Brani:
01- Osonzes
02- Battle to the victory
03- Primary fear
04- The warning
05- Still waters
06- Thriller
07- To escape death
08- Not fair (prelude)
09- Not fair
10- Tota pulchra
11- My old refuge
12- My son and I
13- Running in the labyrinth
14- Eruption
15- Scherzo in E Minor
Musicisti:
Franco Caruso: Guitars, Backing vocals
Enzo Caruso: Lead vocals, keyboards, backing vocals
Paolo Giani: Bass and backing vocals
Jaco: Drums and timpani
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ARACHNES
Primary Fear
SCARLET RECORDS
Quarto lavoro discografico per gli Arachnes, se non contiamo i due ep precedenti. I nostri connazionali non smentiscono di essere un gruppo valido e in grado di poter rappresentare degnamente il nome dell’Italia all’estero. Infatti, al contrario di tante bands italiane dedite a scimmiottare i Tedeschi, gli Arachnes tentano una soluzione più ricercata. Se, da un lato, sono innegabili le forti influenze power, dall’altro lato, queste vengono rielaborate in maniera professionale e ricercata. Durante l’ascolto del disco si possono cogliere diverse sfumature sonore: dalle incursioni strumentali tanto care a un certo prog fino ai barocchismi; dall’aggressività in stile Priest fino alla musica classica vera e propria. Difficile trovare un gruppo di paragone in senso stretto. Personalmente, in molti momenti del disco mi sembra di sentire qua e là i Symphony X. In altri, Malmsteen e i Priest. Insomma, l’elenco può essere alquanto lungo. Volendo dar fede alle note riportate dalla loro casa discografica, la Scarlet, gli Arachnes suonano un “melodic power-speed metal con influenze sinfoniche e progressive”. “Primary fear”, questo il titolo dell’album, è un concentrato di potenza, classe e ricercatezza musicale. Molto belli gli strumentali, in particolare la mistica “Still Waters”, la Bachiana “Tota pulchra” e la purpleiana “Eruption” con tanto di Hammond. La ballata “My son and I” ricorda molto i migliori lenti dei Dream Theater, mentre la potenza drammatica di “The warning” richiama le cose migliori del Maestro Y.J.Malmsteen. Cosa aggiungere di più. “Primary fear” è un bel lavoro, suonato da ottimi musicisti, in grado di trasmettere emozioni e tanta tecnica. Sicuramente un lavoro con tutte le carte in regola per competere al di fuori dello Stivale. Bravi ragazzi!
Bruno Cavicchini
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