Brani:
01 Desire
02 Living For The City
03 On A Day Like Today
04 Why Did You Do It
05 Since I Left Her
06 Come Together In The Morning
07 Waiting For The Sky To Fall
08 Illogical
09 How Could You?
10 That's Not Love
11 I Can't Stand The Rain
Musicisti:
Danny Bowes - Lead and Backing Vocal, Worrying
Luke Morley - All the Guitars, Percussion, Backing Vocals, etc.
Mario Goossons - Drumming and long distance driving.
Chris Childs - Bass & Dancing
Mark Taylor - Piano, Organs & all Keyboards
Ben Gant - Trumpet
Martine Robertson - Sax
Ian Moffett - Trombone
TJ Davies - Backing Vocals
Angela Murrell - Backing Vocals
Tara MacDonald - Additional Vocals on 'How Could You?'
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Bowes & Morley
Mo's Barbecue
Frontiers
Questo secondo lavoro di Bowes & Morley intitolato Mo's Barbecue si muove su territori soul e funky influenze ancora più evidenti dovute agli arrangiamenti della sezione fiati che fanno si che il lavoro in questione sia pervaso da un atmosfera nera(nel senso musicale).Fra tutti i brani quella che spicca maggiormente è la cover che il duo inglese fa di "Living For The city" uno dei brani più famosi di Stevie Wonder tra l'altro molto simile all'originale.Quindi un disco con dettami musicali molto diversi da quelli che siamo abituati ad ascoltare ma se guardassimo più attentamente la copertina ci accorgeremo che Luke Morley e Danny Bowes fanno parte dei Thunder , e che questo album altro non è che un progetto parallelo alla band madre,e allora si può tranquillamente affermare che poi non siamo troppo lontani dai nostri territori anzi;un altra grande influenza che si nota durante l'ascolto del disco è quella dei Doobie Brothers (quelli di Long Train Running per intenderci)questo particolare è dato dalle chitarre in fase ritmica e si nota ancora di più nel brano"Why Did you do it".quindi capirete da voi stessi che con tali credenziali il gruppo non poteva certo fallire la prova e seconda il mio modesto parere supera a piani voti l'esame.se accettate un mio consiglio ascoltate questo disco in macchina è la cosa più adatta per un lungo viaggio e non mancherà di farvi sognare le lunghe highroad americane.
Stefano Bonelli
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