Brani:
01 Enter
02 Come
03 Boundaries Are Open
04 Living Shields
05 Being Everyone
06 Attendance
07 Free of Doubt
08 Only Everything
09 Strong
10 Face Your Demons
11 No Control
12 Forever

Musicisti:
Floor Jansen: soprano
Sander Gommans: guitars, vocals
Bas Maas: guitars, vocals
Lando Van Gils: synths
Luuk van Gerven: bass
Andre Borgman: drums

After Forever
Remagine
Transmission Records
www.afterforever.com

Il clamoroso split Nightwish/Tarja Turunen ha aperto la lotta alla successione al trono del Gothic Metal sinfonico: chi siederà sull’aureo scranno lasciato momentaneamente vuoto dagli eccelsi finlandesi? Attualmente, per anzianità di servizio e meriti artistici, i favoriti sembrano essere Within Temptation ed After Forever, appunto.
Il gruppo olandese si presenta al pubblico con un album di pregio che si mostra capace di mitigare la pur ammirevole complessità tecnica con la giusta dose di melodia. Un sostanzioso passo in avanti rispetto al lavoro precedente, così cervellotico dal punto di vista compositivo da perdere in fruibilità e calore.
Con “Remagine” gli After Forever sembrano invece aver trovato un miracoloso equilibrio tra le diverse componenti del loro sound; un equilibrio tuttavia ancora precario, poiché rivela a tratti la tendenza a cedere ad un’abilità compositiva e tecnica autoreferenziale che appesantisce l’andamento dei brani con partiture barocche emotivamente poco coinvolgenti.
Ma entriamo nel dettaglio individuando le componenti della formula alchemica che rende comunque “Remagine” l’esito più alto della lunga carriera del gruppo.
Rispetto al passato le chitarre svolgono un ruolo meno marginale e benché sinfonici, quindi sempre caratterizzati da una predominanza delle keyboards nella trama compositiva, i brani hanno anche un più solido impianto ritmico. Gli inserti elettronici sono usati con parsimonia e buon gusto dando esiti, come nel caso dell’attacco di “Living Shields”, nel quale il coro gregoriano si innesta su una base elettronica, che sembrano prefigurare il futuro del Gothic Metal.
C’è inoltre da osservare come gli After Forever si impegnino ad arricchire la composizione classicheggiante tipica del Gothic Metal con coloriture fusion e prog, forse poco percepibili ma capaci di rendere meno monolitico il sound.
La performance della singer è buona, sia nel cantato normale che in quello da soprano, pur non raggiungendo mai vette d’eccellenza. Si affiancano alla voce femminile una male voice tutt’altro che eccezionale, a tratti pulita a tratti growl, e dei cori epici ben eseguiti e d’impatto.
Per quanto riguarda i brani contenuti nell’album sono tutti di buon livello: spiccano le iniziali “Come” e “Boundaries Are Open”, come anche l’eterodossa “Only Everything”, decisamente fuori dai canoni del Gothic Metal con il suo andamento rallentato intessuto di inserti elettronici fino all’accelerazione improvvisa e vertiginosa sostenuta da impavidi riff e da un furioso drumming; non emoziona invece come dovrebbe l’assolo alle sei corde nella parte centrale di “Strong”.
Complessivamente il CD sembra essere meno sinfonico e più chitarristico e riuscire proprio nei pezzi d’impatto, tesi e ritmati: esemplare in tal senso è “No Control”, breve, compatta e potente, quasi Power-Progressive (ascoltate l’assolo di chitarra ed il successivo duello tra chitarra e tastiere), se non fosse per il growl usato nella strofa.
In conclusione, “Remagine” è un disco che segna una netta evoluzione nel linguaggio dei nostri, mostrandosi compositivamente meno farraginoso e più diretto, tecnicamente meno ipertrofico e più emotivo.
Ma nonostante l’incontrovertibile prolificità di talentuosi contendenti al trono, continuiamo a confidare nella superiorità dei Nightwish, a prescindere dalla voce di Tanja, e crediamo che il ritorno sulle scene musicali internazionali assicurerà loro una longevità di reggenza pari almeno a quella della regina Vittoria!!

RosaVelata