Track List:
01 25 Years
02 Old Village Lanterne
03 I Guess It Doesn’t Matter Anymore
04 The Messenger
05 World Of Stone
06 Faerie Queen
07 St. Teresa
08 Village Dance
09 Mond Tanz/Child In Time
10 Streets Of London
11 Just Call My Name (I'll Be There)
12 Olde Mill Inn
13 Windmills
14 Street Of Dreams

Line Up:
Ritchie Blackmore / electric guitars, acoustic guitars, tambourine, hurdy gurdy, renaissance drum
Candice Night / lead vocals, backing vocals, pennywhistle, shawms, cornamuse, rauchpfeife, chanters

Blackmore’s Night
The Village Lanterne
www.blackmoresnight.com

Ritchie, Ritchie, ma quando imparerai che la chitarra classica, si, la suoni bene, ma la chitarra elettrica nelle tue mani è come gomma! Le corde, il manico, la leva del vibrato… tutto si piega al tuo volere in essa!
Ogni nota pizzicata sulla chitarra tira fili dentro l’anima di chi riesce ad entrare in contatto profondo con la musica di Ritchie Blackmore!
L’oscuro uomo che ha inventato il metal, torna con un altro capitolo della saga Blackmore’s Night.
La sempre melodiosa (ma a tratti monotona) voce di Candice Night fa come al solito da usignolo solista nella grande sinfonia della foresta Blackmore.
Ritchie tesse, cuce e ricama, con la sua storica abilità di grande chitarrista, il tappeto sul quale ottime canzoni vengono eseguite da Candice.
Ma non mancano fortunatamente momenti in cui Ritchie imbraccia la sempre amata e venerata Fender e fa sognare noi creduloni in un suo ritorno nella patria del Rock, dove tutti noi aspettiamo il Ritorno del Re del Blackmore’s Castle. Queste speranze sono anche sospinte da un suo continuo rivedere suoi vecchi successi dei Rainbow, come Self Portait nel secondo disco con Candice, le rivisitazioni in live di Sixtinth Century Greensleves e, in questo disco, nientepopodimeno che di Child in Time e Street of Dreams.
Child in Time viene inserita nel solito contesto “celticheggiante” e riprodotto da Candice in modo molto tranquillo e privo di sfida col passato. Peccato poi il finale particolarmente sconcertante in pieno stile B.’s N.
Street of Dreams viene ripresa molto bene, ed è un piacere il duetto di Candice e Joe Lynn Turner.
Ormai il peggio è passato. Dopo calate di qualità (Ghost of a Rose e Under a Violet Moon) e magnifici picchi (Fires at midnight e primo disco) si sono ben stabilizzati su un livello qualitativo alto, nel pieno rispetto di uno stile di famiglia!
Sperando che Ritchie rinsavisca il più presto possibile, e ritorni a fare il buon caro vecchio e sano Rock, possiamo godere del lavoro delle sue dita in questo nuovo disco nel quale fa sempre capolino il grande e inconfondibile stile del Padre di tutti noi Rock/Metallari!

Marco Palazzi