Track List:
01 Ouverture
02 Gothic Description
03 Just Try And Hit Me
04 Dark Side Of My Mind
05 I´M Closing My Eyes
Mediterranean Suite
06 First Movement
07 Second Movement
08 Third Movement
09 A Secret Sky
10 Schizophrenia
11 Nightmare
12 Blues Variation
13 Knowledge

Line Up:
Frank Caruso All Guitar, Backing Vocals, Some Bass
Enzo Caruso Lead & Backing Vocals, All Keyboards, Piano & Hammond
Gabriele Baroni Bass Guitar
Stefano Caironi Drums And Percussion

Arachnes
In Praise Of Science
Scarlet Records
www.Arachnes.It


Raccontare una storia per parlare dell'ottava opera di questa italianissima band è quello che solo posso fare.
Gli Arachnes si sono formati nel 1995 per volere dei fratelli Caruso (Enzo, vocals piano e keyboards - Franco, guitars) dopo il precedente progetto hard-rock come Firehouse.
Gli Arachnes sono una power metal band. Sebbene ognuno di noi cerchi con affannata disperazione di distinguersi dalla massa togliendosi di dosso fastidiose etichette, le molteplici facce del metal rendono necessaria la catalogazione all'interno di grandi scatoloni per darne un'idea generale,
quanto mai sommaria. Quando sento parlare di power, uno dei miei generi preferiti, sono così portata a pensare a testi che parlano di spade e di draghi, a cover dallo stile medievale, ad intro epici e corali che fanno da preludio a cavalcanti e frenetici sound.
Quello che mi aspettavo era una delle tante band che cercano di emulare con tanto impegno memorabili gruppi come Helloween, Manowar, Grave Digger, Blind Guardian, Labyrinth e, sebbene gli Arachnes ricordino questi grandi mostri in molti passi delle loro canzoni (forse un secondo elogio?), hanno saputo andare al di là di ogni etichetta, producendo un album soprattutto prog con influenze power, ricordando la passata influenza hard-rock anni '60 presentata nei precedenti album e prendendo spunto da sonorità alla Dream Theater sviluppate fino a dare una nuova vita al neoclassico grazie alla magia del piano di Enzo che probabilmente ama Bach o Chopin.
‘In Praise of Science’ è un concept album in elogio della conoscenza, una tematica difficile da affrontare per qualsiasi scrittore, per qualsiasi uomo e che gli Arachnes hanno voluto celebrare con la loro musica. Hanno saputo accompagnarci attraverso un viaggio che si apre con un delicato piano in ‘Overture’ e che riesce a porci realisticamente di fronte alla necessità del Vero attraverso le sonorità più oscure e metal dell'album sempre addolcite da tenere ed innocenti immagini di bambini tenuti fra le braccia (‘Gotich Description’).
Hanno saputo farci calare nell'oscurità di noi stessi, ricordandoci che per poter conoscere il mondo e la vita dobbiamo prima conoscere noi stessi, elogiando la libertà dell'animo nella traccia che prediligo (‘The Dark Side Of My Mind’) e che non esiterei ad alzare in cielo come manifesto dell'umanità. Hanno gridato la loro necessità di essere liberi, di essere loro stessi (‘I'm Closing My Eyes’) anche sulla scorta di un album che, proprio in quanto "fuori genere”, sembra non aver seguito il filo del commercio musicale quanto quello del “far conoscere noi stessi a coloro che apprezzano il nostro album”.
Il percorso della conoscenza non è fatto però solo di grida e di ribellione (‘Just Try And Hit Me’), di coraggio e consapevolezza, è fatto soprattutto di meditazione, chiudendo gli occhi appunto e lasciandosi andare. Le tre parti di ‘Mediterranean Suite’ - totalmente strumentali nel mezzo del disco - fanno sprofondare nel nucleo del discorso in un concept di musica classica, con una prima parte di piano che fa scivolare lentamente nell'assopimento del corpo e che nella seconda parte da voce ad un adagio “new age” per rappresentare il potenziamento dei nostri sensi, della nostra anima. Anima e corpo divisi per poter comprendere il corpo attraverso la nostra anima, è una verità che ci scuote come un tuono (la terza parte), una conoscenza che può avere come colonna sonora solo la distorsione di una chitarra elettrica e che alla fine rende la nostra mente libera.
Abbiamo scoperto che è necessario conoscere, che è liberatorio, che è capace di elevare al di sopra della vita, è un'esperienza dolcissima quanto ‘A Secret Sky’, ma purtroppo può farsi anche inquietante e distorta come il ritmo ossessivo di ‘Schizophrenia’.
‘Nightmare’ procede sulle sonorità classiche del metal con qualche punta new age e racconta di un personaggio che esplica le proprie sensazioni ma si rende conto della necessità di una conoscenza che sia ponte fra il sé e il mondo, un personaggio fra tanti, uno di noi.
La penultima traccia vaga su sonorità blues alla tastiera, forse vuole distrarci o forse desidera (sempre dolcemente e con un gentile sorriso compiaciuto sulla bocca) prepararci al grande
finale: ‘Knowledge’, una traccia tipicamente power (ecco l'etichetta!), di quello più ricorrente e forse anche commerciale che riassume tutto il concept: la chiave è conoscere la propria vita e mondi segreti con l'innocenza di un bambino, la chiave è una piccola esperienza vissuta con proprio figlio, la chiave è la Conoscenza. Buon viaggio.

Cristina Ferrandi