Track List:
01 Bambina regina
02 Rosa
03 Diana
04 Monsieur Verdoux
05 Mari
06 Libera
07 Umbria
08 Luminosa
09 Metrò
10 Il contrasto della Villanella
11 Piccolina
12 Terramare

Line Up:
Leonardo Bonetti: voce, basso, tastiere
Fabio Bratt: Chitarre
Aldo Orazi: Batteria

Collaborazione di Paola Feraioni (voce)
Tonino de Sisinno (percussioni)

Arpia
Terramare
Lizard/Andromeda
www.arpia.info

Esce l’ultimo lavoro del gruppo dal titolo “Terramare” il cui nucleo può essere individuato nell’esperienza erotica del mondo. Terra e Mare, elementi di fisicità e sessualità, poli di una continuità reale e riconoscibile, orizzontali e appartenenti entrambi ad un gioco di contrasti comunemente accettati, in cui ogni elemento rispetta il suo ruolo dall'alto dell'ironia di chi già conosce le possibili combinazioni amorose.
Terra e Mare, uomo e donna, su un piano comune, dove il sentimento del mistero dell'altro è vivo e messo in gioco continuamente.
L'elemento divino è escluso, il cielo è senza dio e le uniche divinità sono quelle classiche dei boschi e dei mari, simboli antichi della sessualità.

Uso questa introduzione tratta dalla biografia della band, che spiega senza tanti fronzoli gli intenti della band capitolina.
Chiariamo subito che gli Arpia ormai più che una promessa non sono l’ennesima band heavy metal ne hanno la “pretesa”di esserlo,sebbene tra i riff dei loro brani si insinuano subdole anche influenze sabbathiane del primo periodo quello dei primi album per intenderci,ed alcune cose dei Pink Floyd più psichedelici ascoltare ad esempio lo stupendo pezzo chiamato Luminosa in cui la melliflua chitarra di Fabio Bratt ed il martellante basso di Leonardo Bonetti contribuiscono a costruire atmosfere fumose e psichedeliche.
Terra Mare esce dopo una lunghissima pausa,infatti il precedente album intitolato“Liberazione”sono passati circa 10 anni; tanto è servito a questa interessante band per realizzare questo nuovo capitolo della loro storia.
Quello che colpisce ascoltando il disco è il fatto di trovarsi di fronte ad una band certamente matura e sicura di quello che vuole fare fatto questo dovuto ad una forte esperienza che gli Arpia si sono costruiti negli anni.
Per quanto riguarda il lato strettamente musicale la musica che questa band romana propone sembra essere composta pensando ai luoghi in cui andrebbe suonata,in effetti anche per la bravura del solito Leonardo vera mente creativa degli Arpia è in grado di interpretare i brani pensandoli in modo teatrale in un’ambientazione oscuro/gotica,ed il fatto che le canzoni siano cantate in italiano conferisce loro una maggiore drammaticità interpretativa e il merito di tutto ciò va senza ombra di dubbio all’istrionico personaggio già citato pocanzi.
Personalmente ho apprezzato molto il brano “Umbria” forse uno degli episodi più belli del cd per le varie incursioni che il gruppo compie al suo interno ora prog ora semi ballad come all’inizio del brano stesso si pensasse che fosse,evidentemente i capitolini Arpia sono in grado con il loro art rock di sorprendere l’ascoltatore quando meno se lo aspetta.
Punti di riferimento per gli Arpia oltre ai già citati Black Sabbath direi che possiamo citare i IV Luna,una band che evidentemente ispira forse involontariamente il cantato di Leonardo,mentre per l’aspetto dark mi vengono in mente addirittura i Windscreen vecchia band anch’essa romana ma ormai sparita del tutto.
In conclusione questo ritorno degli Arpia fa ben sperare per la loro prosecuzione, certo è che la loro proposta essendo quasi del tutto settoriale restringe di molto il raggio d’azione che pur essendo indubbiamente rock si avvicina agli ambienti dark gothics,fatto questo che farà la felicità solamente di coloro interessati al genere gli altri debbono avere una mentalità molto aperta per assimilare al meglio un cd serioso come Terramare ma che dal canto suo saprà regalare fori emozioni ai suoi ascoltatori.

Stefano Bonelli