CORNERSTONE
Once Upon Our Yesterdays
Massacre Records
Ultima release per i Cornerstone, band primordiale del grande vocalist Dougie White (ex-Rainbow), ora attuale cantante di Malmsteen. Ormai la sua voce la conosciamo e anche in questa occasione dal disco traspare tutta la sua bravura e la sua capacità di interpretazione. Una voce che, a sua volta, viene esaltata dalla qualità delle composizioni dei Cornerstone. Per chi non li conoscesse, il gruppo in questione è dedito ad un heavy metal/hard rock nella sua accezione più classica. Dunque, potenza e melodia profuse insieme. Un metal mai banale o fotocopia di alcunché, ma semplicemente un metal classico come andrebbe suonato: belle melodie, ottime capacità esecutive da parte di tutti i membri, aggressività ragionata, ottimi guitar solos e arrangiamenti curati quanto basta per donare alle canzoni spontaneità e cura. Dalle dieci tracce contenute nel disco si evince l'amore del gruppo per i Rainbow e le sonorità tanto care all'Elfo per eccellenza: Ronnie James Dio. A questo due nomi si possono aggiungere i nomi di spicco della N.W.O.B.H.M. Il disco, a mio giudizio, contiene ottime songs, senza, dunque, le classiche canzoni riempitive. Certo, anche in questo caso non mancano momenti più riusciti ed altri meno brillanti. Ma, almeno, il risultato finale è quello di un album godibile. Tra i pezzi più interessanti cito la ballad "Man Without Reason", che ricorda tanto la stupenda 'Temple Of The King' di rainbowiana memoria. Così come la song d'apertura, "Welcome To Forever", davvero bella con quel riff di chitarra epico, oppure la successiva "When The Hammer Falls", aggressiva quanto basta pur conservando un forte tappeto melodico. Intimista e sognante la title track, "Once Upon Our Yesterdays". Molto bella anche "End Of The World", con un intro violinistico e un incidere mid-tempo à-la Rainbow epoca Dio. Conclude la stupenda "Scream", che si apre con un intro di chitarra che rimanda al Jeff Beck più ispirato e che poi esplode in un brano à-la R.J.Dio. Cosa aggiungere.
Ottime songs, D.White smagliante dietro il microfono e, devo dire, un ottimo lavoro di chitarra, in grado di donare una marcia in più al disco.
Ottimo lavoro!
Bruno Cavicchini