Brani:
01 The Awakening
02 I’m Calling
03 God Has a Plan For Us All
04 Suicide on my Mind
05 Deity of Disgust
06 The Addiction
07 Six Feet Under’s Not Deep Enough
08 Do You See Me Now
09 Original Sin
10 Hell Have No Fury Like a Woman Scorned
11 Confide in Me ( Kylie Minogue cover )
12 That’s What the Wise Lady Said

Musicisti:
Sarah Jezebel Deva: vocals
Chris Rehn:guitars
Tommy Rehn:keyboards
Dave Pybus: bass
John henriksson: drums

Angtoria
God Has a Plan For Us All
Listenable Records
www.angtoria.com

Sarah Jezebel Deva,giunonica corista che con la sua splendida voce ha impreziosito i dischi più belli di Cradle of Filth e Therion, si presenta in prima persona all’attenzione di pubblico e critica con un album ed un gruppo tutti suoi.
E, per inciso, questa straordinaria singer meritava da tempo di giungere ad un traguardo simile, come giusto riconoscimento delle sue eccezionali doti vocali e della sua indefessa militanza nella fila di quegli artisti ignoti ai più che pure contribuiscono a determinare l’immortalità del Metal.
A fare la fortuna degli Angtoria, già nel loro piccolo un “caso” discografico che entusiasma gli animi, non è stato certo il nome, davvero poco memorabile, quanto invece la scelta di suonare, con evidenti abilità tecniche e compositive, un originale ibrido tra Gothic Metal e Power sinfonico basato principalmente su una grandiosa orchestrazione delle tastiere, qualitativamente molto al di sopra della media delle band dedite al genere. Sinteticamente, si può affermare che chitarra e batteria fanno egregiamente da “mero” supporto ai virtuosismi del tastierista.
Brevi ma frequenti inserti di synth nei brani ricordano il Prog Anni Settanta ed appaiono un po’ desueti, ma questa è davvero l’unica pecca di un sound spettacolare fondato su un’ottima produzione, su un songwriting curatissimo, accattivante senza mai essere ruffiano, sulle debordanti doti canore di una singer che possiede una timbrica del tutto particolare e, last but not least, sulle capacità tecniche di musicisti che non si accontentano mai del già noto.
Nonostante il grande utilizzo di orchestrazioni complesse il CD non appare mai inutilmente pomposo, tronfio come un certo Gothic da operetta: i brani sono epici ma al tempo stesso godono di una certa probità, sono essenziali, anche nella durata mai eccessiva, e nitidi.
I fraseggi di tastiera ricordano quelli dell’Andrè Andersen più sinfonico, mentre l’incantevole voce della Deva si mostra abile nel destreggiarsi tra diversi stili di cantato senza doversi necessariamente rifugiare in quello lirico.
Le canzoni sono tutte ottime e varie, non vi sono fillers. Ne citiamo alcune: in “I’m calling”, il brano a nostro giudizio più bello dell’intero album, il refrain potentissimo, emotivamente intenso, è come una pietra preziosa incastonata in un raffinato gioiello; “The Addiction” potrebbe essere tranquillamente parte della colonna sonora di un kolossal alla “Titanic”; la tesissima “Six Feet Under’s Not Deep Enough” e la melodica “Do You See Me Now”; o ancora, l’epica “Original Sin” che si apre con una parte strumentale che ben si sarebbe adattata alla versione cinematografica della saga tolkeniana e che prosegue incalzante per concludersi con un climax emotivamente rovente. La cover di Kylie Minogue si adatta alla perfezione al sound del gruppo, mentre forse un po’ noiosa e banale è la romantica ballad che chiude l’album, “That’s What the Wise Lady Said”.
Nonostante qualche difetto lieve come battito d’ali, “God Has a Plan For Us All” resta un esordio superbo: l’unico piano che Dio ha per tutti noi è quello di farci acquistare questo splendido album!!(Per favore non confondiamo il sacro col profano ok N.D.R.)

RosaVelata