Brani:
01 Turn of my Century
02 Planetarium
03 Cosmic
04 Omega
05 Windows of the world
06 My strange girl
07 Forbidden erotica
08 Song of the east
09 Exploration
10 Enhanced fear
11 Automatic world science
12 Face the undead
13 Sapphire
14 Enemy’s adagio
15 Flight of the pink dragon
16 Cold pain skin
17 Scary groovy


Musicisti:
Bob Katsionis keyboards and 7 String Guitar
Jimmy b. 5. String Bass
BOB KATSIONIS
TURN OF MY CENTURY
LION MUSIC



Ascoltando questo lavoro di debutto di Bob Katsionis mi è sorto un dubbio amletico : piacerà o non piacerà? Perché un disco come questo non è facilmente digeribile da tutti in quanto si rivolge ad un pubblico estremamente esigente e particolare.Chiaro quindi che chi è abituato a sonorità del genere apprezzerà moltissimo questo cd, mentre invece chi ascolta il metal diciamo così normale troverà “Turn of my century” assai ostico,quindi come si dice in questi casi la verità sta nel mezzo come al solito.Bob katsionis tastierista di origine greca se non sbaglio, e già musicista con diverse esperienze in bands tipo “Imaginery””Acid Death””Casus Belli” (solo per nominarne alcune ) approda nelle fredde terre scandinave per registrare il debut album,riesce infatti ad avere un contratto con la lion music per cui esce il cd che stiamo con vero piacere recensendo, e cioè”Turn of my century”. Il cd in questione si pone alla nostra attenzione per la sua veemenza con quell’approccio tipicamente metal ma con una forte influenza classica e non potrebbe essere altrimenti. Questo come dicevamo all’inizio non è il classico disco commerciale con il solito gruppo che spinge a più non posso con la batteria in doppia cassa etc. etc , infatti le influenze di Bob Katsionis sono da riporsi in musicisti come “Vitali Kuprji” oppure “Jens Johansson”, nonché l’ormai stracitato compositore “Friedrick Chopin”. Purtroppo il lavoro in questione ha un limite insormontabile,infatti la batteria essendo stata registrata via computer i suoni sono quelli lì e purtroppo ascoltando lo stesso suono di batteria in tutto il disco l’ascoltatore potrebbe correre il rischio di annoiarsi;ma a parte questo il disco è veramente bello, inutile dire che è interminabile essendo composto da ben 17 brani cosa assai rara da trovare ultimamente.
Comunque dopo tutto questo disquisire la conclusione di tutto ciò è questa,se vi piace la musica impegnata e di un certo livello intellettivo questo lavoro fa per voi altrimenti per tutti gli altri dovranno ascoltarlo con molta attenzione.


Stefano Bonelli