Aina
Days of Rising Doom The Metal Opera
2004, Transmssions Records
AINA viene presentata come una terra incontaminata dove, da moltissimi anni, vige un regime di prosperità con la sua splendida popolazione ma un giorno... Le Divinità misero in allerta gli Oracoli che riferirono al Re Taetius Ainaen di una visione di violenti e desolanti maledizioni che si sarebbero abbattute ben presto sule loro terre ma, il Re, mise da parte tutte le preoccupazioni contando sul fatto che fino a quel momento nulla era mai successo.
La bellissima "Vergine d'argento", Oria Allyahan, adorata ed amata da tutti nelle terre di AINA si innamorò perdutamente di Torek figlio di Taetius e futuro Re di Aindahaj. I due si tennero dentro il segreto e quando Torek decise di proclamare finalmente Oria come sua futura sposa, Talon, suo fratello , annunciò di essersi unito proprio con la bella Silver Maiden. Torek chiese spiegazioni ma tutto per lui fu invano e decise di andarsene per l'onta subita... Egli viaggiò per miglia e miglia fino ad arrivare a lande sconosciute dove incontrò il Krakhon, una strana creatura che costruì con lui in quelle terre un impero del male chiamato Naschtok. Il principe aveva il fuoco negli occhi, ogni suo pensiero rimembrava Talon ed Oria, covava una vendetta di proporzioni immense, e dopo anni di brutalità in terre non sue, arrivò il giorno del ritorno ad Aina, uccise gran parte della popolazione ma il suo sguardo puntava diritto sul castello di Ainaen dove si trovavano in quel momento Talon, Oria e il loro figlioletto nascituro Nalì... In poche parole Talon fu sconfitto, Oria rapita e violentata più e più volte ma Nalì fu portato in salvo e...
Traduzione presa dal sito True metal.it
Recensionedi Tempi-Duri.it
Dischi di questo genere cominciano ad essere assai numerosi,infatti dopo la lunga storia di Avantasia di Tobias Summet abbiamo ascoltato l'epopea di Nostradamus di Nikolò Kotzev e i dischi di Ayreon StarOne di Lucassen, ora è il turno di Aina storia con ambientazione fantasy modello "il Signore degli anelli".L'opera manco a dirlo è piena di ospiti illustri i quali come sempre sono la linfa vitale per dischi del genere e vanno da Glen Hughes a Damien Wilson etc. etc. capirete da voi che è inutile fare un elenco infinito e quindi è giusto dare spazio alle parole.Parlando della produzione possiamo dire senza ombra di dubbio è quanto di meglio posso essere offerto dal mercato attualmente e che da la giusta dimensione e dinamica, fattori che permettono di divertire l'ascoltatore. In questa versione limitata avrete la possibilità di vedere le riprese negli studi e il video di "The Beast Within",in conclusione si tratta di un disco che senza dubbio ripagherà fino all'ultimo tutti gli euro necessari (che comunque non sono pochi) perché vi regalerà emozioni a non finire .
Stefano Bonelli