Brani:
01 Begin to Float ( intro )
02 Sannraijz
03 Sometimes Going Too Far is the Only Way to Go
04 Sanraijz II
05 We're Only in for the Space Rock
06 Make Yourself Heard for the Sake of the World


Musicisti:
StarfighterCarl: drums
JohnFromSpace: guitars and vocals
SpaceAceFrippe: bass
MoonbeamJosuè: flute
First Band From Outer Space
We're Only in for the Space Rock
Transubstans Records
www.fbfos.com


Mio Dio, mi dico, un gruppo Space Rock, erano anni che non ne ascoltavo uno!
Mi accingo all'ascolto con malcelata preoccupazione, intimorita dalla corposità dei brani: la lunga intro "siderale" sembra confermare i miei timori e mi predispongo così a sopportare 60 minuti di noia iperuranica.
Il pezzo che segue, invece, mi sorprende e coinvolge, dissipando ogni angoscia per l'immediato futuro.
Anche i brani successivi si susseguono con agilità, grazie anche ad una decisa diversificazione stilistica: si va da cavalcate heavy/blues dove la chitarra solista libera tutta la propria energia come nel finale di "Sometimes Going…", a pezzi acustico-atmosferici come "Sanraijz II".
I brani appaiono come lunghe ed ipnotiche jam session nelle quali i musicisti danno libero sfogo alla loro creatività senza imbrigliarla nella forma-canzone. In questo consisteva d'altronde la ricerca musicale dei mitici Anni Settanta: sperimentazione in assoluta libertà!
Con l'ipnotica suite "We're only…" il gruppo ci guida in un'esplorazione dello spazio che ci conduce fino ai confini estremi dell'Universo.
Nell'ultimo "Make Yourself…" c'è anche un flauto che con le sue note conferisce al brano un afflato nostalgico.
Nonostante l'elevata qualità dell'album è doverosa un'osservazione più generale, quasi "di principio": riconosciamo cioè che l'effetto emotivo dei suoni cosiddetti "spaziali" non può più essere lo stesso di trent'anni fa per il semplice fatto che l'elettronica ci offre oggi infinite possibilità di creazione ed utilizzo di suoni ed effetti; abbiamo ormai perso da tempo quell'ingenua innocenza che rendeva lo Space Rock tanto affascinante… Curiosamente e paradossalmente, lo Space Rock, nato come genere innovativo e "futuristico", sembra aver assunto ai giorni nostri la connotazione esattamente opposta di "vintage".

RosaVelata