Track List:

01 This will never end
02 Otherland
03 Turn the page
04 Fly
05 Carry the blessed home
06 Another stranger me
07 Straight through the mirror
08 Lionheart
09 Skalds and shadows
10 The edge
11 The new order
12 Dead Sound of Misery (Bonus-track)

Line up:
Hansi Kursch: vocals
André Olbrich: guitars
Marcus Siepen : guitars
Frederik Ehmke : drums

Blind Guardian
A Twist In The Myth
Nuclear Blast
www.blind-guardian.com

Ogni 4 anni quasi come fossero i mondiali di calcio arriva a dilettare la nostra esistenza l’uscita del nuovo cd dei Blind Guardian, una delle band più importanti dell’intero panorama metal mondiale.
Vado quindi subito ad acquistare il cd dei nostri bardi con tanto di bonus track. E’ stato già detto molto su questo nuovo lavoro e quindi cercherò di essere sintetico, tanto la metà di voi già avrà la sua bella copia a casa.
Il nuovo album, che segue la dipartita del batterista storico della band Thomas Stauch (fondatore dei novelli “Savage Circus” band in stile ”old Blind Guardian”), è sicuramete un ottimo album e onora il nome della band…ma, si c’è un ma…, non raggiunge il livello compositivo ed espressivo dei due precedenti lavori ossia il capolavoro “Nightfall in Middle Earth” e il successivo progressivo, epico e complesso “A Night of the Opera”.
Ciò che desta i maggiori dubbi e perplessità è la scelta dei brani da inserire come singoli ossia “Fly” e “Another stranger me” (il pezzo meno “Blind” dell’intero cd). Questi pezzi a mio parere risultano un po’ fuori contesto rispetto alle altre canzoni dell’album e alla sua atmosfera generale, quindi forse poco rappresentativi dell’opera.
In ogni caso si tratta di brani apprezzabili, ma a mio avviso meno ispirati rispetto ad altre canzoni inserite nell’album. Soprattutto “Fly” risulta musicalmente più appropriata nella sua seconda versione ossia la bonus track “Dead Sound of Misery”: la musica è la stessa il testo e gli arrangiamenti cambiano donando al brano più spunti atmosferici e suggestivi, insomma più vicini allo stile Blind Guardian.
Per concludere un album sicuramente consigliato, ma che sembra un po’ di transizione con la scelta di essere più diretti (senza le infinite sovraincisioni), un po’ meno complessi e più concentrati sulle linee vocali, senza però imboccare la strada in discesa verso il baratro di un bieco ritorno alle origini. Per quelle sonorità ci sono altri ottimi gruppi “vintage”, come i sopra citati Savage Circus o i bravi Persuader (per saperne di più: recensioni presenti nel vasto archivio di Tempi Duri).

Metal Alex