Track List:
01 The mysteriuous ruturn (intro)
02 Fly to the moon
03 Rock the nation
04 Valley of sin
05 Living a lie
06 No chance to live
07 Mystica
08 Haunted castle serenade
09 Losing the game
10 The curse of the damned

Line up:
Axell Rudy Pell Guitar
J. Gioeli Vocals
F. Doernberg Keyboards
V. Krawzak Bass
M. Terrana Drums

Axel Rudi Pell
Mystica
SPV 2006
www.axel-rudi-pell.de

Arriva all’undicesimo album l’inossidabile guitar hero teutonico Axel Rudi Pell che nella sua proposta musicale fatta di heavy melodico, sferzate Hard Rock e numerosi accenni neoclassici ha saputo soddisfare in questi anni tutti coloro che rimpiangono la scomparsa dei Rainbow. Certo R. Blackmore è ad un altro livello, ma il buon Axel in alcuni suoi album (ad esempio il capolavoro Black Moon Pyramid), soprattutto dal punto di vista compositivo è stato in grado di creare un ottima miscela tra l’epicità dei Rainbow e la spontaneità e immediatezza degli Scorpions periodo anni ’80.
Commentando questo nuovo album possiamo affermare con certezza di trovarci di fronte ad un buon lavoro, se preso in se stesso, anche se a dire il vero il problema fondamentale resta quello di una certa prevedibilità di molte soluzioni usate dal chitarrista e ripetute spesso sempre uguali all’interno dei diversi album.
Da una parte “Mystica” è dotato di alcune ottime hits ed è sicuramente consigliato a chi ancora non conosce A. R. Pell perché è un buon modo di avvicinarsi a questo chitarrista, che in questo caso è coadiuvato da una band di primo livello, con un Mike Terrana alle pelli in grado di valorizzare ogni stacco e un Gioeli (ex hardline) alla voce capace di innalzare ogni passaggio (ascoltatevi la blackmoriana “Fly To The Moon”). Dall’altra parte ci sono alcuni passaggi all’interno dei brani più lunghi che risultano un po’ troppo diluiti e potrebbero annoiare l’ascoltatore.
Comunque i fan del chitarrista (molto popolare solo in Germania) troveranno un disco che supera anche se di poco la qualità del precedente “Kings and Queens”.
Per concludere niente di nuovo sotto il sole, più che altro una conferma.

Metal Alex