoria!!
RosaVelata |