| Angtoria
God Has a Plan For Us All
Listenable Records
www.angtoria.com
Sarah Jezebel Deva,giunonica corista che con la sua splendida voce
ha impreziosito i dischi più belli di Cradle of Filth e Therion,
si presenta in prima persona all’attenzione di pubblico e
critica con un album ed un gruppo tutti suoi.
E, per inciso, questa straordinaria singer meritava da tempo di
giungere ad un traguardo simile, come giusto riconoscimento delle
sue eccezionali doti vocali e della sua indefessa militanza nella
fila di quegli artisti ignoti ai più che pure contribuiscono
a determinare l’immortalità del Metal.
A fare la fortuna degli Angtoria, già nel loro piccolo un
“caso” discografico che entusiasma gli animi, non è
stato certo il nome, davvero poco memorabile, quanto invece la scelta
di suonare, con evidenti abilità tecniche e compositive,
un originale ibrido tra Gothic Metal e Power sinfonico basato principalmente
su una grandiosa orchestrazione delle tastiere, qualitativamente
molto al di sopra della media delle band dedite al genere. Sinteticamente,
si può affermare che chitarra e batteria fanno egregiamente
da “mero” supporto ai virtuosismi del tastierista.
Brevi ma frequenti inserti di synth nei brani ricordano il Prog
Anni Settanta ed appaiono un po’ desueti, ma questa è
davvero l’unica pecca di un sound spettacolare fondato su
un’ottima produzione, su un songwriting curatissimo, accattivante
senza mai essere ruffiano, sulle debordanti doti canore di una singer
che possiede una timbrica del tutto particolare e, last but not
least, sulle capacità tecniche di musicisti che non si accontentano
mai del già noto.
Nonostante il grande utilizzo di orchestrazioni complesse il CD
non appare mai inutilmente pomposo, tronfio come un certo Gothic
da operetta: i brani sono epici ma al tempo stesso godono di una
certa probità, sono essenziali, anche nella durata mai eccessiva,
e nitidi.
I fraseggi di tastiera ricordano quelli dell’Andrè
Andersen più sinfonico, mentre l’incantevole voce della
Deva si mostra abile nel destreggiarsi tra diversi stili di cantato
senza doversi necessariamente rifugiare in quello lirico.
Le canzoni sono tutte ottime e varie, non vi sono fillers. Ne citiamo
alcune: in “I’m calling”, il brano a nostro giudizio
più bello dell’intero album, il refrain potentissimo,
emotivamente intenso, è come una pietra preziosa incastonata
in un raffinato gioiello; “The Addiction” potrebbe essere
tranquillamente parte della colonna sonora di un kolossal alla “Titanic”;
la tesissima “Six Feet Under’s Not Deep Enough”
e la melodica “Do You See Me Now”; o ancora, l’epica
“Original Sin” che si apre con una parte strumentale
che ben si sarebbe adattata alla versione cinematografica della
saga tolkeniana e che prosegue incalzante per concludersi con un
climax emotivamente rovente. La cover di Kylie Minogue si adatta
alla perfezione al sound del gruppo, mentre forse un po’ noiosa
e banale è la romantica ballad che chiude l’album,
“That’s What the Wise Lady Said”.
Nonostante qualche difetto lieve come battito d’ali, “God
Has a Plan For Us All” resta un esordio superbo: l’unico
piano che Dio ha per tutti noi è quello di farci acquistare
questo splendido album!!(Per favore non confondiamo il sacro col
profano ok N.D.R.)
RosaVelata |