Brani:
01 Spells & elisirs
02 Still’Alive
03 It’s time
04 Up to Heaven’s gate
05 Hold on to your Dreams
06 A meeting in the mist
07 Passage
08 Empty skies
09 Chapter I The Awakening
10 Chapter II The falling star



Musicisti:
Roberto Messina - Vocals
Severin Bonneville - Guitar
Arnaud Mènrad - Guitar
Denis Mellion - Bass
Armaud Corbaty - Drums
Alkemist
Meeting In The Mist
Nuclearblast


Vive la France mi verrebbe subito dire dopo aver ascoltato gli Alkemyst I quali provengono proprio dalle parte dei Pirenei. E sperando in buon riscontro a livello internazionale danno alle stampe questo loro disco chiamato”Meeting in the mist”cd che da a noi di Tempi Duri la possibilità di recensire un’ altra band francese dopo i Breakpoint.Le differenze tra i due gruppi sono notevoli e vertono tutte positivamente dalla parte degli Alkemyst,infatti quello che più risalta all’orecchio è la proposta di questi ultimi che consiste in un Power progressive metal di buona fattura ma che non si discosta poi molto da quello che siamo abituati ad ascoltare da gruppi che provengono dalle lande svedesi in primis poi dall’America senza tralasciare l’Italia ormai diventata terra di fucina per molte band in grado di competere a livello internazionale con i gruppi più blasonati del genere. Non ho potuto fare a meno della preparazione tecnica che negli Alkemyst risulta essere notevole, e addirittura nell’economia generale del suono del gruppo transalpino si nota una certa influenza fusion soprattutto da parte del bassista che usando la tecnica slap mi fa venire in mente gente come Michel Cusson degli Uzeb,comunque oltre a questo è chiaro che le influenze maggiori provengono dal mondo metal Ironmaiden in primis passando poi per i mitici Rush Vicious Rumours etc.etc. Trovo che brani come “Empty Skies”oppure la minisuite “Nameless Son”ci diano un ampia dimostrazione della bravura di questo gruppo,però ad proprio pignoli direi che forse il cantante risente un po’ del difetto della pronuncia e l’accento francese a volte traspare fastidioso senza nemmeno tralasciare un effetto sirena del voce quando prende le note lunghe aspetto questo difficile da correggere se non si studia la tecnica per modulare il più possibile le corde vocali,ma in pratica si tratta comunque di un lavoro ben eseguito sia a livello di produzione che prettamente musicale.

Stefano Bonelli